![]()
Fu sotto re Ferdinando I di Borbone, però, che nel 1823, per la prima volta, si manifestò interesse per una nuova tipologia strutturale, quella di un ponte sospeso in «ferro fuso», mutata l’anno successivo in «ferri tessuti», cioè un ponte a catene di ferro. Di tale progetto venne incaricato l’ingegnere Luigi Giura, un insigne moderno personaggio che ancora oggi rappresenta con questa grande opera architettonica sospesa sul fiume Garigliano, quel processo di modernità del governo borbonico dal punto di vista ingegneristico, architettonico ed anche artistico con la presenza sul ponte di quelle colonne egittizzanti e le sfingi, testimonianza dell’egittomania correlata ai primi scavi in Egitto.
Poco più di cent’anni,dopo il 14 ottobre 1943, per ritardare l’avanzata delle truppe americane, ne fu fatta saltare in aria la campata centrale dai guastatori tedeschi in ritirata verso Cassino, rimanendo però intatta l’intera struttura muraria.
N.B.Il Ponte nella sua fattispecie di opera stradale è anche il testimone muto dell’ultimo atto dell’unificazione dell’Italia sotto il nuovo Regno sabaudo (Battaglia del Garigliano 29 ottobre – 2 novembre 1860), prima dell’assedio di Gaeta e della sua drammatica fine il 13 febbraio 1861,
Soltanto nel 1998 il ponte è stato finalmente restaurato grazie a tecniche di avanguardia che sono state adottate per recuperare la funzionalità e le prestazioni delle parti terminali ancora conservate e per rifabbricare la parte centrale con l’impiego di leghe d’alluminio.
In questo modo il Real Ferdinando continua a detenere il primato tecnologico italiano: nel passato primo ponte sospeso ed oggi primo ponte in alluminio.
Con la dichiarazione di notevole interesse del 29 ottobre 1985, espressa ai sensi della Legge 1 giugno 1939 n. 1089, è stata confermata la tutela del bene culturale.






