Volete vedere un castello medioevale a Napoli in pieno centro cittadino ?

Non dovete far altro che recarvi al Corso Vittorio Emanuele .

Se infatti transitate con la vostra auto in questo famoso tratto di strada della nostra città è praticamente impossibile non farci caso . Un semaforo posto all’angolo di un incrocio che immette in  via del Parco Margherita ( all’ incrocio della stessa via con il corso Vittorio Emanuele )sembra essere stato messo lì apposta per costringere tutti a fermarsi ad ammirarlo: non  potete non vederlo . si tratta di quella maestosa struttura  che si erge slanciata verso l’alto che vedete dinanzi a voi . Essa appare  fortemente in contrasto con gli edifici circostanti .

La riconoscete subito. E’ quella costruzione  con una facciata e due torri interamente bugnata con pietra vesuviano che nella sua  architettura neogotica  assomiglia a una fortezza medievale anche se, in realtà, la sua costruzione risale solo alle fine dell’Ottocento, come recita la targa fuori il portone.

La bella struttura  che come potete ammirare appare  nella sua splendida quanto insolita architettura abbarbicata alla roccia,  è costituito da un avancorpo basso, posto a quota stradale, che funge da ingresso alla parte superiore dell’edificio, determinata planimetricamente dall’andamento della collina e dal costone di tufo retrostante.

Stiamo ovviamente parlando  del castello di Aselmeyer, noto anche come Castello Grifeo dei principi di Partanna.

A progettarlo fu l’architetto anglo – napoletano Lamont Young, uno degli architetti più visionari vissuti nella nostra città  che provvide a realizzare  la sua costruzione  fra il 1899 e il 1902,

in origine nell’idea del visionario architetto , la struttura doveva essere un albergo per i numerosi turisti inglesi che proprio a partire da quegli anni avevano iniziato a recarsi in visita nel territorio partenopeo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’idea dell’archietto era quella di costruire un albergo che dominasse la città; a sue spese acquistò i terreni e iniziò la costruzione di questo edificio,cambiando però più volte in corso d’opera l’idea  inziale e quindi ampliando e modificando il progetto originale. Ad un certo punto mentre ancora ne completava l’edificazione, come nella migliore tradizione si trovò a corto di finanze e fu costretto e cedere la proprietà appunto a Carlo Aselmayer che ne fece sua dimora privata. Fu comunque  lo stesso  Young a voler ingrandire nel corso del tempo gli spazi dell’edificio dandogli un volume sviluppato interamente in altezza a partire dal livello della strada sottostante a far assumere all’edificio l’attuale forma e dimensione.

L’edificio divenne invece ben presto abitazione privata dell’architetto stesso che, due anni più tardi, quando decise di trasferire  la propria residenza sull’isola della Gaiola, lo vendette nel 1904 al banchiere Carlo Aselmeyer che lo acquistò per farne la sua redidenza personale .

Il Palazzo come noterete presenta elementi di architettura gotica inglese elisabettiana e Tudor ed è stato progettato in tufo e pietra vesuviana per mura e facciata, abbinati a legno per pavimenti, soffitti, pareti e scale. Le torri merllate le vetrate policrome e gli archi ogivali rendono questa imponente costruzione una testimonianza perfetta di arte gotica che a dispetto delle apparenze che lo fanno sembrare costruito in pieno medievo.

Il castello di grande bellezza si sviluppa su diversi piani terrazzati e   oltre a quel suo magnifico  rivestimento  esterno in pietra lavica nera vesuviana che contrasta con il tufo giallo napoletano della collina circostante, vanta anche  un magnifico terrazzo con meravigliosi giardini pensili ,da cui si puo godere di uno spettacolare panorama sul golfo di Napoli. I suoi  interni (soffitti, pavimenti, pareti, scale, porte) sono tutti in legno.

Notevoli sono anche  le maioliche che decorano parte di questo austero edificio divenuto nel tempo  uno dei patrimoni storici della città.

CURIOSITA’  Questi insieme di elementi elisabettiano e tudor , tipici delle residenze borghesi attirarono all’epoca molte critiche ie rimproveri n citta all’ecclettico architetto Lamont Youngche venne acccusato di aver realizzato una costruzione in netto cotrasto con gli edifici circostanti e con la tradizione della citta.

Il felice posizionamento nella collina del castello appare purtroppo oggi in basso verso  il  corpo della portineria  da sopraelevazioni fuori contesto, in quanto nel tempo sono stati aggiunti , adiacente alla struttura pincipale  via via altri fabbricati,  Nel corso degli anii seguenti la costruzione del castello , gli interni vennero frazionati in singoli appartamenti e venduti a diversi privati.

 

N.B Costruito in origine come propria residenza dal progettista committente, fu poi dato in gestione ai Bertolini proprietari e gestori di alberghi in tutta Italia. Oggi il castello è frazionato in diversi appartamenti privati, che godono di un panorama  a 360° sulla città

Lo stile di palazzo Aselmeyer è stato il precursore di un altro importante edificio progettato venti anni dopo dallo stesso Lamont Young, cioe la famosa Villa Ebe,una  palazzina situata sulle rampe di Pizzofalcone nel quartiere San Ferdinando, nota alla cronaca perche Lamont Young si tolse la vita con un colpo di pistola sul suo terrazzo e per una serie di circostanze mai chiarite, Qualcuno ipotizza che egli si sia suicidato in coseguenza delle pesanti crtiche rivolte alle sue opere forse troppo avanguardista per i suoi contemporanei.

Villa Ebe, residenza che aveva tanto amato e nella quale continuò a vivere la sua amata  moglie fino alla fine dei suoi giorni  a guardarla oggi, fa solo venire una grande tristezza frammista a rabbianel vederla nello stato di abbandono in cui riversa dopo gli sfortunati incendi che l’hanno semi-distrutta e a cui non si è mai, purtroppo, ancora rimediato.

A l visionario Lamont Yauong,  si devono altri incredibili progetti, alcuni dei quali mai realizzatri, come quello per una metropolitana  che servisse l’intera città ed un  nuovo rione chiamato ” Rione Venezia “compreso nella zona tra Santa Lucia e l’area flefrea ,fatto di canali, giardini,e  bassa densità di palazzi da destinare a  pochissimi fortunati abitanti..

Il progetto prevedeva anche la costruzione di uno  spettacolare canale in galleria che si sarebbe inoltrato sotto la collina di Posillipo, attraversando Fuorigrotta e sfociando direttamente Bagnoli ; proprio il quartiere che fu interessato, successivamente, dal disastro dell’Italsider che invece Lamon Young  aveva  preso in considerazione come potenziale polo turistico e balneare   per la città.

Chissà quanto avrebbe cambiato tutto questo la storia di Napoli.

Fortunatamente, non tutto è andato perduto e ci sono ancora tante cose che possiamo ammirare ogni giorno e che vi posso raccontare: tra queste, ostro Castello Aselmeyer , qualche edificio del Parco Grifeo , alcuni palazzi del  Parco Margherita e del Rione Amedeo ed infine  la sede dell’Istituto Grenoble  in Via Crispi.

CURIOSITA’: Alle spalle del  castello Aselmeyer  si trova con  ingresso sul Corso Vittorio Emanuele il noto  Parco Grifeo, nato tra fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo .

Esso è un complesso residenziale costruito sui suoli  che un tempo appartennero all’antica famiglia siciliana dei Principi Grifeo di Partanna.

Le residenze e le ville che compaiono lungo il suo perimetro della sua stradina principale che  si inerpica verso la collina del vomero. hanno avuto diversi costruttori e sopratutto le prime appaiono essere  costruite tutte  in modo particolari ed eclettiche, forse  perche risentivano fo dell’influenza estrosa di Lamont Young. Lo sviluppo del complesso risale comunque  all’epoca epoca fascista quando la collina del Vomero venne massicciamente edificata; i principali edifici che testimoniano gli interventi fascisti sono il palazzo all’ingresso sulla destra che occupa l’angolo con il corso Vittorio Emanuele e l’ultimo palazzo del parco. Entrambi i palazzi sono in calcestruzzo armato, ma l’ultimo presenta elementi della struttura in calcestruzzo prefabbricato smaltato in finto marmo nero.

CURIOSITA ‘: Nel dopoguerra con il boom edilizio ci furono  in citta  numerose sostituzioni di villini eclettici, edificati negli anni di Lamont Young.. Molti  moderni fabbricati ancora oggi  sorgono infatti tutti su terrazzamenti contigui al castello.

 

 

 

 

 

 

 

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