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Nato a Vasto, in Abruzzo, Filippo Palizzi non fu napoletano di nascita. Ma Napoli fu la città che lo accolse ancora giovane, che ne formò il talento e che gli consentì di diventare uno dei protagonisti della pittura italiana del suo tempo. Qui arrivò ancora giovane, seguendo il fratello Giuseppe, e qui si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, entrando in contatto con un ambiente artistico culturale vivace in cui la tradizione accademica conviveva con nuove sensibilità artistiche.
CURIOSITA’: Nel 1838, ottenuto un sussidio della Provincia dell’Abruzzo di quattro anni, Filippo Palizzi raggiunse il fratello Giuseppe a Napoli, dove venne accolto nell’Accademia, sotto la guida di Camillo Guerra, Costanzo Angelini e Gabriele Smargiassi.
Palizzi inizialmente si formò secondo i canoni dell’insegnamento ufficiale, ma ben presto maturò una posizione autonoma e originale. In lui si fece strada una convinzione destinata a cambiare il suo percorso: l’arte non doveva limitarsi a rappresentare il mondo ideale, ma doveva osservare e restituire il mondo reale.
Tornato in Italia, Palizzi portò con sé quella lezione, traducendola in una forma più intimamente mediterranea, fatta di luce tersa, di armonie cromatiche e di un naturalismo mai arido, sempre empatico.
Attraverso loro, l’artista indaga la relazione dell’uomo con la natura, svelando un umanesimo profondo che travalica il soggetto per farsi riflessione universale.
























