Paolo Domenico Finoglia nato ad Orta di Atella intorno al 1590  considerato oggi  uno dei più importanti tra gli antichi maestri pittorici del seicento napoletano , è l’autore non solo della bellisima serie di lunette con i dieci santi fondatori di ordini religiosi presenti nella  sala  Capitolare della Certosa di San Martino datate 1620,  ma anche e sopratutto della magnifica tela rappresentante la  Circoncisione,di Gesù bambino eseguita più tardi nel 1626 e sempre presente nella stessa sala del Capitolo.

Opera d'arte circoncisione di Gesù Bambino di Finoglio Paolo Domenico (1590/ 1645), a Napoli - Beni-culturali.eu

Ad oggi , del grande maestro , abbiamo  ancora notizie incerte circa la data esatta della sua nascita e della sua prima formazione artistica , anche se la maggior parte dei vari studiosi dell’arte pittorica concordano con una sua prima formazione  stilistica in ambito tardo-manieristica tra Ippolito Borghese e Belisario Corenzio poi  lentamente trasformatosi al caravaggismo in piena adesione all’influsso che tale corrente ebbe in quel periodo nell’area napoletana.

Sull’onda delle ultime battute del caravaggismo e  sotto l’influsso del Battistello, ma soprattutto di Antiveduto Gramatica, le cui tele del 1620 per l’eremo dei Camaldoli rappresentano il prototipo ispiratore per la serie di lunette della sala del Capitolo a San Martino, Finoglia sviluppò una raffinata tecnica pittorica caratterizata da un  minuzioso dettaglio dei particolari, ed un accurato rigore nella rappresentazione e nella ricercatezza del disegno che fecero di lui quello che possiamo certamente definire uno dei più grandi artisti del seicento napoletano.

CURIOSITA’ : Egli nei suoi dipinti si firmava spesso con lo pesudonimo Neapolitanus e secondo alcune fonti sembra che  abbia alternato l’attività di pittore a quella di mercante d’arte e tessuti, mai venuta meno durante tutta la sua vita.

L’influenza dei vari suoi maestri sulla sua arte pittorica possiamo seguirla attraverso alcune sue opere oggi ancora presenti nella nostra città . Risalente infatti al periodo della sua formazione  con Ippolito Borghese è la tela Sant’Andrea Avellino in gloria, conservata nella  bellissima Basilica di San Paolo Maggiore in piazza San Gaetano ( probabilmente realizzata dal pittore insieme al Borghese ) , mentre quella del suo più anziano maestro Battistello Caracciolo la ritroviamo nel dipinto del ” Battesimo di San Celso ” per il Duomo di Pozzuoli ( ora anch’esso a San Martino ) , in cui viene rappresentato San Pietro che consacra vescovo San Celso  e certamente nella famosa Circoncisione oggi presente  nella sala capitolare della certosa di San Martino . Quella invece  del Caravaggio  (da lui molto ammirato )  che rese le sue opere  ricche  di un  cromatismo pieno ed abbagliante ,  la ritroviamo inizialmente  nel ciclo dei dipinti realizzati in collaborazione con Massimo  Stanzione e Artemisia Gentileschi per la cattedrale di Pozzuoli .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In quel periodo il gusto pittorico della committenza locale  stava pian piano abbandonando la moda manierista in favore del Caravaggismo e poichè l’arte del Finoglio, le riassumeva entrambe, egli in questo momento di transizione , riscosse ben presto in città’ un buon successo sia presso i privati , per i quali produsse immagini immagini raffinate e sensuali proponendosi anche come mercante d’arte e copista e sia dai vari enti religiosi presso i queli ottenne per richiesta numerose committenze.

Quando già era già  un artista di successo , intorno al 1635, il Finoglia si trasferì poi  in Puglia, chiamato dalla nobile famiglia degli Acquaviva d’Aragona dove eseguì  per il castello del conte, una serie di dieci tele con episodi della Gerusalemme Liberata .Si tratta del ciclo più importante del Seicento italiano dedicato al famoso poema di Tasso, nel quale si mettono in primo piano i protagonisti della riconquista di Gerusalemme  con  i loro duelli, ed i loro amori.

Stabilitosi a Conversano , egli in questa contea ,la cui politica era fortemente improntata al  mecenatismo,  riscosse particolare successo, stringendo favorevoli rapporti sia col clero che il notabilato locale che lo portarono ad eseguire importanti tele e numerose pale d’altare per varie chiese tra Monopoli e Conversano. Il gusto pittorico della committenza  stava pian piano abbandonando la moda manierista in favore del Caravaggismo e poichè l’arte del Finoglio,  le riassumeva entrambe, riscosse pertanto un buon successo in questo momento di transizione.

N.B. A Coversano ,nella chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano, ben cinque dei sei altari che arricchiscono le navate sono sormontati da tele di Paolo Finoglio e tra queste , quella chiamata Il Miracolo di San Domenico , viene oggi considerata come una delle più alte opere  di tutto il naturalismo napoletano ad indirizzo luministico.

 

A Conversano il Finoglio tenne scuola a bottega artisti del calibro di  Cesare Fracanzano e Carlo De Rosa , nativo di Giovinazzo e già attivo a Napoli a Santa Maria della Sapienza ed ai Santissimi Apostoli,  che postosi al seguito del Finoglia in quel periodo ne porta poi a compimento dopo la sua morte gli affreschi nella chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano (molto bella è anche a sua Battaglia di Clavijo nella cattedrale di Monopoli vicino Bari).

 

 

A Lecce dove probabilmente ebbe anche lì una sua bottega e alcuni seguaci, il Finoglio si sposò con una nobildonna, Rosa (o Teresa) Lolli, dalla cui unione nacquero i suoi due figli Beatrice e Giuseppe (o Giovanni). Sempre a  Lecce sono inoltre conservate molte sue tele, tra cui quattro Storie di Abramo nella  Chiesa di San Giovanni Battista al Rosario e certamente altre due oggi conservate nel Museo Diocesano ma anche loro provenienti da altre chiese (la  Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e orante e un Trionfo di sant’Orsola ).

N.B.  Molte altre sue tele sono conservate a Ugento , Tricase,  Alessano. e a Grottaglie nella chiesa del Carmine .

 

Negli anni precedenti al 1626 il pittore  fece ritorno a Napolianche se mantenne sempre i contatti col Salento. A quel particolare periodo viene assegnato il bellissimo dipinto della Vergine con i santi Margherita, Bernardo e Antonio da Padova e angeli musicanti ( ( 16334 ) eseguito per la chiesa dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca oggi  conservato nel Museo  civico di Castel Nuovo .

In questi anni Finoglio realizzò alcune tele di grandi dimensioni con scene dell’Antico Testamento e mitologiche, destinate al Palazzo del Buon Ritiro di Madrid  per il cui  incarico, impartitogli dal Conte Olivares  egli  collaborò con importanti personalità artistiche di stanza a Napoli, tra cui Artemisia Gentileschi e Massimo Stanzione . Delle tele da lui realizzate ne è sopravvissuta purtroppo solo una, un Trionfo di Bacco oggi conservato al Museo del Prado .

Con la preziosa resa dei dettagli di gusto tardo-manierista, combinata con gli effetti di luce caravaggeschi , Paolo Domenico Finoglia ci ha lasciato una produzione certamente di alta qualità che oltre alle opere già citate possiamo  sicuramente anche ammirare  nelle varie versioni dell’Immacolata Concezione (1629-30), conservate nella Basillica di San Giovanni Maggiore ad Airola   presso la chiesa dell’Annunziata, e a Montesarchio presso San Francesco.

Altro suo capolavoro della maturità è il «Giuseppe con la moglie di Putifarre» del Fogg Museum di Cambridge, in cui egli aggiorna la sua tecnica pittorica, sotto la suggestione di Artemisia Gentileschi, prendendo definitivamente congedo dalle prime esperienze tardo manieriste  giungendo definitivamente alla esperienza di luminose materie cromatiche tipiche del tardo caravaggismo .

Mori a Coversano nel 1645

 

 

 

 

 

 

 

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