Nell’antico cuore della nostra città, il numero di strutture extra-alberghiere negli ultimi due anni è cresciuto del 40% .
Ogni giorno in antichi nobiliari palazzi sempre più immobili vengono trasformati in Bed & Breakfast .
Addirittura esiste oggi un palazzo che su 20 appartamenti presenti , 18 sono Bed and breakfast.
Anche i caratteristici cosiddetti “ Vasci “ non esistono piu’ poiché al loro posto crescono a vista d’occhio friggitorie , pizzerie e sopratutto bar che in maniera irregolare si espandono oltre ogni limite con i loro tavolini .
Storiche botteghe e antiche librerie, grazie alla nostra giunta comunale e alla nostro cieca e stolta Sovrintendenza , hanno ceduto il passo a qualsiasi locale che faccia del fast food la sua fonte di commercio .
Risultato ?
Gli antichi decumani , un tempo considerati patrimonio mondiale dell’Unesco oggi di giorno puzzano di fritto e la notte di piscio .
Ma tutti sono contenti e felici .
Oggi a Napoli la parola Bed & Breakfast significa rendimento garantito e business facile.
E poiché al momento questo settore della recettivita’ turistica nella nostra città è privo di controlli, oggi tutti i napoletani vogliono trasformare i loro appartamenti in B&B, affittacamere o case vacanza.
Basti pensare che queste strutture ad oggi superano di 10 volte gli hotel in città .
Visto il potenziale business legato ad un immobile , nessuno ovviamente vuole più affittare il suo immobile a residenti o studenti ma solo a stranieri .
Perché mai guadagnare solo 500/700 euro mensili da un immobile fittato a due studenti universitari , quando invece trasformandolo in casa vacanze posso addirittura guadagnare il doppio se non addirittura il triplo, anche e sopratutto se nella nostra città il settore al momento è totalmente privo di controlli ?
Il fenomeno delle locazioni turistiche non è infatti censito in alcun modo dalle nostre istituzioni . Esso è totalmente fuori controllo da qualsiasi tipo di controllo comunale e fiscale e ovviamente molte strutture approfittando di tutto questo, lavorano a nero o evadono il fisco.
Non esiste infatti come succede in altre città a grande impatto turistico a Napoli , una sezione della polizia municipale adibita ai controlli della attività turistiche come i B&B e le case vacanze ed i furbi napoletani approfittando della totale assenza di questa giunta comunale , fanno quello che vogliono loro e spesso in maniera irregolare gestiscono attività senza seguire alcuna regola .
Le istituzioni comunali totalmente assenti , ignorano il fenomeno … fanno finta di non vederlo …
Eppure è sufficiente camminare per le strade, incontrare gli abitanti, scorrere le pagine social delle bacheche cittadine per accorgersi che librerie e piccoli commercianti chiudono a scapito di baretti che vendono alcol a poco prezzo .
Che sorgono continuamente pizzerie tutte uguali. Che Via San Sebastiano, che un tempo era un luogo pieno di negozi di musica , oggi è invece stracolma di paninoteche e friggitorie o barretti di 2 euro a Spritz che hanno preso il loro posto.
Via San Sebastiano era unica al mondo: in quale altra città esiste una strada interamente dedicata alla musica? Negli ultimi anni è stata dimenticata: hanno chiuso ditte storiche, come Loveri che qui aveva quattro negozi .
Ma al napoletano che tanto dice di amare la propria città , tutto questo poco interessa .
L’importante è guadagnare soldi dalle proprie
strutture ricettive che secondo i dati ISTAT sono quadruplicate, negli ultimi anni passando da 1,1 milione a quattro milioni .
Non importa a nessuno , tantomeno al comune che invece nel centro storico sta diminuendo il numero di immobili disponibili per famiglie, lavoratori e studenti. Negli ultimi anni chiunque possegga una seconda casa di proprietà nel centro di Napoli l’ha riconvertita in attività ricettiva, al posto dei contratti di affitto di lunga durata. Secondo AIGO Confesercenti, nel 2023 le richieste di concessioni per case vacanze a Napoli sono aumentate del 300%. La trasformazione di centinaia di immobili in alberghi e hotel ha tolto dal mercato un numero crescente di alloggi residenziali, facendo crescere il costo degli affitti di quelli rimasti liberi. Di conseguenza trovare case in affitto a costi accessibili in centro storico è diventato impossibile, con aumenti stimati fino al 30% per chi andrà a rinnovare il canone di locazione.
Con case che mancano e affitti sempre più alti, chi non può permettersi di pagarli può solo spostarsi in periferia o in provincia.
Oggi quasi tutte le abitazioni sono assorbite dall’industria turistica , mentre lo spazio pubblico viene riempito di bar e ristoranti, cui dopo la pandemia venne concessa una deroga che li esenta dal pagare l’occupazione di suolo pubblico. È una questione di accessibilità alla cultura: il diritto di stare in piazza, a Napoli, spetta solo a chi produce e consuma.
Trattorie nate da pochi mesi sono state vendute come storiche; i soggiorni nei vasci piccole (abitazioni di uno o due vani con accesso diretto sulla strada dei quartieri popolari),sono invece diventate “esperienze autentiche”
Le problematiche legate a questa turistificazione di massa sono oggi accantonate, sia dal Comune che dai napoletani stessi in favore della trasformazione di intere aree cittadine, ripensate a beneficio di un turismo mordi e fuggi.
Tutto questo porta effetti positivi a breve e brevissimo termine, ma fortemente negativi e deleteri nel lungo periodo. Sul primo versante si ritrovano i benefici immediati sul singolo guadagno di ognuno , mentre sul secondo si va profilando un male oscuro e profondo di alterazione socio-antropologica che alcune scuole di urbanistica e giornalismo impegnato hanno qualificato e analizzato, introducendo concetti come la gentrificazione e il consumo abnorme di territorio, di bellezze paesaggistiche, artistiche e naturali in rapido degrado. In quest’ultimo caso, le perdite irrecuperabili non avvengono sul piano della crescita economica trainata dal turismo di massa ma sull’interesse intergenerazionale, perché i centri storici e i luoghi di vacanza sempre più cementificati (in assenza di qualunque pianificazione) tendono a perdere per sempre le loro caratteristiche originarie che li rendevano unici al mondo.
Oggi vendiamo a turisti lo spettacolo di un modo di vita, di una cultura locale che però con il tempo non sarà più presente sottraendo ai residenti le loro case ,
Ai futuri turisti un domani ci sarà una Napoli diversa , omologata a tante altre città del mondo e sopratutto priva della sua anima quella storica, quella degli autoctoni del luogo .Una specie in via di estinzione.
Gli immobili oggi maggiormente interessati dal boom delle strutture ricettive extralberghiere, sono quelli situati nel perimetro Unesco, e alcuni quartieri popolari come Forcella , Montesanto , la Sanità’ o i quartieri spagnoli .
Praticamente quelli che fino a ieri erano ancora abitati in buona parte da un tessuto sociale fragile .
Erano … perché oggi tutti stanno per essere sfrattati . Tutti stanno per andare via !
All’inizio del 2023 la Prefettura di Napoli ha infatti comunicato l’avvio di 10 mila procedure di sfratto esecutivo in questi luoghi .
Molti di questi sfratti sono dovuti proprio al cambio di destinazione d’uso degli appartamenti, che passano da uso residenziale a uso turistico .
Un preoccupante fenomeno che vede ogni giorno in maniera continua sottrarre sempre più case ai residenti al solo scopo di mettere in piedi una attività recettiva turistica .
Pensate che nel solo 2023 ad oggi ben seimila appartamenti nel nostro centro storico sono stati trasformati in case vacanza.
Gli originali abitanti di questi luoghi che per decenni hanno rappresentato il tessuto vero e originale degli antichi cardini , ora sono costretti ad andar via .
Senza di loro Napoli diventerà una città orfana del suo folklore e della sua vera anima … quella storica …
Sterile delle sue classi popolari questa città’ sara’ destinata a sconvolgere l’ecosistema sociale a favore della cattedrale planetaria dei consumi effimeri e quindi inevitabilmente condannata a trasformarsi in sola mercanzia per turisti come già accaduto a molte città europee.
Napoli presto perderà la sua unicità e sara’ presto una citta’ uguale a tante altre …
Napoli presto dovrà rinunciare a quella targa presente in Piazza del Gesù’ in cui nel 1995 veniva dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’umanità, per la sua unicità nel possedere un impianto urbanistico storico fieramente difeso dalle omologazioni architetturali tanto di moda nel resto del mondo
Il nostro centro storico si sta infatti ogni giorno sempre più omologando alle altre città del mondo .
Ogni giorno che passa perde un pezzetto in piu della sua vera identità e originalità , e incomincia a somigliare sempre di più a tante altre città del mondo .
I nostri antichi decumani a differenza dei mutamenti sociali, delle omologazioni culturali di tante altre città’ senza lasciarsi influenzare da ciò che avveniva altrove , aldilà del nostro Golfo era riuscito a conservare per secoli , intatte le sue bellezze ,i suoi monumenti e sopratutto la sua architettura unica al mondo .
Le sue chiese , i suoi palazzi , i suoi stretti e misterioso vicoli , i suoi vasci , sono stati considerati dall’ Unesco delle vere e proprie opere d’arte .
Oggi invece sta trasformandosi nel più grande e importante sito Unesco d’Europa che puzza di fritto e di piscio .
Oggi purtroppo a tutti coloro che gestiscono il nostro centro storico non interessa piu chi era Belisario Corenzio ,Paolo De Matteis ,Giovanni Lanfranco ,Massimo Stanzione , Aniello Falcone , Jusepe De Ribera , Michelangelo Naccherino ,Fabrizio Santafede , Dioniso Lazzari o Francesco Solimena, Giacomo Del Po , Luca Giordano , o i fratelli Vaccaro .
A loro interessa solo fare affari con i turisti mettendo in fitto i loro alloggi … spesso anche in maniera irregolare senza registrarli o comunicare alla questura le generalità delle persone ( tanto nessuno controlla ) .
Addirittura molti B&B, case vacanza, , affittacamere, e case per affitti brevi, non pagano neanche la tassa di soggiorno al comune ( 2,50€ ).
Insomma ,a Napoli è boom di turisti.
In città è presente un’esplosione di B&B, affittacamere e case vacanza che ad oggi superano di 10 volte gli hotel in città, ma in compenso paradossalmente il Comune è quello che da tutta questa storia incassa di meno … incassa solo le briciole.
Molti infatti operano in modo illegale: Il 40% dei B&B presenti sui siti di prenotazioni online come AirBnb , Booking, Expedia a Trivago,non risultano al Comune .
Le attività regolari tracciate dal Comune sono 2100 , ma il totale reale pare superi le 5000 unità.
E in nostro magnifico comune secondo voi cosa fa ?
Il Comune, per regolare il fenomeno, il 17 aprile scorso ha varato la delibera che istituisce l’Albo delle strutture extralberghiere e delle locazioni brevi, con tanto di Codice Identificativo.
Ma guarda caso l’iscrizione è facoltativa e chi si registra deve certificare che ha tutte le carte in regola per i requisiti di abitabilità ed è responsabile anche penalmente di quanto dichiara.
Praticamente ha deliberato l’illegalità delle strutture stesse !
Chi vuoi che sia così scemo da iscriversi sopratutto se fino ad oggi ha vissuto nella illegalità ?
Gli amministratori di questa città non si stanno purtroppo rendendo conto che Il proliferare dei B&B ha già causato un profondo cambiamento nel tessuto sociale del centro di Napoli.
A Napoli i turisti stanno letteralmente cacciando i napoletani dal centro città ed anche sottraendo alloggio ai poveri studenti fuori sede .
I napoletani di oggi stanno riuscendo nella biblica opera in cui non sono riuscite le tante dominazioni presenti nel corso dei secoli in città .
Loro stanno riuscendo a distruggere la nostra identità .
A causa del boom turistico stanno trasformando una moltitudine di abitazioni convertendole in B&B e strutture turistiche.
Stanno sottraendo le case ai residenti storici del luogo per darle si turisti.
Chi da generazioni vuole continuare a vivere nel cuore della città oggi fatica a trovare soluzioni abitative, soprattutto nel centro storico. Ci sono giovani famiglie che cercano casa da più di un anno e purtroppo non la trovano e questo sopratutto per il conseguente aumento vertiginoso del costo degli affitti ( per un monolocale di 35 metri quadrati oggi ci vogliono 800 euro al mese ).
Secondo nuovi e recenti dati statistici, nell’ultimo anno l’offerta di appartamenti in affitto è infatti diminuita del 40% .
Peggio ancora le cose vanno per chi invece vuole acquistare un immobile nel centro storico .È praticamente impossibile trovare un appartamento in vendita nel centro storico . Ad essere scomparsi sono sopratutto monolocali e bilocali mentre i pochi che eventualmente si trovano sono addirittura lievitati nei suoi costi del 30% .
Un appartamento ai decumani , Montesanto o nei quartieri spagnoli oggi si vende a non meno di 5 mila a metro quadro.
Moltissime persone che da sempre vivevano nel centro storico sono state ultimamente quasi tutte sfrattate dal “padrone di case “ perché lo stesso gli ha comunicato che non affittavano più l’immobile perché la avrebbero adattata a B&B attraverso piattaforme come Airbnb e Booking.
Questi sono processi che, oltre a spingere via la popolazione residente, mettono a rischio la sopravvivenza delle botteghe.
Il turismo comporta senz”altro ricchezza per la nostra città ma se non gestito bene , esso può trasformarsi in un grande boomerang per tutti i napoletani stessi .
Servono regole e restrizioni da porre con urgenza al fenomeno delle locazioni adibite ad uso recettivo turistico .
Il nostro centro storico ha bisogno di una governance che tenga conto anche del patrimonio abitativo privato.
Una città che espelle i residenti dal centro e dove il trasporto pubblico non brilla per eccellenza, vede solo peggiorare notevolmente la sua qualità della vita per i suoi cittadini
Vincolare la narrazione di un territorio esclusivamente al turismo può essere un boomerang davvero pericoloso.
La città continuando di questo passo presto diventera’ sempre più un parco giochi per turisti.
Napoli è stupenda e lo sanno tutti. Però, i napoletani ( con il dovuto rispetto di quelli buoni ), stanno rendendo questa gloriosa Città, un cesso; soprattutto il centro storico.
il turismo di massa , la gentrificazione della citta’, e la trasformazione delle sue strade in “quartieri friggitoria” sta cambiato il volto di interi quartieri popolari e creato una gigantesca trasformazione nella microeconomia locale.
Negli ultimi quattro anni nei storici decumani hanno chiuso circa una trentina di attività culturali tra librerie, case editrici e piccoli centri culturali.
Al loro posto sopratutto nell’ultimo anno sono invece nate in maniera esponenziale patatinerie, friggitorie, pizzerie, gelaterie , paninoteche , centri scommesse , bar , barretti , negozi di souvenir made in China e arie attività di dubbio gusto come kebabbari o friggitorie di pesce o zeppole e panzarotti .
Il tracciato greco-romano del centro storico ha perso oggi buona parte delle originarie attività commerciali, per trasformarsi in una rosticceria a cielo aperto. Il suo spazio pubblico, invaso dai dehors di bar e pizzerie, è diventato uno spazio di consumo.
La Napoli che va tanto di moda spinta dai tour operator è estremamente superficiale e si ferma su una narrazione storica di una città divertente con la sua limonata a cosce aperte, sregolata nella sua malamovida notturna , folclorista nel suo murales di Maradona e mitizzata nei suoi aspetti criminali da fiction come Gomorra e Mare Fuori .
Immaginate per un attimo lo sguardo di che per decenni è stato indiscusso protagonista culturale di questi luoghi vedere tutto questo scempio .
Immaginate che tristezza per Giambattista Vico, Benedetto Croce , Basilio Puoti , o Gaetano Filangieri vedere il loro sito Unesco essere immerso in un grande “Puzzo storico”
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