Andrea belvedere nato a Napoli nel 1652 , e’ stato uno dei piu’ importanti pittori interpreti di  natura-morta europei attivi tra sei e settecento.

Iniziò a dipingere sul finire degli anni 1660 a Napoli dove si avvertiva ancora la pittura di fiori e natura morta diffusasi  nei cinquant’anni precedenti ad opera di artisti quali Giacomo e Giuseppe Recco , Giovan Battista Ruoppolo e Paolo Porpora .

Nel periodo giovanile si dedicò’ al tema del vaso con pochi fiori: le sue prime opere furono infatti due dipinti con Garofani e tulipani nella bottiglia di vetro , che oggi potete ammirare nel bellissimo Miseo Correale di Terranova a Sorrento insieme ad un altro suo grande dipinto che mostra una Ghirlanda di fiori con amorino.  Sempre alla sua età giovanile sono da attribuire due dipinti à pendant con Garofani e Tulipani in vasi rossi  conservati invece nel Museo Nazionale di Capodimonte .

A imitazione di Giuseppe Recco dipinse la Natura morta di pesci per poi abbandonare le tradizioni della scuola naturalistica napoletana a partire da un suo dipinto eseguito intorno al 1680 chiamato Ipomee et boules de neigesCon questa composizione l’artista  incomincio infatti a dare maggiore importanza alle possibilità espressive della pittura di genere. 

Dopo il 1685 e fino alla partenza per la Spagna fu il periodo migliore della sua carriera artistica.

Dipinse le Anatre e fiori (Palazzo Pitti ), Fiori,frutta e anatre, ( Museo Correale di Terranova )Fiori e frutta in un paesaggio ( Museo del Louvre ) che poneva attenzione alla tessitura della luce. Probabilmente in un momento successivo dipinse ancora i Fiori nella conca di rame(Museo Correale); in questa tela è chiara l’influenza della scuola francese .

La sua produzione denota da questo momento infatti influenze che travalicano i confini della scuola napoletana, guardando agli esempi spagnoli di Juan de Arellano, dei fioranti nordici .A lui si deve l’evoluzione in chiave rocaille di questo peculiare genere pittorico, giungendo grazie ad una sua straordinaria sensibilità poetica , ad atmosfere romantiche, sia pur sfarzose nella loro carica ornamentale.  Cio’ si avverte in modo particolare durante e dopo il soggiorno spagnolo presso la corte di Carlo II , dove nel  1694 si trasferì chiamato su consiglio di Luca Giordano per  collaborare alla decorazione dell’Escorial . 

Nel suo nuovo ruolo di pittore al servizio del re , costretto ad un ruolo di secondo piano sotto le direttive del Giordano egli nel dipingere tele che assumono dimensioni monumentali, accentuò le caratteristiche decorative, in contrasto con la sua precedente produzione. 

Nel 1700, alla morte del re Carlo II tornò a Napoli con un vitalizio e abbandonò la pittura per dedicarsi al teatro , forte della sua notevole cultura, in filosofia, teologia e lettere.

Non ebbe figli, ma si formarono alla sua bottega Nicola Malinconico,  Gaspare Lopez e Tommaso Realfonso ( Masillo ), protagonisti della natura morta napoletana nel Settecento.

Mori a Napoli nel 1652 

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