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Nata a Napoli il 10 gennaio 1843 da Francesco, duca di Caprigliano e da Paolina Capece Minutolo, questa incredibile grande donna della nostra città, visse in un ambiente particolarmente fervido di stimoli, soprattutto quello della famiglia materna. La madre, infatti, insieme alle sorelle, a Teresa Filangieri e Laura Acton raccoglieva intorno a sé un’élite culturale femminile molto radicata nella Napoli di inizio Ottocento.
Profonda conoscitrice del latino, del greco, della musica e delle arti, sposò in età da matrimonio, il dotto umanista Francesco Pignatelli della Melissa, principe di Strongoli, ultimo discendente di una delle più illustri famiglie partenopee, che avevano manifestato sin dalla rivoluzione napoletana del 1799, una fervida passione politica.
Vivendo in questo clima culturale, Adelaide, pur seguendo il percorso dell’impegno filantropico, che tradizionalmente era segnato per le nobildonne, animata da una solida preparazione umanistica e da un vivo interesse per la cultura, Adelaide divenne il fondamento di una visione moderna della società, nella quale l’istruzione rappresentava il principale strumento di emancipazione.
Adelaide del Balzo Pignatelli comprese con lucidità che il progresso di una società non poteva prescindere dalla formazione delle donne. Non si limitò a sostenere questa idea sul piano teorico, ma la tradusse in iniziative concrete. Un momento decisivo della sua vita arrivò nel 1891, quando assunse la guida del complesso educativo di Suor Orsola Benincasa.
Per fare tutto ciò non esitò, con l’aiuto di Benedetto Croce, a individuare e scegliere per il Suor Orsola i docenti migliori tra cui l’italianista Nicola Zingarelli, lo storico dell’arte Adolfo Venturi, lo storico Giuseppe De Blasiis, il vulcanologo e geologo Giuseppe Mercalli, la scienziata Marussia Bakunin Ogliarolo e il filosofo Giovanni Gentile.
Quando il 13 febbraio nel 1900 alla Camera dei Deputati si discusse del diritto allo studio delle donne l’onorevole Tozzi, additò il Suor Orsola Benincasa come un modello di riferimento.
Il suo impegno le valse il riconoscimento di numerose istituzioni culturali. Fu tra le poche donne ammesse all’Accademia Pontaniana, una delle più antiche e prestigiose accademie italiane. Un risultato che testimonia il prestigio intellettuale raggiunto in un’epoca in cui gli spazi della cultura ufficiale erano ancora largamente riservati agli uomini.
La modernità di Adelaide è attestata ancora da un’altra scelta coraggiosa, quella di farsi affiancare in qualità di direttrice delle Scuole e del Convitto da Maria Antonietta Pagliara, una pedagogista froebeliana che, a seguito di nomina reale, dal 1901 fu la prima donna in Italia a guidare un istituto universitario.
N.B. La stretta collaborazione tra Adelaide e Maria Antonietta, che vestiva sempre l’uniforme delle femministe inglesi, portò alla realizzazione del progetto di riforma degli istituti femminili industriali e commerciali e per le facoltà di scienze domestiche che, nel 1906 la Pagliara presentò al ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio.



