L’antica chiesa  costruita insieme al convento nella prima metà del XVII secolo per ospitare le suore Carmelitane dopo che queste furono costrette ad abbandonare il monastero del Santissimo Sacramento, affaccia direttamente sull’antica strada  in salita un tempo denominata dell’Infrescata ed oggi invece  dedicata al grande pittore  napoletano Salvator Rosa .

Il suo vero  nome che è quello di chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi del Santissimo Sacramento , lo si deve al Mercante Gaspare Roomer di Anversa che era molto devoto a Santa Maria Maddalena della nobilissima e potentissima dinastia Pazzi a Firenze, in Toscana.

CURIOSITA’:  Caterina de’ Pazzi , nata a Firenze nel  1566 , da nobile e antica famiglia, è stata una religiosa fiorentina  poi canonizzata nel 1669 . Avendo fin da piccola ricevuto   un’educazione profondamente cristiana , la piccola Caterina  alla sola età di 16 anni entrò nel monastero delle Carmelitane di Santa Maria degli Angeli, a  Firenze, dove conducendo  una vita nascosta di preghiera , dopo qualche tempo  dal  suo noviziato cadde vittima di una sconosciuta malattia, che le impediva di restare coricata.. Da quel momento visse una  vita di  sofferenze e sacrifici caratterizzata  da continui e travagliati episodi misteriosi.arricchiti da straordinarie   visioni.  Maria Maddalena ( nome con il quale prese i voti ) fu  infatti in continua preda a faticose estasi. Le consorelle, che non l’abbandonano mai, testimoniarono  questi incredibili accadimenti, e per ordine dei suoi confessori , annotarono  minuziosamente ogni passaggio delle sue interminabili estasi. Ne venne fuori dopo tanti anni , una lunga relazione di manoscritti, raccolti in cinque volumi, nei quali gesti e parole di Maria Maddalena stupirono sopratutto  per la totale estraneità della terminologia descritta rispetto al linguaggio normalmente usato dalla suora. Nelle estasi, a volte animate da lingue sconosciute, Maria Maddalena usava termini colti, assolutamente impensabili per una fanciulla che vanta un livello di istruzione approssimativo. La suora rileggendo poi quanto riportato dalle testimonianze scritte espresse dalle sue estasi , spesso riconosceva quanto detto con quello che coincideva e sentiva nel suo cuore e per le sue sorelle , per tale motico divenne ben presto una guida di perfezione.  Morì il 25 maggio 1607, a soli 41 anni .

Fu beatificata da Urbano VIII nel 1626 e poi  canonizzata da Clemente IX nel 1669.

Il mercante fiammingo Gaspare Roomer ,  un  noto impresario e mercante di materie prime, merci, tessuti e anche opere d’arte, stabilitosi a Napoli nel 1616 (proveniente da una ricca famiglia di  Anversa)   ,  era ,come vi abbiamo accennato molto devoto  a Santa Maria Maddalena e per tale motivo donò nel  1673  dei fondi  per la costruzione di una sturuttura religiosa che potesse ospitare le suore dell’Ordine delle carmelitane , le quali  prestate alla clausura dalla vicinissima  chiesa di San Giuseppe delle Scalze ,furono costrette ad abbandonare la chiesa stessa ,  perchè  insediata dalle Francescane del Monastero dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca ( posto all’apice dei due colli adiacenti Salvator Rosa, Stelle e Matersei ).

N.B. Secondo alcuni storici. Roomer,  era desideroso di ottenere per sé il patronato dedicato alla mistica fiorentina, che  all’epoca era indiziata di appoggiare l’opera riformatrice di Girolamo Savonarola interrottasi poi alla sua morte,

Il progetto della struttura venne affidato a Onofrio Tango, ma la realizzazione vera e propria fu di Giovanni Sparanno. Successivamente, nel XVIII secolo, il complesso venne via via ridimensionato, prima da Maria Gioffredo e, poi, Giuseppe Astarita (1750-1775), Ferdinando Fuga (1774-1780) e Pompeo Schiantarelli (1781-1793). Questi lavori modificarono e trasformarono radicalmente   l’aspetto seicentesco della struttura, della quale rimase solo il portale in piperno (un tempo decorato con ori e affreschi).

CURIOSITA’: Gaspare Roomer , come molti altri fiamminghi , in quel periodo ebbero gran fortuna a Napoli con il commercio costituendo talune volte delle vere e proprie associazioni e reti d’impresa . Egli in particolare trovò il successo finanziario mediante uno stretto scambio commerciale tra il sud  Europa e le Fiandre  Nel  1630 acquistò alle porte di Napoli ( attuale Barra ) il palazzo Carafa che diverrà poi Villa Roomer  la quale una volta abbellita ed ampliata ospitò la ricca collezione di opere d’arte di Gaspar che si racconta fosse la più ricca e prestigiosa della città, composta da più di mille quadri di inestimabile valore.

Già a partire dagli anni venti del Seicento Roomer iniziò infatti a tessere un’importante rete di rapporti nel mondo artistico, portando la sua collezione a raggiungere un primo apice, sia in termini quantitativi che qualitativi, già intorno al 1633 circa.

 

 

 

 

 

 

 

La chiesa , che affaccia direttamente sull’antica strada in salita detta dell’Infrascata, oggi via Salvator Rosa, si racconta che un tempo fosse bellissima . Dotata di una  volta della navata dritta  e bellissima , con tre ottanfolari , era stuccata in oro con rosoni , fogliami e scherzi di puttini  , Affrescata per mano dell’artista Beinaschi , aveva inoltre numerosi e bellissimi   archi , cornici e pilastri. che le donavano un aspetto meraviglioso.

Oggi , certamente rimaneggiata nel tempo , in senso negativo rispetto al suo aspetto originale , nel suo interno custodisce affreschi attribuiti a Giovanni Battista Benaschi e, sull’altare maggiore, la tela di Paolo Finoglio raffigurante le Sante Maria Maddalena, la Penitente, e Maria Maddalena de’ Pazzi che adorano il Santissimo Sacramento. Altri due quadri, raffiguranti Sant’Antonio e Santa Lucia, sono opere di Davide Forte del 1920.

N.B. Molti dei suoi bellissimi affreschi sono andati perduti  per sempre e per avere una certa idea di quanto potessero essere belli , qualcosa lo potete  tristemente apprezzare  se vi affacciate all’interno del palazzo attiguo costruito addosso all’antico monastero.

L’annesso monastero, di cui era dotata la chiesa, venne soppresso nel 1806 dai francesi, e  utilizzato  come magazzino per la paglia ( come la chiesa di San Carlo all’Arena in Via Foria ) . Solo con il ritorno dei Borbone ( 1815 ) , esso venne poi  ripristinato ad uso religioso.
Successivamente, fino al 1927 il convento fu usato come ospedale militare e poi nuovamente   restaurato nel 1932, occasione in cui la chiesa venne rivestita di marmo bianco di Carrara.

In linea d’aria la chiesa è parallela a quella del   Gesù e Maria di Pontecorvo , la quale, assieme alla chiesa della Cesarea, disposte in asse ai palazzi della famiglia Serra, conclude il perimetro d’area acquistato dalla nobildonna Giulia Nave, succeduta a donna Camilla Antinori nel 1642, prima, vera fondatrice della chiesa, colei che, altrimenti, la volle sacra al Santissimo Sacramento.

 

Curiosita’ su Caterina de’ Pazzi ,

 

Dal momento che lei prese i voti e divenne per tutti  Suor Maria Maddalena , aumentarono i vari episodi in cui lei sentiva delle voci che le la invitano sempre di più  a farsi divulgatrice della rinnovazione della Chiesa, secondo le basi che  erano state poste nel Concilio di Trento.

Maria Maddalena inizialmente aveva  paura,di queste voci e  temeva che esse fossero solo  il  frutto della sua immaginazione; ma poi convinta dalle sue superiori che  la sua vera missione cattolica era  proprio quella suggeritale dalle voci , superati i dubbi e le perplessità , decise  di passare all’azione.

Per prima cosa, la suora scrisse  e inviò  una lettera a Papa Sisto V   ed altre missive a ciascuno dei Cardinali della Curia. Poi, facendo ricorso al linguaggio delle voci,  e raccontando  a tutti loro nei particolari le istruzioni ricevute nelle sue faticose e sofferenti estasi .

Scrisse tra tanti , anche  all’Arcivescovo di Firenze Alessandro De’ Medici che  impressionato da quanto letto, decide di incontrare la suora, recandosi personalmente nel Monastero. L’Arcivescovo dopo l’incontro restò certo della veridicità delle affermazioni di Maria Maddalena che, oltretutto, gli annunciò l’imminente ascesa al papato.


Detto fatto,non  passa neanche un mese: dopo 26 giorni che  il Santo Papa muore ed il 10 maggio 1605 , Alessandro Dè Medici ,  diviene  Papa con il nome di  Leone XI

Con il tempo le sue crisi peggioarono durando anche parecchie ore .  Dal 1585 al 1590 Maria Maddalena ebbe così a soffrire di quella che venne poi sopranniminata  “La fossa dei leoni” un tremendo periodo di prova nella quale si sentiva attaccata da tutte le parti e in tutti i modi dai demoni contro i quali spesso combatteva anche apertamente attorno a sé stessa e menando colpi con quanto capitava in mano .

Era la famosa ” Notte tenebrosa ” di cui poi parlò nei suoi scritti Teresa d’Avila ,  durante la quale , la povera Caterina  , dovette soffrire angosce, aridità e  tentazioni di ogni genere, come addirittura la voglia di fuggire dal monastero; periodo di durissima prova dal quale uscì non solo purificata nella sua anima, ma durante la quale molto operò per il sollievo delle povere anime del Purgatorio, come il Signore stesso le disse.

 

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