Il Parco Vergiliano a Piedigrotta è un luogo permeato di storia, cultura, arte e leggende.
Si trova a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Mergellina , alle spalle della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta , a circa venti metri prima dell’ ingresso della galleria Quattro Giornate.
Nel parco situata nel punto piu’ alto , e’ presente un colombario cioe’ una costruzione funebre contenenti molte nicchie ( da qui il nome colombario ) assai diffusa in età romana.
Il primo importante munumento storico che troviamo all’apice della prima passeggiata nel parco è quella denominata “edicola del vicerè”.
Questa edicola in piperno con due iscrizioni venne costruita nel 1688 per volere del viceré Pietro Antonio d’Aragona che si interessò a nuovi lavori di ristrutturazione per migliorare la via di comunicazione e di accesso ai bagni termali della zona flegrea, da sempre considerati luoghi piacevoli e dai prodigiosi poteri curativi.
Delle due iscrizioni: la prima celebra la terra di Napoli, Pozzuoli e Baia e le stazioni termali, capaci di eliminare ogni malattia.
La seconda, scritta dal medico Sebastiano Bartoli, presenta nel dettaglio i nomi e i benefici di questi luoghi, da Agnano fino a Pozzuoli, e celebra la tomba attribuita al poeta Publio Virgilio Marone.
Contimuando a salire dopo una prima curva noerete che in questo posto esiste un altro monumento funebre molto importante, che è la tomba di Giacomo Leopardi.
Leopardi morì a Napoli in un periodo in cui vi era una epidemia di colera in virtù della quale le spoglie dei defunti venivano gettate in fosse comuni, ma Antonio Ranieri, colui che lo accompagnònel suo periodo a Napoli, fece interessare della questione il ministro della Polizia e ottenne che le spoglie fossero inumate a Fuorigrotta nella chiesa di San Vitale; le spoglie poi nel 1939 furono trasportate a Mergellina in questo parco dove sopra la tomba fu posto un altare su cui è inciso il nome del poeta.
Le sue spoglie furono qui deposye dopo una cerimonia ufficiale alla presenza delle autorità civili e una commemorazione tenuta dallo scrittore Giovanni Papini.
La tomba di Leopardi è stata dichiarata monumento nazionale il 4 luglio 1817per decreto del re d’Italia Umberto I
CURIOSITA’: A Recanati il “Sacello Leopardiano” lega idealmente le due città, onorando la memoria del poeta con pietre della prima sepoltura ricomposte in un nuovo monumento.
Più avanti alla fine della strada troveremo invece una stretta scalinata che ci porta verso quel luogo che accoglieva le spoglie di Virgilio, purtroppo andate disperse in epoca medievale e qui poi sepolte secondo leggenda ,
Virgilio aveva installato il proprio giardino ricco di erbe mediche di ogni tipo, grazie alle quali egli operava vari incantesimi .
A Virgilio infatti erano attribuiti grandi poteri magici e secondo una leggenda la galleria fu aperta dal poeta latino in una sola notte, ma in realtà oggi sappiamo che fu costruita in età romana dall’architetto Cocceio. Fu considerato in eta’ medievale dai napoletani il patrono della citta’ per i vari incantesimi che secondo leggenda fece a protezione di Napoli.
Probabilmente all’origine del mito fu proprio la crypta neapolitana, cioe’ una lunga grotta rettilinea di circa 700 metri scavata nel tufo che fu realizzata dall’architetto Lucio Cocceio per permettere alle truppe di raggiungere Puteoli da Neapolis senza passare per la più lunga via ante – Agnanum (odierna Antignano al Vomero).
Il cunicolo fu chiamato ” cripta Neapolitana ” ed indicata come ” grotta di Cocceio ” appunto dal nome del costruttore .
Una diceria vuole pero’ che Virgilio , circa 40 anni prima della nascita di Cristo,abbia evocato dal nulla un gruppo di demoni infuocati affinché potessero scavargli una grotta lunga un chilometro ai piedi di una collina. Un’apertura a mò di acquedotto che avrebbe rifornito le città e i paesi circostanti.
Il lavoro si sarebbe completato in una sola notte, se non fosse passato di lì un cittadino che, gridando impaurito verso i lampi di luce e il frastuono del lavorìo, mise in fuga gli spiriti infernali che si volatilizzarono nel nulla. Questi lasciarono il lavoro quasi ultimato, poiché soltanto per altri 100 metri il tunnel sarebbe stato costruito.
Descritta da Seneca come angusta e buia, la grotta subì diverse modifiche ed allargamenti sia sotto gli aragonesi (che lasciarono diverse epigrafi ad indicare l’opera di profondo restauro) che da parte prima degli spagnoli e poi dei Borbone, fino ad arrivare alle ultime opere di consolidamento volute da Giuseppe Bonaparte a inizio XIX secolo, che dotò la galleria, storicamente buia, di un impianto di illuminazione con lampade a gas.
Il ritrovamento di un bassorilievo in marmo raffigurante il dio Mitra all’interno della galleria ha lasciato ipotizzare l’esistenza di un luogo di culto già dai tempi antichi, probabilmente connesso alla cappella costruita ai piedi della grotta, dedicata appunto alla Vergine di “Piedigrotta”.
Originariamente si svolgevano comunque nella crypta Neapolitana feste pagane dedicate a Priapo, dio della Fecondita’, e quelle legate al culto mariano della Madonna del serpente ( o Madonna dell’Hidria ) diffuso gia’ da tempo nelle colonie della Magna Grecia.
Le Feste pagane erano fatte di riti orgiastici e propiziatori per la fertilità (alle quali partecipavano giovani vergini ) che avvenivano proprio all’ingresso della tomba di Virgilio .
Nei riti “segreti” della fecondita’ le vergini ,designate da una sacerdotessa , venivano accompagnate in grotte sotteranee e denudate nel corso di una cerimonia ritenuta di fondamentale importanza.Il nudo iniziatico sara’ lentissimo a morire nei riti esoterici napoletani e si trasmettera’ nei secoli fino alle ” Tarantelle Cumplicate “che si tenevano nella grotta di Piedigrotta .Distesa su una” pelle marina ” ottenuta con unione di diverse pelli di pesci del golfo , la vergine veniva posseduta da un giovane vestito a sua volta da pesce .
Il rito richiama la leggenda della sirena Partenope ,assimilandone il corpo trovato morto su una spiaggia del golfo a un seme che, sepolto nella terra che lo accogliera’, fecondera’ i lidi partenopei.
La chiesa cristiana che male tollerava queste pratiche pagane nell’area della ”Crypta Neapolitana” e della Tomba di Virgilio, nel corso dei secoli si prodigo’ molto al fine di opporsi a questi antichi rituali nel tentativo di trasformare il il culto pagano di Virgilio ( il monte prendeva il nome da Virgilio ) con quello della Vergine ma sempre inutilmente poiche’ esso era forte e persistente .
Il momento fu propizio fu quando la Vergine apparve proprio in quel periodo a tre diverse persone pie e devote( una monaca, un eremita e un monaco benedettino ) a cui la Madonna chiese che venisse edificata in quel luogo una chiesa in suo nome .
Sul luogo vi fu edificato un santuario dove pian piano si sostitui’ il culto di Virgilio con quello della Vergine ed il monte muto’ nome in monte Vergine ; cosi ‘ al posto del mitreo , dove si trovava un saccello e si praticavano riti in onore di Priapo , sorgera’ una cappella di cui e’ ancora possibile ammirare un affresco della madonna odigitria ( cioe’ colei che indica la direzione ) all’ imboccatura del tunnel oramai chiuso.
Laddove vi era in passato un saccello ed ora presente un effige sacra , per ambivalenti significati divenne un luogo di venerazione e di pellegrinaggio collegato alla fertilita’ .
Il potente potere del talismno fallico di Priapo , portatore di buona sorte , continuava quindi fortemente a resistere e giovani spose e donne infertili si recheranno in pellegrinaggio nei secoli successivi per chiudere la grazia della fertilita’.
Siccome pero’ l’eco dei riti orgiastici , nonostante questo era ancora forte , una vera e propria chiesa verra’ edificata quasi a chiudere la bocca alla licenziosa grotta . La festa pagana fu quindi finalmente sostituita con quella cristiana dedicata alla Vergine di Piedigrotta.
Il culto di Priapo e’ tra i piu’ antichi riti misterici napoletani e ancora oggi anche se in forma diversa appare nella cultura partenopea ; i famosi cornicelli portafortuna presenti in ogni angolo di strada presso numerosi venditori sono in effetti niente altro che un abile metanorfosi per velare agli occhi del perbenismo cattolico il fatto che in quegli innocenti cornetti rossi si nasconde il potere talismano fallico di Priapo. ( il nome deriva da pri(h)a’pos ” colui che ha sul davanti un hapos, cioe’ un pene.
Il corno e’ il simbolo per eccellenza della scaramanzia napoletana.Spesso viene sostituito alle porte o ai balconi da cascate di peperoncini rossi , che con i loro semi piccanti hanno la funzione simbolica di allontanare le malelingue.
Oggi si e’ perduto il senso della sua funzione : lo si accarezza senza sapere il perche’.Il corno , infatti, non e’ altro che la stilizzazione del fallo del Dio greco-romano Priapo, custode dei campi, protettore del malocchio e Dio della prosperita’ della casa e della pesca.
Nell’immaginario napoletano e’ piu’ evidente la funzione del corno come antidoto contro il malocchio; esso e’ inteso come un ” portabene ” che esorcizza il male e la negativita’.
Per anni la festa di Piedigrotta e’ stata certamente la piu’ amata dal popolo e dai nobili ; Angioini , Aragonesi ma sopratutto i Borboni fecero della ‘parata di Piedigrotta ‘, un momento di festa ideale per far dimenticare ai napoletani tutti i guai e la poverta’. Per nove sabati gruppi di devoti arrivavano a Napoli in pellegrinaggio per chiudere miracoli o ringraziare la Madonna .Si pregava , si mangiava e si cantava.
Per anni la festa continuatasi nei secoli , era caratterizzata da processioni , carri allegorici sagra di canzoni , luminarie e fuochi d’artificio a cui partecipava tutto il popolo.
In questo posto magico posto oltre al monumento funebre alla memoria di Giacomo Leopardi,e quello di Virgilio, esiste anche un percorso botanico – letterario alla riscoperta dei versi delle bucoliche di Virgilio e delle opere di Leopardi e soprattutto tante antiche epigrafi e numerosi reperti archeologici.
E’ possibile anche attraversare un piccolo pezzo di acquedotto romano per giungere davanti ad un affresco medievale raffigurante un santo e trovarsi di fronte alla madonna con bambino che probabilmente diede origine al culto della Vergine a Piedigrotta.
Curiosita’:All’interno del parco si conserva un lungo tratto dell’acquedotto romano, meglio noto come acquedotto augusteo, realizzato per raccogliere l’acqua dalle fonti del
Serino in provincia di Avellino. Costruito tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., l’acquedotto riforniva le popolose città di Napoli (Neapolis) e di Cuma (Cumae) e le flotte militari nel porto di Pozzuoli (Puteoli) e di Miseno. Il condotto era scavato nel tufo e in parte realizzato su ponti canali, come i Ponti Rossi o il tratto di recente ritrovato nel quartiere Sanità. Dal 1883 è visibile un tratto in cui sono presenti alcune iscrizioni graffite che ricordano l’ispezione del 65 d.C. di un funzionario di nome Macrinus, a seguito dei danni causati da un terribile terremoto.
Per concludere, nell’invitarvi a visitare questo incredibile posto della nostra città, voglio ricordarvi solo accennarvi al fatto che qesto è il posto ideale se volete rilassarvi da caotico turismo presente oramai in città . Dal suo tranquillo piccolo belvedere presente prima dell atomba di Virgilio si può anche ammirare uno dei bellissimi panorami sulla nostra città.
ARTICOLO SCRITTO DA ANTONIO CIVETTA