PALAZZO DONN’ANNA

Palazzo Donn’Anna , a picco sul mare ,e’ in assoluto il posto piu’ suggestivo della citta’ .

La storia del palazzo ,tra misteri e leggende si intreccia con l’affascinante figura di Anna Carafa che lo abito’ e gli diede il nome.

La sua posizione a picco sul mare lo rende un luogo affascinante e suggestivo, ricco di misteri e segreti che incuriosiscono e hanno da sempre stuzzicato la fantasia del popolo napoletano .

Il palazzo fu costruito alla fine del 1600 per volere di donna Anna Carafa (consorte del vicerè Ramiro Nùňez de Guzmàn, duca di Medina de la Torres) la quale commissionò il progetto al più importante architetto della città in quel periodo ,il famoso Cosimo Fanzago.

 La bella donna volle fortemente per se la piccola reggia sul mare ma accessibile da terra dove si rinchiuse quando il destino la lascio’ unica erede della famiglia sino alla morte .

Donn’Anna , fece del palazzo un luogo famoso dove tutta la nobiltà spagnola accorreva alle magnifiche feste che  ella teneva nella grande sala del palazzo .Accorreva a queste feste  tutta l’alta aristocrazia della città ed il posto divenne celebre in città durante il periodo vicereale come luogo di feste e di sollazzi per la gente patrizia .

Intorno al palazzo si svilupparono pettegolezzi , racconti , storie , intrighi e numerose leggende.

I luoghi protagonisti  di queste leggende  sono stati sopratutto  i sotterranei del palazzo intorno ai quali  si narra che si sentano tutt’oggi le grida degli amanti di donn’Anna o secondo altri della Regina Giovanna.
Secondo molti invece  le grida che si sentono siano di un’ altra donna, della bella Mercedes de la Torres (nipote di donn’Anna, sorella del vicerè duca di Medina) la quale avrebbe amato , sbagliando Gaetano Casapesenna, allora amante di donn’Anna. La giovane scomparve misteriosamente.

Il palazzo nel corso del tempo  ha portato ad una sovrapposizione della bella Anna Carafa con la regina Giovanna d’Angiò ( che ha invece regnato molti anni prima dal 1343 al 1381 ).Il popolo napoletano ha confuso l’immagine di donn’Anna con quella di Giovanna d’Angiò, e quest’ ultima con la seconda Giovanna famosa soprattutto per le sue relazioni segrete e numerosi matrimoni.

Una strana sovrapposizione dovuta alla leggenda creatasi intorno ai pettegolezzi  del palazzo  ha condotto tra queste stanze la celebre regina Giovanna.  vissuta invece secoli prima .

Le due regine Giovanna invece erano due persone completamente diverse . Giovanna d’Angiò ,era una persona colta, raffinata,  prudente, gentile d’animo e di grande fascino, una donna certamente fuori dal comune che Boccaccio non esito’ a definire “gloria non solo delle donne ma anche dei re”.

Senza negare la sua poca castigatezza amorosa  che del resto e’ provata dai quattro mariti e dai numerosi amanti, non si può assolutamente  confondere la figura  della regina Giovanna d’Angiò con quella della nipote Giovanna II, la sorella di re Ladislao, (che fu regina con il nome di Giovanna II ), della quale sappiamo che fu perfida, crudele, istigatrice di guerre e donna dai facili costumi.

 Il misterioso palazzo sappiamo che fu a quei tempi  un  luogo ideale per illeciti incontri amorosi grazie certamente anche alla posizione e all’architettura stessa dell’edificio con tante segrete sale. Il  poter accedere per acqua e per terra, rendevano agevoli le ingegnose e studiate infedelta’ e galanti tradimenti delle nobili dame. Quindi numerosi furono allora gli scandali, le risse, e i duelli dei prodi amanti e mariti cavalieri.

Secondo leggende i sotterranei pare siano infestati dalle urla degli amanti della nobile Anna Carafa, trucidati dopo i rapporti amorosi ma sopratutto  come detto prima pare siano infestati dalle urla di un’altra donna ( tra l’altro supportato dai suoni inquietanti che si odono provocati dall’infrangersi delle onde del mare sugli scogli delle segrete).

Il fantasma che pare aleggi nell’affascinante e misterioso palazzo, e’ quello di Donna Mercede de las Torres, nipote spagnola di Donna Anna Carafa di Medina Coeli che spari’ senza lasciare tracce perchè colpevole di aver scelto come amante Gaetano di Casapesenna e di aver scatenato cosi’ la gelosia dell’altra vera amante, la bella e potente duchessa Donn’Anna Carafa, moglie del duca di Medina .

 

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