Quando siete a Napoli non dovete aprire gli occhi, dovete spalancarli. Si, perché dietro ad ogni angolo, via e viuzza c’è un mistero, una storia, un qualcosa da scoprire. Quindi, secondo voi, l’Ostello della Gioventù di Napoli poteva mai non avere una qualche strana storia alle spalle? È il caso della chiesa della Santissima Trinità alla Cesarea, detta la “chiesa arancione”.

Si trova nella piazzetta che prende il nome della chiesa, in una traversa di via Salvator Rosa: ricchissima di storia e di aneddoti, questa strada, nel passato, veniva chiamata dai napoletani “l’Infrascata” per via delle fresche frasche appoggiate fuori le mura delle botteghe lungo la strada.

Leggende e strani riti aleggiano sulla storia della chiesa che attualmente è totalmente murata e purtroppo non è possibile visitarla. Essa , come vedrete appare incastonata tra vari  edifici costruiti in epoca successiva, ma,  credeteci sulla parola, (fin quando non la apriranno nuovamente) , se vi diciamo che l’interno è ancora più sgargiante dell’esterno:  costituita da  un’unica navata con finestroni riccamente decorati e una volta a crociera completamente affrescata, la sua facciata, le cui decorazioni risultano rovinate dal tempo e dall’incuria , ha un fascino non indifferente, ed è preceduta da una doppia rampa di scale frequentata molto spesso dagli skaters  .

NB. Attualmente ci sono diversi murales tra cui l’Occhio della Provvidenza, e a Napoli quando compare questo simbolo, significa che sotto sotto ci deve essere qualche mistero.

La chiesa è stata costruita solo dopo il convento adiacente, oggi Ostello della gioventù, da cui potete ammirare delle visuali della chiesa che non sono per tutti. In quest’area, denominata Contrada San Mandato all’epoca, effettivamente non c’erano chiese e luoghi di culto , ma c’era tanto verde e qualche bottega e niente di più.

Nella parte opposta si trovava il monastero di San Francesco di Sales (attuale liceo Gian Battista Vico), il cui vicoletto di ingresso era in asse con la facciata della chiesa della Trinità. A causa del terremoto del 1980 la chiesa fu chiusa e dichiarata inagibile.

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