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Immaginate di trovarvi su un’altura lussureggiante tra cielo e mare blu lapislazzulo, ricoperta d’agrumeti, aranceti, coltivazioni tipiche e tante piccole case in muratura raccolte in pochi nuclei distanti tra loro.  Immaginate di camminare lungo piccole vie solcate dal passaggio quotidiano di contadini e animali e avanzando passo dopo passo, ascoltare il fragore del mare che si fa sempre più forte come le voci dei pescatori che risuonano incessanti.
Questa è la Posillipo amata dagli scrittori, descritta dai viaggiatori e resa immortale dai pittori.
Terra degli ozi, la collina era costellata di ville, grotte, torri; poco lontana dalla capitale e per questo da sempre scelta dall’aristocrazia locale per placare i propri affanni.
Posillipo era un antico casale che comprendeva ben quattro villaggi: Angari, Megaglia, Spollano e  Santo Strato ; agglomerati di piccole case nati spontaneamente e a vocazione agricola.

Ora continuate la vostra  passeggiata a Posillipo, recandovi nel suggestivo borgo di Santo Strato, un piccolo villaggio collinare caratterizzato da stradine strette, casette colorate e antiche scalinate che collegano la collina al mare . Intorno a voi  in un’atmosfera sospesa nel tempo che offre panorami mozzafiato sul golfo di Napoli , nell’aria è presente un delizioso  profumo di agrumi  ed una speciale particolarità : sono tantissime le persone che portano il nome Strato. Non si tratta di un soprannome o di un diminutivo, ma di un nome di origine greca stratòs, ovvero “esercito” o “soldato”.

 

Un nome strano … eppure tanto diffuso in questo  straordinario luogo  della nostra città .
E poi guardandoti intorno scopri che Santo Strato è il santo patrono del quartiere di Posillipo,
Egli inizialmente era un legionario dell’esercito romano che sbarcò a Neapolis, e qui venne a fare il vigilante delle proprietà dei ricchi patrizi romani (compreso quindi la villa di Pollione). Pare che fosse un uomo deciso, autoritario (il primo nome era Stratone) ma dopo l’incontro col Vescovo di Napoli Agrippino nel terzo secolo, si fece battezzare da lui, e diventò uomo mite che passerà il resto della vita a proteggere i deboli.
Fu cosi che Stratone diventò semplicemente Strato.

Poi fu martirizzato, divenne Santo e dal tredicesimo secolo è venerato in una  cappella che si trova silenziosa e raccolta nella chiesa della caratteristica piazzetta .
La storia di San Strato, patrono della zona del Casale di Posillipo, è un mix di fede, leggenda e spirito d’avventura. Santo e martire, Strato proveniva probabilmente dall’antica città greca di Nicomedia, e dopo essere stato battezzato dal Vescovo Agrippino,si trasformò da  rude soldato in un difensore degli oppressi.In particolare avrebbe abbracciato la causa della povertà e avrebbe difeso i più deboli e i meno abbienti. Al punto da aiutare questi ultimi a lasciare le coste di Pausillipon quando invase dai Saraceni e condurli al sicuro sulle colline.
La sua missione di redenzione continuò per tutte le terre della Magna Grecia e di ritorno in patria.
Santo Strato incontrò anche altri predicatori come lui, Filippo, Eutichiano e Cipriano con i quali condivise il triste destino di arresto, martirio e morte.
Secondo diverse fonti, i quattro predicatori, entrarono in un teatro al fine di distogliere l’attenzione degli spettatori dagli spettacoli pagani che stavano svolgendosi e indurli ad abbracciare i riti e la fede cristiana.
Il governatore della città, messo a conoscenza della diminuzione della vendita di biglietti e della causa per cui ciò avveniva, fece arrestare i predicatori. Li fece interrogare e i predicatori non negarono nulla del loro operato, professando la fede cristiana. Il governatore, probabilmente, dovette sentirsi spaventato dell’influenza politica e religiosa che questi martiri erano riusciti ad avere sulla popolazione.
Questo fu, probabilmente il motivo per cui tutti e quattro furono portati in teatro e dati in pasto a belve feroci per il pubblico ludibrio.
La leggenda del santo narra che i leoni, anziché azzannarli, si misero ai loro piedi, mansueti come gattini.
La punizione a questa “insolenza” fu quella di torturare i malcapitati e dare alle fiamme i loro corpi.
Secondo alcune fonti, l’iniziazione al rito della venerazione di Santo Strato avvenne per opera di una costruzione di una piccola cappella dedicata al santo da parte di tre pellegrini greci. Secondo una antica tradizione questi raccolsero il denaro esibendosi come giullari nella odierna Piazza Castello sulle rovine di un tempio pagano (come a cancellare la cultura pagana appunto e portare il verbo del martire).

Oggi è domenica 21 giugno e assorto nei miei pensieri, immerso nella suggestiva quiete del piccolo borgo di Santo Strato a Posillipo,ho deciso di ripercorrere la storia del santo appena narrata.
Che pace! Che quiete !
In questo meravigliso luogo il tempo sembra sospeso … ma improvvisamente il silenzio viene infranto da un fragore festoso. Mi guardo intorno e nel voltarmi vedo la statua del santo che avanza in processione tra le strette vie del borgo. Ad accoglierla, una pioggia di petali, balconi vestiti a festa e una folla devota che, accorsa da ogni angolo del quartiere, trasforma quel luogo raccolto in un vibrante abbraccio di fede e tradizione.

Solo adesso ricordo :Oggi , 21 giugno,è Santo Strato, il  patrone del quartiere di Posillipo ed in suo onore  il borgo organizza una celebre processione.
…e compresi che quel silenzio non era stato spezzato, ma semplicemente sostituito da un’altra voce: quella della memoria, della devozione e dell’identità di un popolo che, ancora una volta, si stringeva attorno al proprio santo.

Una volta tornato in chiesa cominciano i festeggiamenti laici; musica, bancarelle e luminarie.
Un altro meraviglioso spettacolo della nostra città da non perdere !

 

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