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Il 31 gennaio del 1836 Napoli improvvisamente si fermò.
Maria Cristina di Savoia, prima moglie di Ferdinando II di Borbone e regina delle Due Sicilie a soli 24 anni , moriva di parto dando alla luce il suo unico figlio, Francesco, destinato a diventare l’ultimo re delle Due Sicilie, il celebre Francischiello.


La sfortunata Maria Cristina aveva solo ventiquattro anni, ed era stata regina per appena soli tre anni durante i quali si comporto’ come una persona profondamente religiosa, al punto da sembrare fuori tempo persino per l’Ottocento. Bigotta, dissero in molti, forse con un pizzico di cattiveria: fu lei a imporre alle ballerine del San Carlo i famosi mutandoni neri fino alla caviglia, per salvaguardare il decoro suscitando in città non poche polemiche .
Nonostante ciò, il popolo napoletano la ricordò con affetto, attribuendole il soprannome di “reginella santa”.

Lo storico britannico Harold Acton la definì senza mezzi termini: «una vera monaca, sotto ogni punto di vista».
E in effetti la sua vita da regina era scandita più da preghiere che da feste di corte. Passava ore sulla Bibbia, notti intere a recitare il rosario, donava tutto ciò che possedeva in opere di carità. Fece persino costruire una cappella dentro la sua camera da letto, così da poter assistere alla messa anche quando era indisposta.
Ma il dovere di una regina, oltre a pregare, era quello garantire la continuazione della dinastia e Maria Cristina desiderava ardentemente dare un erede a Ferdinando II. Così, nonostante la sua indole ascetica, di notte si concedeva ai doveri coniugali. La tradizione racconta che indossasse una camicia da notte con una scritta ricamata che diceva tutto di lei:

«Non lo fo per piacer mio, ma per far piacere a Dio».

Il figlio, però, tardava ad arrivare.
Allora Maria Cristina per ottenere un figlio
fece un voto alla Madonna di don Placido, al Gesù Vecchio: se fosse rimasta incinta, avrebbe donato alla Vergine il suo abito da sposa. La grazia arrivò, e la promessa fu mantenuta. Ancora oggi quel vestito è lì, delicato, commovente, comme ’na vota, a testimoniare una fede assoluta, quasi disarmante.

Destino volle che la giovane sfortunata regina mori’ dando alla luce il figlio Francesco tanto desiderato e destinato a diventare l’ultimo re del Regno delle Due Sicilie, noto come Francischiello.
Come tutti i Borbone fu seppellita nella Basilica di Santa Chiara, nella cappella a destra guardando l’altare.


La devozione popolare verso la regina iniziò subito dopo la sua morte. Il processo di beatificazione, avviato per volontà di Ferdinando II, portò alla proclamazione di Maria Cristina come venerabile nel 1859 e beata nel 2014.
A Napoli il suo nome resta legato al viale Maria Cristina di Savoia, testimonianza urbana della memoria di una sovrana breve ma profondamente significativa nella storia borbonica.

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