SAN GIORGIO A CREMANO

” Il 19 gennaio 1644 Nicola Giordano , per i molti e grati servigi resigli , donava al fratello Luca , pittore già affermato nella sua arte , un apprezzamento di terreno di cinque moggia nelle pertinenze di San Giorgio […]

VEDI NAPOLI E POI MUORI …

 Johann Wolfgang von Goethe,  partito nel XVIII secolo, dalla sua terra, come molti aristocratici dell’epoca, per compiere il suo Grand Tour, durante il suo viaggio rimase totalmente affascinato dalla bellezza straordinaria di Napoli. Il Grand Tour  era un lungo avventuroso […]

ENZO MOSCATO

Napoli è una città aggettivabile in diversi modi: affascinante, misteriosa anche enigmatica, ma , forse, l’aggettivo che meglio la descrive è sublime, in quanto in chi guarda questa città e la osserva attentamente, essa può indurre, per le sue connotazioni […]

SIMBOLOGIA DEL PRESEPE NAPOLETANO

Il presepe napoletano non è soltanto una semplice rappresentazione della Natività, ma un complesso racconto simbolico della vita, della società e della spiritualità popolare. Nato dall’incontro tra fede cristiana, tradizioni pagane e cultura quotidiana, esso si distingue per la ricchezza […]

LA FESTA DEI GIGLI DI NOLA

La festa dei gigli di Nola è la storia di una città che rivive il proprio passato attraverso la maestosa danza di possenti piramidali torri di legno chiamati  gigli , sotto la religiosa protezione dell’amato vescovo Paolino . Parlare di […]

LAZZARI E SCUGNIZZI

Lazzari e scugnizzi sono nomi diversi ,  dati ad una stessa tipologia di ragazzi vissuti pero’ in epoche diverse. Essi sono talmenti  simili  nel modo di fare e vivere , da poterli di fatto considerare uno gli antenati dell’altro . […]

PENNETTE ALLA ‘ PUTTANESCA ‘

  decisamente non è una parolaccia ed io non sono impazzita. è un prelibato e povero piatto, le cui origini, del suo inusuale nome, sono da ricercare nelle leggende popolari. Alcuni dicono che il nome di questa ricetta risalga agli […]

NUN ME TRATTÀ MALE di PUPELLA MAGGIO

Nun me trattà male Ije, si nu juorno vecchia e stanca, m’avvessa spurcà quanno magno, pecchè me tremmene ‘e mmane, … tu nun me guardà stuorto, pienze quanti vvote te spurcave tu, pe te mparà a magnà piccerillo mbraccia me. […]