PALAZZO ZEVALLOS STIGLIANO

Palazzo Zevallos Stigliano  in Via Toledo, venne costruito su disegno di Cosimo Fanzago tra il 1637 ed il 1639, per volere di Giovanni Zevallos, ufficiale di Corte e duca di Ostuni dal 1648. Il sontuoso palazzo mostra un bel portale del […]

JUAN DÓ ( Giovanni Do )

Quando nel  1616 giunse  a Napoli , Jusepe Ribera ,incominciò per la nostra città uno dei periodi  più importanti per la storia della nostra arte pittorica . Alla sua bottega , che  assunse a Napoli un’importanza fondamentale e fu un polo […]

LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI

Non tutti ricordano  che Napoli durante la seconda guerra mondiale è stata la prima città d’Europa ad insorgere in armi contro i tedeschi e non tutti sanno che per questo motivo Napoli ed i suoi cittadini hanno meritato una Medaglia […]

IL FANTASMA DI PALAZZO SPINELLI

Nel palazzo Spinelli di via Tribunali, secondo molti, sembra udirsi ancor oggi una voce straziante: è il fantasma di Bianca, giovane serva della nobile ma malvagia marchesa proprietaria dell’edificio, che la fece murare viva nell’androne solo perché aveva ricambiato lo […]

CHIESA DI SANTA MARIA DELL’ AIUTO

La chiesa di Santa Maria dell’Aiuto in origine, era solo un’immagine sacra su carta collocata in un’edicola votiva da due giovani devoti. Questi posero nel vano cieco di una finestra un’immagine cartacea della Madonna con il Bambino. Con il passare del […]

LA FESTA DEI GIGLI DI NOLA

La festa dei gigli di Nola è la storia di una città che rivive il proprio passato attraverso la maestosa danza di possenti piramidali torri di legno chiamati  gigli , sotto la religiosa protezione dell’amato vescovo Paolino . Parlare di […]

PALAZZO FONDI

Palazzo Fondi è un edificio storico risalente al XVII secolo che si trova su Via Medina , a due passi quindi da Piazza del Municipio e dal Maschio Angioino. Lo storico edificio che attualmente si sviluppa su 5 piani per […]

NUN ME TRATTÀ MALE di PUPELLA MAGGIO

Nun me trattà male Ije, si nu juorno vecchia e stanca, m’avvessa spurcà quanno magno, pecchè me tremmene ‘e mmane, … tu nun me guardà stuorto, pienze quanti vvote te spurcave tu, pe te mparà a magnà piccerillo mbraccia me. […]