La chiesa di San Giovanni il Battista degli Eremitani ” ad carbonetum ” e’ una chiesa trecentesca che si trova nel centro storico, in via carbonara .
La via carbonara , che da’ il nome alla chiesa, in epoca medievale era una strada adibita allo scarico dei rifiuti inceneriti dove i napoletani scaricarono per secoli le immondizie (che le acque meteoriche, scorrendo dalle vicine colline, si incaricavano poi di trasportare fino al mare) e ai tempi degli angioini vi si tennero giostre e tornei tanto cruenti da provocare le proibizioni del papa e le proteste di Francesco Petrarca.
La storia di questa chiesa, edificata a partire dal 1343 e terminata nel 1418, è strettamente legata alla dinastia degli Angioini: l’ultimo erede del casato, il re di Napoli Ladislao, vi è sepolto in uno splendido monumento funebre commissionato dalla sorella Giovanna II .

Napoli - San Giovanni a Carbonara, Monumento a Re Ladislao da Durazzo

La chiesa è il risultato dell’annessione di più strutture architettoniche: la doppia scala in facciata cela l’ingresso alla sottostante chiesa della Consolazione a Carbonara; il portale centrale introduce alla quattrocentesca Cappella di santa Monica, quello di sinistra all’ingresso laterale della chiesa di San Giovanni.

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Nel tempo si è provveduto a predisporre un ulteriore ingresso lungo la navata meridionale; tale apertura diverrà l’unico accesso all’edificio con la demolizione dell’originario ingresso sul lato orientale per la costruzione della cinquecentesca cappella di Scipione Somma.
La chiesa così come la si osserva oggi è frutto di un restauro costruttivo a cui ha solo parzialmente restituito l’aspetto originario.
E’ una fabbricazione di chiaro stampo gotico

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La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1339, grazie alle donazioni del nobile napoletano Gualtiero Galeota , sul luogo dove precedentemente sorgeva un piccolo convento di monaci agostiniani
La Chiesa di San Giovanni a Carbonara è posta su una altura e come dicevamo e’ il risultato dell’annessione di più strutture architettoniche: per accedervi fu fatta edificare nel XIII secolo una bellissima scala in piperno a doppia rampa, opera di Ferdinando Sanfelice . La bella scala tutt’oggi visibile, nasconde l’ingresso alla sottostante Chiesa della Consolazione a Carbonara ( all’ epoca documentata col nome di chiesa di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti ).

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La chiesa e’ di fatto la sovrapposizione di piu’ strutture poiche’ alle originatie strutture del 300 , cioe’ la Cappella di Santa Monica e la Chiesa di San Giovanni carbonara si sono poi aggiunte nel 500 la cappella Seripando e nel 700 la chiesa della Consolazione a carbonara .

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Il complesso di San Giovanni a Carbonara era localizzato su una altura e le citate strutture poste a vari dislivelli con la strada . Nel 700 Ferdinando Sanfelice elimino ‘il problema dell’ accesso al complesso creando uno scenografico monumentale scalone che da allora permette di raggiungere dallo stesso punto di ingresso tutte le strutture .

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Dalla strada , accingendoci a salire la scalinata vediamo la facciata della cappella di Santa Monica con il suo bellissimo e pregevole portale quattrocentesco di tipico gusto rinascimentale . Una volta invece superato lo scalone , alcuni gradini a sinistra portano ad un cortile dove su un fianco della chiesa si trova l’attuale ingresso alla chiesa.
La facciata della Chiesa di San Giovanni a Carbonara è molto semplice: al centro vi si apre uno splendido portale gotico con due pilastri ornati ed una lunetta affrescata dal pittore lombardo Leonardo da Besozzo.

san-giovanni-a-carbonaraOtto stemmi angioini e la figura del sole splendente, simbolo della famiglia nobiliare Caracciolo del Sole, ornano la zona dell’arco.
La chiesa nel suo interno presenta sculture e pitture di stile prevalentemente gotico e rinascimentale .

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L’interno, a croce latina con un’unica navata rettangolare, sfocia nell’abside .
Nell’abside domina il monumento funebre a re Ladislao.(1428 ) Alto circa 18 metri, è tradizionalmente attribuito ad Andrea da Firenze ma sarebbe in realtà opera di più artisti toscani e settentrionali . Temperanza, Fortezza, Prudenza e Magnanimità: le quattro virtù sorreggono il monumento.

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san-giovanni-a-carbDavanti al monumento si trova l’ altare maggiore con bellissima pavimentazione a marmi policromi , e tra due finestroni la bella statua di Michelangelo Naccherino (la Madonna delle grazie ).

 

Il monumento di re Ladislao, eretto dalla sorella Giovanna II, raffigura Ladislao e Giovanna in trono .Le due figure ricompaiono nel sarcofago, assieme a Carlo III e Margherita .
Al di sopra, la figura del re giacente, benedetto da un vescovo, redime l’anima del sovrano che fu in realtà scomunicato.( muore scomunicato )

Sulla sommità, la statua di Ladislao a cavallo completa di armatura e con spada sguainata: una rappresentazione inusuale in un luogo di culto.


Alle spalle del monumento a re Ladislao , si entra nella cappella Caracciolo del Sole ( vi si accede passando sotto il monumento funebre ) fu costruita nel 1427 da Sergianni Caracciolo, gran siniscalco e amante di Giovanna II, ucciso nel 1432 e qui sepolto in una tomba scolpita (dopo il 1441) da Andrea da Firenze e aiuti; il pavimento con mattonelle maiolicate è del XV secolo. A sinistra del presbiterio, la cappella Caracciolo di Vico.

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Un ambiente che merita di essere menzionato è la cappella Miroballo. Addossata alla parete di fronte all’ingresso della Chiesa di San Giovanni a Carbonara, È arricchita da numerose statue, tra cui una Madonna col Bambino e Troiano Miroballo con la moglie presentati dai due santi Giovanni. Il sepolcro di Antonio Miroballo e vari affreschi qui presenti, di epoca quattrocentesca, sono opera di Lorenzo Vaccaro.

Dal sagrato si accede alla cappella Seripando, dov’è un Crocifisso di Giorgio Vasari (1545). Ritornati sulla scalinata, si entra nella gotica cappella di S. Monica (all’interno, lo splendido sepolcro di Ruggero Sanseverino di Andrea da Firenze).

Ai piedi della scalinata, tra le rampe, è l’ingresso alla barocca chiesa inferiore della Consolazione a Carbonara, con il grande altare disegnato da Ferdinando Sanfelice e con sculture di Giuseppe Sammartino.

Alle spalle della chiesa è presente un ampio giardino ” segreto ” grande  4.500 metri quadri che dopo anni di incuria,  finalmente oggi  pare essere sottoposto ad interventi di riqualificazione per restituirlo alla città. 

Il  giardino  , intitolato come parco  a Re Ladislao , se avete la fortuna di poterlo visitare vi accorgerete che  mantiene inalterata non solo l’originaria pianta geometrica ma la sua vera vocazione. Lo storico giardino creato ad uso e consumo dei frati dell’antico monastero rappresenta un classico esempio di hortus conclusus, cioè un  giardino medievale recintato, in questo caso da alte mura, tipico dei monasteri e dei conventi. 

Esso  univa finalità estetico-contemplative a esigenze pratiche e produttive: nel  giardino infatti i frati dell’antico monastero  vi coltivavano essenzialmente erbe officinali ed aromatiche usate dagli speziali del monastero per scopi medicinale e piante e alberi da frutto principalmente agrumi allo scopo sia alimentare che per creare un ambiente contemplativo. 

La giacitura pianeggiante, la presenza di una abbondante disponibilità di acqua di irrigazione su tutta la superficie e la fertilità del terreno sono ambiente ottimale per questo parco che è uno scrigno di biodiversità mediterranea.

Tra i numerosi alberi da frutto presenti troviamo: aranci, limoni, mandarini, pompelmi, olivi, fichi, peschi, peri, kaki, nespoli. Gli arbusti, le specie erbacee e le piante rampicanti presenti sono: alloro, pittosporo, oleandro, mirto, rosa, yucca, cycas, biancospino, vite americana, glicine, Buganville. Inoltre, in questo parco insiste una particolare varietà di specie di palme tra cui Washingtonia, Phenix Canariensis, Trachycarpus e Chamaerops nonché un esemplare di Cedrus libani. Il prato presente sulle grandi aiuole è prato polifita presumibilmente spontaneo.

I due ingressi al parco si trovano uno in  via cardinale Seripando e l’altro in Vicolo Primo Pontenuovo , Essi , una volta che il parco Ladislao dara finalmente riaperto al pubblico, resteranno aperti tutti i giorni dalle 7.00 alle 18.00.

 

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