RENATO CACCIOPPOLI ( il genio napoletano della matematica )

Renato Caccioppoli è certamente una delle figure più interessanti e affascinanti della matematica del ventesimo secolo.

 

Nacque a Napoli il 20 gennaio del 1904 dal medico Giuseppe Caccioppoli e da  Sofia Bakunin, figlia dell’anarchico rivoluzionario russo Michele Bakunin. La sua formazione avvenuta in un ambiente familiare  originale e raffinato, fu culturalmente vasta ed eclettica risentendo non poco anche dell’influenza di sua zia, Maria Bakunin,  una valente chimica   tra i personaggi più in vista della facoltà di scienze dell’Università di Napoli).

 

Il giovane Renato dotato di  carattere estroverso ed un eloquio fluente possedeva una notevole capacità di suonare il pianoforte e grazie alla sua famosa parentela con il nonno materno, fin dalla sua adolescenza acquisì tra i suoi coetanei una certa notorietà , che egli alimentò certamente con una brillante carriera universitaria iscrivendosi dopo il diploma , dapprima alla facoltà di ingegneria assecondando i desideri del padre  ( noto chirurgo napoletano ) per poi passare però a quella di matematica  dove si laureò  nel 1925  sotto la guida di Ernesto Pascal, divenendo nello stesso anno , sempre all’Università di Napoli , assistente del vero  maestro Mario Picone., all’epoca condiderato un vero esperto di analisi avendo per molto tempo   lavorato sulle equazioni differenziali sia ordinarie che alle derivate parziali.

Mario Picone  rispetto ad altri matematici italiani della prima parte del Novecento, nutriva  uno spiccato interesse per la soluzione numerica di problemi che nascono da esigenze applicative, e Caccioppoli , lavorando con lui ebbe una rapida carriera .

Nel 1928, vincendo il concorso presso la stessa Università di Napoli , ottenne la libera docenza ,mentren el 1931,  dove aveva vinto il concorso per la cattedra di Analisi Algebrica.si trasferì a Padova .

Nel 1932 ,  appena ventottenne,  l’Accademia dei Lincei gli conferì il premio nazionale generale della classe di scienze fisiche.

Nel 1934 torna a Napoli, per insegnare prima teoria dei gruppi, poi (a partire dal 1936) analisi superiore e, infine (a partire dal 1943) analisi matematica .

Al di là dei successi che lo hanno reso celebre nella letteratura matematica, la sua vita fu sempre piuttosto problematica. La sua personalità eccentrica e anticonformisita, profondamente antifascista, lo spinse a sperimentare la vita dei barboni e dei poveri e fu arrestato anche per accattonaggio.

Uno degli episodi più importanti della sua vita che caratterizzo non poco il suo già difficile carattere avvenne nel 1938, quando  improvvisò un discorso contro Hitler e Mussolini in visita a Napoli, e insieme alla sua compagna Sara Mancuso fece suonare “La Marsigliese” dall’orchestrina di un ristorante all’aperto. Fu immediatamente arrestato  e si salvò dal Tribunale Speciale solo grazie all’intervento della zia Maria Bakunin, la quale  intervenendo in suo soccorso riuscì a convincere  le autorità che il professor Caccioppoli era malato di mente.

Nel periodo che ovviamente poi  trascorse nell’ospedale psichiatrico in quanto giudicato pazzo , non interruppe comunque  i suoi studi di matematica . In quel luogo andava infatti a trovarlo tutti i giorni Carlo Miranda al quale confessò di accettare serenamente la convivenza con i matti del luogo in quanto considerava quel  suo soggiorno una particolare esperienza di vita .Ma i suoi parenti ed amici che erano nel frattempo profondamente rattristati e preoccupati, riuscirono ad ottenere per lui una sorveglianza meno stretta , e addirittura concedergli delle uscite giornaliere accompagnate , seppure di poche ore per fargli pigliare un po d’aria.

Nonostante il suo sdrammatizzare la sua esperienza vissuta in manicomio , questa alla fine comunque lasciò in lui un dolore indelebile nel suo animo, caratterizzando molti altri episodi della sua vita.

Alla fine della seconda guerra mondiale, Caccioppoli, che gia nel 1943 aveva organizzato uno sciopero, poi fallito, degli autoferrotramvieri di Napoli , aderì senza però mai prenderne la tessera al Partito Comunista . Egli infatti pur condividendone i principi fondamentali non ne condivideva la politica internazionale e nemmeno la dottrina scientifica ufficiale sovietica.  Si impegnò comunque in  politica,  tenendo spesso comizi e intervenendo con autorvolezza a convegni e manifestazioni indetti dal Partito. Fu inoltre tra i principali animatori dei “Partigiani per la Pace” un’organizzazione unitaria di democratici, socialisti, comunisti, ma anche cattolici, che si batteva per il disarmo e contro lo schiacciamento dell’Europa occidentale nella logica del Patto Atlantico. Caccioppoli partecipò anche all’organizzazione del napoletano “Circolo del Cinema” uno dei primi cineforum del dopoguerra italiano.

La ripresa della sua attività scientifica lo vide invece  membro corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei,  socio nazionale della Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche di Napoli , socio  dell’ Accademia Pontaniana, e socio dell’Accademia Patavina di Lettere ed Arti. Grazie a molti dei suoi studi e lavori pubblicati in quel periodo sia nell’ambito della teoria delle funzioni di variabile reale che nell’ambito dell’analisi funzionale è oggi considerato uno dei più grandi matematici italiani del periodo a cavallo della seconda guerra mondiale avendo  dato contributi molto importanti alla costruzione della teoria delle funzioni di variabile reale. Nel Novecento sono stati studiati spazi di funzione anche a dimensioni infinite.

Incontrastato genio della matematica ,era come tutti i grandi personaggi di quella tempra un uomo ad di fuori delle regole ,dal carattere bizzarro , strano, enigmatico, anticonformista , stravagante , inconsueto , contraddittoria , un po folle  e al contempo misterioso,  affascinante e stupefacente in quanto parlava dotato di una complessa e controversa personalità, ed estrema cultura . Egli parlava correttamente l’inglese,il francese,il tedesco ed il russo, suonava abilmente il pianoforte,ed era un grande conoscitore di opere lirichee letterarie.

Era un uomo  alto poco meno di un metro e ottanta ma molto magro ( all’età di 54 anni pesava appena 49 chili ) e nonostante vivesse in uno dei palazzi più belli e prestigiosi di Napoli ( Palazzo Cellamare ), spesso lo si vedeva girovagare per le strade vestito come un barbone, anche se gli abiti che indossava erano stati un tempo capi di alta sartoria.

Da vecchi racconti dei suoi studenti sappiamo che egli vestiva sempre con una canottiera bianca ed un impermeabile giallo e arrivava sempre almeno un quarto d’ora in ritardo alle lezioni. E quando sentiva qualche lamentela a questo proposito, era solito rispondere:”un quartod’ora delle mie lezioni contiene più scienza e informazioni di due ore di lezioni normali “.

Gli stessi studenti erano soliti raccontare che l Prof. Caccioppoli  ad ogni appello  normalmente bocciava sempre un gran numero di persone con domande difficilissime.

CURIOSITA: Si racconta che il Prof Caccioppoli  in genere chiedeva allo/a studente quale fosse la derivata di . Molti cascavano nella trappola, rispondendo πeπ, ma la risposta corretta era ovviamente 0, poiché  è semplicemente una costante.

Era, in verità molto lunatico e agli esami nelle cosidette giornate “storte” faceva un’ecatombe: era capace di bocciare una decina di studenti di fila sull’enunciato di uno stesso teorema o sul calcolo della stessa derivata. Se era invece di buon umore,  le promozioni  talvolta ( raramente ) si susseguivano con incredibile frequenza oltre che con buoni voti. Ma si trattava di eventi rari quanto memorabili Notevole era infatti  il numero di studenti che rimandava l’esame all’anno successivo,

Gli esami in quella Facoltà all’epoca erano autenticamente pubblici: si svolgevano alla lavagna. E, probabilmente, ciò aumentava ancora di più il disagio degli esaminandi. Quante studentesse, bocciate, uscivano in lacrime in corridoio, non tanto per la bocciatura in sé quanto per la consueta battuta, ricca di caustica ironia, che l’aveva accompagnata. E le bocciature in quel contesto pubblico non permettevano neppure ai malcapitati che l’avevano subita di raccontare della solita “domanda assurda” come causa dell’insuccesso.

Tra le sue cose stravaganti, alcuni raccontano di una volta in cui passeggiava per le strade di Napoli con un gallo al guinzaglio per protestare contro il regime fascista che vietava agli uomini di farsi vedere in pubblico con cani di piccola taglia al guinzaglio, poiché ritenuta pratica poco virile

 

Gli ultimi anni della sua vita furono i più tristi: Caccioppoli probabilmente vide molte delle sue aspirazioni politiche disilluse, sentì forse venir meno la sua vena matematica, passò gli ultimi anni della sua vita in solitudine, rifugiandosi nella musica . Soffrì molto l’ abbandono e la separazione dall’amata Sara Mancuso e divenne  ben presto un alcolizzato  riducendo drasticamente  i suoi contributi matematici. Indebolito molto nell’anima si  lasciò molto andare e talvolta era solito vederlo vagabondare per le srade e vederlo spesso dormire nelle stazioni ferrovarie. A Roma, una volta venne fermato dalla polizia ferroviaria i cui agenti nel vederlo malcocio ed ubriaco, stentarono a credere di trovarsi davanti ad uno dei più grandi matematici di tutti i tempi e se ne convinsero solo dopo accertamenti alla questura di Napoli.

Stanco di una vita che non gli dava più emozioni ma solo malinconia , il 18 maggio 1959 , decise di porre fine alla sua esistenza suicidandosi  con un colpo di rivoltella alla tempia nella sua casa di Palazzo Cellammare .

Dopo la sua morte , venne istituito nel 1960 in suo onore il “Premio Caccioppoli ” che viene ancora ogg assegnato periodicamente ai più brillanti matematici italiani che non abbiano ancora compiuto i 38 anni d’età.

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