LA LEGGENDA DEL COCCODRILLO

Nelle segrete del Maschio Angioino, in una fossa buia e umida, posta sotto il livello del mare, venivano solitamente gettati i prigionieri che si voleva più rigidamente punire.

Ad un tratto, per un certo periodo si comincio’ a notare con stupore che i prigionieri misteriosamente sparivano.

Fuggivano? Disposta una più stretta vigilanza, allorche’ vi fu cacciato dentro un nuovo ospite, un giorno si vide, inatteso e terrifico spettacolo, da un buco celato della fossa, introdursi dal mare un mostro, un coccodrillo che con le fauci afferrava per le gambe il prigioniero, e se lo trascinava in mare per trangugiarlo ….

 

Da quel momento l’ animale, presumibilmente venuto dall’Egitto, attaccato ad una nave fu utilizzato per eliminare i prigionieri condannati a morte. Un specie di ghigliottina naturale che non lasciava tracce.

Nei sotterranei del castello sono ancora visibili quattro casse scoperte, nelle quali sono visibili quattro cadaveri. Si tratta di alcuni dei protagonisti della famosa “congiura dei Baroni” I cui spiriti ancora senza pace, pare, vaghino per le segrete del maniero reclamando giustizia.

 

Il re Ferrante nell’agosto del 1486, usando come stratagemma il falso matrimonio di una sua nipote, invito’ a corte i più importanti Baroni del Regno per invitarli ad un sontuoso banchetto che si teneva nella sala Aragonese del castello.

Con inganno, ad un certo punto del banchetto, chiuse le porte e fece arrestare ed imprigionare tutti i baroni ribelli ritenuti i principali responsabili della congiura tramata contro di lui ed appoggiata da papa Innocenzo VIII.

L’arresto avvenne nella gran sala che da allora e’ indicata come “la sala dei baroni“.

 

Il 13 novembre 1486, alla presenza della nobilta’ e del popolo fu pronunciata la dura sentenza di morte per Antonello Petrucci, il conte di Sarno, il conte di Carinola ed il conte di Policastro. Furono tutti e quattro uccisi nelle carceri ed imbalsamati in alcune casse.
Ancora oggi, nelle ore notturne si possono ascoltare i loro lamenti provenire dai misteriosi sotterranei.

 

CURIOSITA’ : Ultimamente nella famosa galleria borbonica , nel tratto  di Pizzofalcone,  durante alcune  operazioni  di scavo sono state  ritrovate le ossa con denti aguzzi appartenenti probabilmente al leggendario coccodrillo assassino  . Dopo aver  infatti rimesso insieme tutti i pezzi dell’animale si è stabilito che si tratterebbe di un coccodrillo del Nilo e probabilmente  di proprio quello  che si cibava dei prigionieri rinchiusi nel Maschio Angioino.

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