Gino Doria è stato forse l’uomo che meglio rappresenta ed incarna  lo spirito con cui noi tanti anni fa abbiamo deciso di mettere su questo sito . La nostra , come la sua era solo il desiderio di far conoscere Napoli al mondo e sopratutto ai napoletani ( vedi articolo ” cose di Napoli ” ).

Per anni girando  il centro storico della nostra città da soli  con dispiacere abbiamo  dovuto vederla imbrattata , abbandonata al degrado e non rispettata dai suoi stessi abitanti . Per anni da soli per intere ore in chiese storiche dal patrimonio artistico indescrivibile non entrava nessuno , se non per la santa messa . Tutto sembrava essere messo la per caso , Deposto senza uno scopo e a nessuno interessava se si trattava di un capolavoro.

Abbiamo  addirittura talvolta temuto che la nostra città’ stesse per morire dimenticata dallo stato e purtroppo anche dai nostri uomini  politici locali , preda solo di testate giornalistiche pronte solo a raccontare le cose peggiori che facevano maggiore audience .
Ma girando, sapevano dentro di noi  che non poteva finire perché alla cultura e alla storia non ci sono limiti.
Napoli  non poteva e non può morire perchè è immortale con le  sue pietre, i suoi luoghi, ed i suoi monumenti che parlano con la ricchezza di tutti i tempi passati come possiamo vedere nel campanile della Pietrasanta che rappresenta una sorta di riassunto storico della nostra città’.In questo campanile  infatti vediamo una grande quantità di frammenti architettonici provenienti dalla riutilizzazione di molti materiali di spoglio provenienti da monumenti di epoca precedente. Sono tutti pezzi di varie epoche utilizzati come blocchi di costruzione incastonati nella struttura insiema a colonne e capitelli .

Napoli era stata solo dimenticata dai suoi stessi abitanti perchè a scuola ti parlano solo dell’unita d’Italia e non della storia della tua città ed ognuno cresce così dimenticando le proprie origini .

Napoli aveva solo bisogno di ricordare e noi , insieme a tanti altri su l’esempio dato a noi del grande Gino Doria abbiamo incominciato a scrivere su un sito  tante cose  della nostra città e solo per lo scopo di far conoscere Napoli ai napoletani ma soprattutto perché possiate AMARLA.

La città è talmente intrisa di storia e di tante dominazioni, che non potrà mai morire . Ogni epoca , ogni dominazione ,  ha lasciato un pezzo del proprio patrimonio culturale  con i suoi palazzi e le sue chiese antiche che se le studi a fondo finisci per sentirle tue.
Se leggendo imparate  un pò la storia di Napoli non potrete mai  rimanere indifferente di fronte a tanti monumenti e vecchi palazzi e verrete inevitabilmente  rimbalzati automaticamente indietro nel tempo, proiettati tra greci, romani, normanni, angioini, durazzo, aragonesi, francesi e  spagnoli.. Gli edifici religiosi a Napoli si accavallano e si stratificano sopratutto nel centro storico a breve distanza tra loro ma ognuno ha qualcosa di speciale e di magico da raccontare

Rimarrete  così imbrigliati nella storia e nella città che dopo un pò , vedrete .. si richiuderà  su di voi  quasi avvolgendovi .
E questa sensazione non vi  lascerà mai più,  …. una volta entrati in empatia con voi …. e  solo chi arriva a questo stadio può capire il vero significato di frasi famose come “A Napoli piangi due volte: quando arrivi e quando te ne vai ” oppure “Vedi Napoli e poi muori”  (frase celebra di Goethe scritta nella lettera del 2 maggio 1787 nella sua opera viaggio in Italia).

Gino Doria , detto Gino era uno di questi uomini imbrigliati dalla bellezza della sua città ed era uno che oggi tutti i napoletani dovrebbero ringraziare , compreso noi che scriviamo spesso dopo aver appreso tanto dai suoi meravigliosi testi che ci ha lasciato.

Egli nacque , il 26 ott. 1888 , ed ovviamente  a Napoli. Suo  padre, Eduardo, esercitava la professione di avvocato, mentre la  madre, Giuseppina Minieri, apparteneva ad una ricca famiglia di Massa Lubrense.

In casa dell’avvocato Eduardo, che si trovava nello stesso palazzo dove da ragazzo aveva abitato Benedetto Croce, ( un destino ? ) , esisteva una ricca biblioteca, formata prevalentemente da testi giuridici e da classici italiani, latini e greci, che si veniva progressivamente arricchendo.giorno per giorno . Uno dei fornitori era don Gennaro Cioffi, che gestiva in via Trinità Maggiore una famosa libreria d’antiquariato frequentata da studiosi di riguardo. trai quali nel tempo anche lo stesso Benedetto Croce ed in seguito Luigi Settembrini.

La biblioteca paterna e la libreria Cioffi furono i primi luoghi di richiamo della fantasia del giovanissimo Doria. Ma il ragazzo restava anche incantato dagli animali imbalsamati, quali quelli esposti nella bottega del De Felice, nei pressi di piazza del Gesù.. Una piccola bottega  che oggi è diventata un ristorantino. Era questa una realtà speculare rispetto a quella della casa paterna. Le faceva da scenario la Napoli “archeologica”, come il padre  chiamava la Napoli storica, le cui bellezze egli cercava di fare apprezzare ai figli, soprattutto con lunghe passeggiate durante le ore libere.

Gino  imparò  così a conoscere i singoli cortili, e la storia delle singole pietre …. ma presto come a tutti coloro che hanno la voglia ma anche lo spirito e l’anima giusta , all’interno di questi spazi cominciarono ad aprirsi interstizi di curiosità, di interrogazioni, di vita. Alle   libere letture giovanili di Shakespeare, Voltaire, Rousseau, presenti nella  ricca biblioteca di famiglia , vennero ad aggiungersi i libri di filosofia e di storia che lo portarono inevitabilmente a bussare alle porte della Società Napoletana di Storia e Patria dove ebbe modo di conoscere Salvatore Di Giacomo con cui diventò grande amico. ed l grande Benedetto Croce.  Associate alla conoscenza e frequentazione di storici, letterati e bibliofili, il suo spirto curioso ed  impaziente di venire rapidamente a contatto col mondo,  indussero il nostro Gino  a non continuare la professione di avvocato del padre e del nonno e a darsi a un mestiere molto più avventuroso e moderno, cioè il giornalismo. Ben presto quindi i progetti del padre di vederlo ” sistemato ” nel farlo diventare un avvocato affermato , andarono a farsi friggere e inebriato dal fermento culturale della Napoli dei primi del 900 , decise di vivere il il giornalismo di cronaca sul campo , recandosi con entusiasmo  nell’America del Sud, dove per circa 10 anni collaborò con vari giornali locali interessandosi della storia locale scrivendo ben due libri .

Tornato in Italia per un disperato richiamo militare, quando la guerra era ormai sul finire perchè vi era un diperato bisogno al fronte degli italiani dall’estero ( fronte che forunatamente non vedrà mai ), ben presto  si rese conto che un’epoca era finita, insieme con le sue speranze e le sue follie, e che stava delineandosi una nuova cultura brutale, priva di tabù, rozza, nata dall’irrompere sulla ribalta della storia della società di massa. A lui sembrò di restare un superstite e un testimone disincantato. Ma non fu fiacco o rinunciatario. Collaborò come critico musicale e drammatico dal 1919 al Giornale della sera napoletano e poi al Giorno di Matilde Serao, di cui divenne redattore capo.

Ma tutto questo durò solo fino a quando non giunse Mussolini al potere. Ostile a prendere la tessera del Partito nazionale fascista, nel 1927 fu infatti radiato dall’albo dei giornalisti, poiché un suo articolo, RomoloRemo e C., apparso sulla Fiera letteraria diretta da U. Fracchia il 20 febbr. 1927, aveva profondamente irritato e mandato in bestia il Duce Mussolini.

Non fu però mai punito o esiliato perché già all’epoca, sulla soglia dei 45 anni , era uno studioso molto stimato in tutta la Campania ed era  per lo più anche protetto da quel Bendetto Croce che diventò il più stretto amico.

“gli uomini calvi sono stati sempre fatali all’ umanità”

Gino Doria su Mussolini

Paradossalmente e fortunatamente per noi però , l ‘espulsione dall’ordine dei Giornalisti del 1927 gli chiarì le idee e comprese che tutti i suoi sforzi andavano concentrati sul mestiere dello scrittore e storiografo : in un isolamento forzato, disgustato dalla prepotenza del potere, si gettò allora a capofitto nello studio e nella scrittura storica , cosa che il regime paradossalmente apprezzò molto perché la sua operavalorizzava la storia e la cultura dei luoghi ,cosa che stava molto a cuore alla  propaganda fascista , sempre alla ricerca di nuove ragioni per affermare la superiorità della “razza italica“.

Appartatosi sdegnato dalla scena pubblica, visse quindi tra ricerche erudite e storiche e prove narrative, confortato dal quotidiano e affettuosissimo dialogo con Benedetto Croce, che costituiva uno dei fondamentali assi di aggregazione dell’antifascismo in Italia. Divenne con il tempo cinico , solitario , abitudinario e severo sopratutto nei confronti della stessa borghesia alla quale apparteneva, che incominciò a considerare ottusa e stupida nei loro costumi e modo di vivere . Era infatti convinto  che il mondo borghese e accademico fosse un ‘immensa perdita di tempo fatta  tra discorsi di circostanza, amicizie finte e visite di cortesia. Tutto ciò che si doveva sapere sul mondo era già  contenuto nei libri ed era  facilmente ricercabile in prima persone senza bisogno di nessun’altro ( come lo capisco!!! ) Al bando il resto.

Nel tempo si allontanò da tutto ciò che non riteneva utile e piacevole incominciando a considerare le persone  davanti all’arte e alla Storia “pigre ” e senza voglia di conoscere l’anima e la storia  della propria città. Aveva un carattere eclettico  da molti considerato bizzarro, ma godeva in giro di troppa stima   per poter ricevere un qualsiasi commento negativo. Era  comunque sempre cordiale e amichevole  con chi lo interpellava, ma  non sopportava avere a che fare molto con con la gente ed i suoi inutili discorsi di circostanza .

Alla caduta del fascismo, fu vicedirettore del primo giornale napoletano uscito nella città libera, Il Risorgimento, diretto da Floriano Del Secolo. Ma la nuova stagione giornalistica non fu né lunga, né intensa. Ormai, in lui . prevalevano definitivamente gli interessi della ricerca e della produzione letteraria, che si erano irrobustiti durante il ventennio fascista.

Nel  giugno del 1945  ottenne la direzione del Museo nazionale di S. Martino al Vomero, il quartiere che si veniva selvaggiamente espandendo con la speculazione edilizia e dove egli abitava con la famiglia, nella sua villa di famiglia  in Via Annella di Massimo  ( piu tardi si trasferì in  via Timavosempre al  al Vomero ),  Circondato dall’affetto di amici, bibliofili, scrittori, eruditi, editori, continuò i suoi studi fino alla fine, di tanto in tanto rilasciando generose note prefative a cataloghi per mostre di pittura, a traduzioni, a stampe e a ristampe di opere essenziali per la storia della cultura napoletana.

Morì a Napoli l’11 genn. 1975. Per sua volontà fu sepolto nel cimitero della “materna” Massa Lubrense.

Gino  Doria  impegnò tutta la sua vita nell’attività intellettuale, abbracciando numerosi campi con una competenza rara.  Fu autore di numerose pubblicazioni storiche dal vaore inalcolabile che hanno ricostruito e salvato la storia di tutte le strade ed i palazzi della nostra città .  Fu bibliofilo, saggista, storico, esperto di arti figurative, erudito e squisito scrittore.

Come biblìofilo, egli raccolse e costituì nella sua casa una ricca biblioteca rigorosamente selezionata, divisa per settori: gli storici, i libri stampati a Napoli, i classici, i viaggiatori. Essa, donata alla sua morte alla Biblioteca nazionale di Napoli, presenta potenzialità ancora da attivare e da utilizzare da parte degli studiosi anche se purtroppo la sua collezione è stata oggetto di numerosi furti.

Con lui spar’ un grande amante della nostra città .Un grande mito per tutti noi . La sua missione era solo la divulgazione della storia di Napoli, proprio come ci siamo sempre anche noi proposti e senza mai guadagnarci un solo euro .

Ovviamente non potremo mai paragonarci al grande Gino , non ne abbiamo la giusta cultura ma con lui condividiamo la stessa passione per la nostra città che vi assicuro è il posto più bello al mondo .Ho scritto tanto su Napoli, ho camminato tanto per le sue strade e tra i suoi monumenti e vi assicuro che non esiste al mondo città più bella , ma girando  ovunque in strade nobiliari o antiche e scuri vicoli  ho avuto modo di notare che noi napoletani non siamo ancora coscienti di quanto sia meravigliosa la nostra Napoli e vi invito a conoscerla girando come se foste turisti della vostra città’.
Dopo vi sentirete veramente orgogliosi di essere napoletani  e avrete imparato ad amarla.

Ma ricordatevi che per amarla veramente , non possiamo essere orgogliosi di essere napoletani , solo quando vince la nostra sauqdra o qualcuno ci offende con frasi razzisste . Noi dobbiamo amarla rispettandola  in tante piccole cose. Le sue mura, le sue strade, i suoi monumenti storici meritano rispetto. e noi tutti dobbiamo contribuire a rendela pulita stando attenti a non buttare cartacce  , bottiglie di birra  o rifiuti per strada o magari imbrattare i suoi storici monumenti con bombolette spray .

Fino a qualche anno fa , in una Napoli mortificata attraverso gli anni da terremoto , camorra , monnezza ,epidemia di  colera , corruzione  malaffare e mal governo , nell’indifferenza dello stato che ha sempre espresso la sua soliderietà solo a parole , i turisti evitavano di fermarsi , terrorizzati dall’idea di subire scippi , frodi e fregature di vario tipo e proseguivano direttamente per Capri , Ischia , Pompei e costiera sorrentina o amalfitana .

Da pochi anni invece , grazie all’oscuro  lavoro di associazioni turistiche  , stampa , politica locale , e se permettete il nostro sito e quello di tante altre belle pagine che ogni giorno sul l web ci parlano della nostra città , qualcosa è cambiato. Siamo  finalmente riusciti a far percepire   una rinnovata immagine a  turisti nazionali e stranieri , la nostra città è stata di nuovo scoperta e rivalutata come ai vecchi tempi .

Oggi finalmente tutti si stanno accorgendo che al di là dei soliti aspetti folcloristici , la nostra città è bellissima , caratteristica e unica in quanto diversa da qualsiasi altra città europea . La nostra città non ha soltanto uno splendido sole e splendido mare , ma anche una città d’arte ricca di cultura e di tesori . Oggi finalmente si è capito che a Napoli non ci sono solo la pizza , la sfogliatella , la pastiera ed il babà , ma una storia che li aspetta .

Le file ai musei e alla cappella Sansevero con mia grande gioia sono lunghissime ed una folla incredibile di visitatori gira spensierata e a bocca aperta non solo nel centro antico ma anche nei vicoli dei Quartieri spagnoli  o alla Sanità , alla ricerca di chiese barocche , catacombe , pastori del presepe e resti greco-romani , ma anche di aspetti caratteristici e pecularietà del vivere e dell’agire quotidiano degli abitanti .

La nostra città   si appresta a  rivivere  i vecchi fasti del Grand Tour  in un nuovo rinnovato modo di pensare del popolo napoletano che finalmente ( San Gennà grazie ) si è accolto che grazie alle  bellezze della sua  città può vivere di turismo . Gli alberghi e i B&B sono sorti come i funghi e hanno sempre il pieno e nei quartieri più popolari finalmente non avvengono più scippi perchè questi danneggiano il fitto di stanze e addirittura vasci.

Dobbiamo continuare tutti insiema a percorrere questa nuova vita della nostra città senza mai fermarci ….. dobbiamo tutti insieme difendere mura , palazzi , chiese , spiagge , mare , monumenti e cultura della nostra città e capire che le strade che ogni giorno calpestiamo sono solo NOSTRE .

 

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