Eccoci di fronte ad un’altra delle tante bellissime chiese abbandonate allincuria e sottratte alla culura nella nostra città . Essa come tanti altri edifici di culto e chiostri del nostro centro storico sono da decenni affidate alla Universita degli Studi di Napoli che in genere le usano come sede di esami e/o cerimonie .( in  questo caso la nostra bella chiesa è affidata come cappella  all’Università Parthenope ) .

Gran parte dei suoi beni e del suo mobilio , custoditi originariamente nel suo interno, sono stati trasferiti in parte in depositi ( ? ) ed altri nella adiacente vicina chiesa della Pietà dei Turchini . Ad essere conservati nella chiesa sono ancora oltre agli affreschi di Giacomo Cestaro,  sull’altare maggiore , una pregevole tavola di San Giorgio che uccide il drago , dipinta da Andrea Salerno.e   nella terza cappella  di sinistra,  la statua in marmo di scuola toscana settecentesca raffigurante Sant’Agostino.

Poiché purtroppo come vi dicevamo prima , la chiesa è chiusa da anni, molte delle sue opere sono custodite nella vicina chiesa della Pietà dei Turchini Tra queste , meritevoli di attenzione , vanno certamente segnalate ,la crofissione e la Madonna Regina con la veduta di Genova , entrambe opere di Domenico Fiasella, una Deposizione ed il San Giuseppe morente di Nicola Piscopo ( allievo di Andrea Vaccaro ) .

Le altre bellissime opere che un tempo ornavano la chiesa come per esempio la tela di San Gennaro che che protegge la città di Napoli di Giuseppe Marullo ed il miracolo di Sant’Antonio di Padova di Giambattista Caracciolo , sono rispettivamente , la prima conservata ( speriamo ) nei depositi della Soprintendenza,  e la seconda , molto più famosa , esposta invece nel Museo di Capodimonte .

La chiesa oltre che essere chiamata di San Giorgio dei Genovesi , è stata nel passato anche spesso denominata come la chiesa di San Giorgio alla Commedia Vecchia perchè riferita ad unvecchio  teatro che si trovava in zona.

Il suo primo  nome deriva dal fatto che la chiesa fu presto utilizzata dalla fiorente e numerosa comunità genovese residente in città. mentre il secondo nome col quale ancora oggi viene spesso indicata, è invece dovuto al fatto che la chiesa fu costruita in luogo dell’antico Teatro della Commedia Vecchia.

La struttura religiosa , dedicata a  San Giorgio Martire , si trova in Via Medina , in prossimita di Piazza del Municipio dove si erge il magnifico  Maschio Angioino  , è preceduto da un’ampia scalinata realizzata all’inizio del XVII secolo  per opera di Bartolomeo Picchiatti

La  sua facciata che purtroppo possiamo oggi ammirare solo attraverso le sbarre di un cancello che ne vietano perennemente l’accesso , si presenta  armoniosa e semplice nelle modanature , mentre il suo interno tipicamente barocca nello stile ,si presenta a  croce latina con navata a unica rivestita da stucchi e con una bella cupola.

CURIOSITA’ : La storia  di questa chiesa  comincia nel 1525, quando i mercanti genovesi eressero una chiesa sotto l’infermeria di Santa Maria la Nova. Ma essendo qual luogo troppo angusto, nel 1587 ne edificarono una più grande con annesso un piccolo ospedale nei pressi di un teatro detto “Comedia”. ( il primo teatro stabile di Napoli ) .Da ciò prese il nome di San Giorgio alla Commedia Vecchia riferendosi ad un altro teatro che si trovava di fronte..
In seguito, con la costruzione del teatro di San Bartolomeo (oggi chiesa della Graziella), i nomi “Commedia” e “Commedia Vecchia” vennero abolite.

La chiesa  fu fatta edificare dalla “Nazione Ligure”, una comunità composta perlopiù da mercanti, nella strada delle “Corregge”, oggi via Medina.

Nel 1620 la chiesa fu completamente riedificata, con forma più ampia, su disegno dell’architetto romano Bartolomeo Picchiatti, occupando lo spazio ricavato della distruzione della vecchia chiesa, del teatro e dell’ospedale diroccato.  Nel corso del Seicento e del Settecento fu decorata da alcuni dei maggiori artisti del tempo: Domenico Fiasella, Jacopo Cestaro, Francesco De Mura.

 

 

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