PALAZZO DEI DUCHI DI CORIGLIANO

Lo storico palazzo, è ancora oggi presente in quello che viene da tutti noi riconosciuto come uno degli angoli  più suggestivi e ricchi di storia della Napoli antica, Esso affaccia infatti su Piazza San Domenico Maggiore e fu  eretto  nel […]

LA ZUPPA INGLESE NAPOLETANA

La zuppa inglese nonostante il suo nome anglosassone   è senz’altro un dolce italiano, la cui  l’origine è contesa da molte regioni ( in primis Emilia Romagna e Toscana ) . Noi invece sosteniamo con forza che questo dolce ha origini […]

ANFITEATRO FLAVIO

  L’Anfiteatro Flavio è uno dei due anfiteatri romani esistenti a Pozzuoli e risale alla seconda metà del I secolo d.C.. Fu realizzato in sostituzione del più antico e minore anfiteatro d’età Augustea, e a ben vedere ricorda particolarmente il […]

EPICURISMO E NAPOLETANITA’

Epicuro  nacque nell’isola greca di  Samo  nel 341 a. C.  Dopo aver intrapreso gli studi filosofici nella scuola di Mensifane ,egli fondò nel 310 una  sua prima scuola  di filosofia a Mitilene , sull’isola di Lesbo . Nel 306 dopo […]

Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi ,  pittrice italiana di scuola caravaggesca e prima donna della storia a essere ammessa in un’Accademia di Disegno ( Firenze ) visse nella nostra città per oltre vent’anni fino alla sua morte e più che straniera bisognerebbe correttamente […]

IL FANTASMA DI SANTA CHIARA

Nella chiesa di Santa Chiara nell’agosto del 1344, Giovanna d’Angiò fu incoronata regina. In questo stesso luogo fu poi portato, in una mattina di luglio del 1382, il suo corpo, perchè nessuno dubitasse della sua morte. La regina morta era […]

IL CIMITERO DELLE 366 FOSSE

Ai piedi della collina di Poggioreale, un tempo chiamata monte di Leutrecco ( o, popolarmente, Lo Trecco ) sorge un antico cimitero oggi dimenticato dai napoletani che fu  realizzato nel 1736 dall’architetto Ferdinando Fuga su commissione di Ferdinando IV di […]

NUN ME TRATTÀ MALE di PUPELLA MAGGIO

Nun me trattà male Ije, si nu juorno vecchia e stanca, m’avvessa spurcà quanno magno, pecchè me tremmene ‘e mmane, … tu nun me guardà stuorto, pienze quanti vvote te spurcave tu, pe te mparà a magnà piccerillo mbraccia me. […]