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Ma sarebbe ingiusto ricordare quelle settimane soltanto attraverso il degrado.
Quando cominciò la vaccinazione, la risposta della città fu enorme. Si formarono file interminabili davanti ai centri sanitari; medici, infermieri, volontari e cittadini parteciparono a una mobilitazione che in pochi giorni assunse dimensioni straordinarie. A Ponticelli nacque uno dei primi centri di vaccinazione e anche la Sesta Flotta americana contribuì mettendo a disposizione apparecchi per vaccinare rapidamente grandi quantità di persone. L’emergenza venne contenuta nel giro di poche settimane.

Eppure, insieme al colera, Napoli dovette combattere contro qualcosa di diverso.
Una parte della stampa italiana e internazionale tornò a descriverla attraverso immagini che sembravano provenire dall’Ottocento: vicoli, sporcizia, miseria, bassi, mare infetto. La città reale, con le sue gravissime responsabilità amministrative e i suoi problemi igienico-sanitari, finì spesso per confondersi con una rappresentazione più semplice e più feroce: Napoli stessa come malattia.





