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Oggi vi raccontiamo la storia della Matalenella, una delle tante chiese chiuse di Napoli, abbandonate in un muto silenzio in fondo al Rione Sanità , che dopo 40 anni di forzata chiusura ha rivisto finalmente la luce .

 

Per capire la vera storia di questa struttura bisogna fare un passo indietro nel tempo e recarci nel 1851, quando su preesistenti proprietà del “Ritiro delle Pentite” di San Raffaele a Materdei, venne costruita una chiesa per la Casa d’Asilo di santa Maria Maddalena.

Questo ” Ritiro delle Pentite “era un istituto religioso e assistenziale che secondo un modello di assistenza e disciplina religiosa che portava con sé il giudizio morale dell’epoca aveva il compito di accogliere donne che spesso per sopravvivere erano costrette alla prostituzione e quindi offrire loro una via di fuga concedendo alle stesse una vita comunitaria regolata dalla preghiera e dalla disciplina religiosa.
Alla realizzazione di questo Ritiro di San Raffaele contribuirono donazioni private e spettacoli di beneficenza al Teatro San Carlo e al Teatro del Fondo. Una parte della Napoli che frequentava i teatri aiutava così a sostenere un luogo destinato all’assistenza delle donne.
Accanto alle speranze di matrimonio e maternità esisteva dunque nella stessa chiesa la ricerca di una possibilità di vita diversa.
E proprio questo “Ritiro delle Pentite” ci conduce da Materdei al cuore della Sanità, attraverso un legame poco conosciuto con la chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini, oggi chiamata Chiesa Blu.

A ricordarci oggi l’antica bellezza di questa piccola chiesa posta nel cuore della Sanità ,basta guardare da vicino la sobria facciata principale preceduta da una scala in piperno. Ad essa fa seguito un raccolto interno con piccole cappelle laterali, ed un altare maggiore che un tempo era sormonato da una tela di Nicola La Volpe, ritraente la Maddalena, purtroppo trafugata molti anni fa ( la statua lignea ottocentesca dell’Addolorata è fortunatamente tornata in sede nel 2023 ).

La chiesa Santa Maria della Maddalena, in Via Cristallini fu gravemente dannaggiata da un bombardamento del 1943 : gli interventi successivi ne hanno pesantemente modificato l’aspetto originario e sopratutto condannato la stuttura ad una lunga chiusura. Il 28 agosto 2023, dopo circa quarant’anni la chiesa ha finalmente riaperto al pubblico con un volto nuovo e un nome destinato a renderla riconoscibile: la Chiesa Blu.

N.B Il colore azzurro è stato scelto dagli abitanti del quartiere, perché è il colore del mare…e del Napoli!

Oggi chi entra in questa struttura trova infatti il colore blu ad accoglierlo . Lungo la navata allestito come un “set” d’arte contemporanea compaiono i volti della comunità: persone che abitano quelle strade e che ora fanno parte anche dell’immagine della loro chiesa.
Ogni dettaglio racconta una potente storia di quartiere, ma particolare più intenso, però, è forse l’altare.
Esso è stato ricavato dalla prua di una barca di migranti approdata a Lampedusa e realizzato dalle persone detenute nel carcere di Secondigliano, nell’ambito del progetto «Metamorfosi» della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti.
Quel legno porta dentro la chiesa il ricordo di una traversata e il lavoro di mani che gli hanno dato una nuova destinazione. Unisce esperienze lontane soltanto in apparenza: chi ha attraversato il mare cercando salvezza, chi vive la detenzione, chi si è impegnato per riaprire un edificio abbandonato.
L’interno della chiesa, di Santa Maria della Maddalena, chiusa da oltre 40 anni, ha riaperto completamente decorata nei toni del blu e dell’azzurro grazie ad un visionario progetto socio-culturale che la ha portata ad essere tra le maggiori attrazioni artistiche della città.

Il recupero del luogo è stato possibile grazie al progetto «Luce al Rione Sanità» avviato dalla cooperativa La Paranza e finanziato da privati col supporto di Fondazione di Comunità San Gennaro che ha visto i giovani del quartiere dipingere, con circa venti tonalità di azzurro, gli interni della chiesa. Un laboratorio artisticonato in collaborazione con artisti internazionali come Tono Cruz, Mono González e Giuliana Conte.

NB: Il progetto della Chiesa dei Cristallini dove ogni dettaglio racconta una potente storia di quartiere segna un’altra stella nella costellazione di piccoli grandi miracoli che stanno trasformando la Sanità in uno dei quartieri più visitati di Napoli, dalla riapertura della Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi che ospita lo Jago Museum alla trasformazione dell’Ipogeo dei Cristallini in museo aperto al pubblico.

L’importanza di questa chiesa, come testimone silenziosa delle esperienze passate e presenti del quartiere rappresenta quel contenitore emotivo ed epicentro attorno al quale è ruotata la vita sociale del quartiere.
Realizzata cin Murales di grandi artisti e ridipinta dai ragazzi del quartiere, essa rappresenta lo spazio ideale per rappresentare il cambiamento di rotta intrapreso dall’intero quartiere e sopratutto dai giovani ragazzi del luogo che hanno capito ma anche dimostrato che la bellezza era già in casa loro loro e bastava tirarla fuori. Perché l’arte guarisce, dà speranza e ci migliora
Aver fatto fatta uscire dopo quarant’anni di abbandono questa chiesa e l’averla trasformata in uno spazio luminoso e multifunzionale, dove gli abitanti del quartiere, e non solo, possono fare cultura, è un’allegoria e una prova della rinascita culturale, spirituale ed economica del rione che è stata intrapresa. Questo conferma ancora una volta un esercizio pastorale a livello di strada, più vicino alla realtà sociale, in dialogo con le classi lavoratrici; un desiderio di aprirsi, comprendere e integrare altri modi di fare le cose e di riconoscere la forza germinale del popolo e il potere benefico del multiculturalismo. II suo nuovo utilizzo come sede di attività culturali (mostre, spettacoli, laboratori artistici, ecc.) per la comunità, in cui la comunità deve essere coinvolta, è garantito dalla gestione da parte della cooperativa sociale La Sorte. Allo stesso modo, la pianificazione operativa e il programma iconografico, congiuntamente ideati.

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