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Il miracolo di San Gennaro si compie tre volte l’anno.
Il primo miracolo dell’anno si compie il primo sabato di maggio,
Il secondo miracolo avviene il 19 settembre, il giorno della decapitazione avvenuta a Pozzuoli.
Il terzo miracolo avviene il 16 dicembre in memoria della più tremenda eruzione del Vesuvio (dopo quella del 79 d.C.), che avvenne nel 1631.
Il primo miracolo dell’anno si compie il primo sabato di maggio,
Il secondo miracolo avviene il 19 settembre, il giorno della decapitazione avvenuta a Pozzuoli.
Il terzo miracolo avviene il 16 dicembre in memoria della più tremenda eruzione del Vesuvio (dopo quella del 79 d.C.), che avvenne nel 1631.
Per prima cosa dovete sapere che questo è l’unico dei tre miracoli che non avviene in sede, nel Duomo, ma fuori casa e vuole ricordare a tutti noi napoletani quel momento nel quale le relique del santo deposto nel campo Marciano ( presso la solfatara di Pozzuoli ), vennero trasportate nelle catacombe di Capodimonte a Napoli, in un luogo chiamato il ” cimitero di mezzo, e sistemate vicino a quelle di S. Agrippino vescovo .
Lo spostamento del corpo fu celebrato con una processione ufficiale alla quale partecipò anche il vescovo Severo e secondo la tradizione, fu proprio in questo luogo che le spoglie del martire entrarono in contatto con quel sangue raccolto sulla pietra dove il santo era stato decapitato.
Esso venne raccolto dalla nutrice del santo , Eusebia , che con l’aiuto di un ramoscello lo fece gocciolare in due ampolle di vetro: in una distillando il piu’ limpido e nell’altra quello misto a polvere , paglia e fili di erba .
Fu proprio qui ,sulla collina del Vomero che l’anziana Eusebia avvicinò le ampolle al corpo del martire, che al contatto vide il sangue sciolsersi.
Nelle sue “Delle notizie del bello, dell’antico, e del curioso della città di Napoli,” Carlo Celano così descrive il miracolo:
«Nell’incontrarsi col sangue, che era impetrito, si liquefece, in modo che parve all’ora all’ora uscito dal corpo del Santo. Per convalidare poi il miracolo, tolsero dall’aspetto del corpo il detto sangue, e di fatto s’indurì come prima; l’esposero di nuovo, e di nuovo si liquefece: non avendo più da dubitare, fu, con allegrezza grande, portato nella città, e collocato, con somma venerazione, nella Cattedrale, dove, poi da quel tempo, ha continuato lo stesso miracolo, ogni volta che dal sacro capo viene mirato».
Il primo miracolo della liquefazione,del sangue avvenne quindi al Vomero , proprio alla fine della Via Conte della Cerra, accanto alla Chiesa di San Gennaro al Vomero.
Le fonti storiche attestano che nel luogo del miracolo fu collocato un piccolo altare che nella prima domenica di maggio era meta di importanti processioni, note come le processioni degli Inghirlandati, così chiamate perché i fedeli, per proteggersi dal caldo, erano soliti coprirsi il capo con fiori e ghirlande.
Anche di tali processioni ci parla il Celano:
«I preti, o per mitigare il calore, o per l’allegrezza, coglievano da prati e dalle siepi quantità di fiori, e, formatene odorose ghirlande, se ne coronavano il capo: ed essendo, per questa azione, la processione comparsa più allegra, si continuò a fare lo stesso, per molti anni, nella processione, che, in ogni anno, si stabilì per commemorazione d’un sì gran miracolo».
Alla luce di ciò è possibile rilevare due punti fondamentali della storia di Napoli: non solo Antignano fu il luogo in cui si verificò il primo miracolo di San Gennaro, ma fu anche la meta delle prime processioni in onore del miracolo della liquefazione.
Con il passare dei secoli il corteo si trasferirà al centro storico, all’inizio con delle processioni presso le sedi degli antichi Sedili e, in seguito alla loro soppressione , con un corteo che dal Duomo termina a Santa Chiara.
Ed è questa la traslazione miracolosa che viene celebrata ogni anno.
Il percorso inizia alle 17 dal Duomo e in processione il corteo scende per un tratto di Via Duomo, poi risale lungo Via Tribunali, passa davanti al Pio Monte della Misericordia e, attraversando Vico Zite, arriva a Forcella. Da lì prosegue dritta lungo Spaccanapoli fino a Santa Chiara. Basta immaginare la scena: il corteo che attraversa il decumano inferiore, uno spettacolo di straordinaria bellezza.
Una volta compiuto il miracolo, San Gennaro ritorna nella sua Cappella insieme ad acuni co-protettori che lo hanno accompagnato.
Per rivederli in processione bisognerà attendere un altro anno.
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