ISCHIA

 

Ischia e’ un’isola che si trova all’estremo settentrionale del golfo di Napoli ed è la terza isola italiana piu’ popolosa dopo Sicilia e Sardegna .

Essa era abitata sin dal periodo neolitico e rappresenta una forte attrazione turistica per italiani e sopratutto per stranieri provenienti da ogni parte del mondo .
La sua storia inizia Intorno al VII secolo a.c. quando alcuni coloni greci provenienti dall’isola di  Eubea  fondarono prima PITHECUSA ( oggi Lacco ameno di Ischia ) e poi , alla ricerca di una sede sulla terraferma quale  punto base per i loro continui traffici commerciali anche Cuma .
Fu chiamata dai latini , Pithecusa ( dal greco pithos = vaso ) cioe’ l’isola dei vasi o secondo altri l’isola della resina , una importante sostanza usata tra l’ altro per rendere impermeabili i vasi vinari . ( questo potrebbe venire da una caratteristica ricchezza di pinete e pini ancora presenti sull’isola ). Ai tempi degli antichi greci pare infatti che sull’isola vi fossero presenti molte botteghe di vasi di terracotta che meglio sfruttavano l ‘argilla di ottima qualità di cui l’isola era piena .


L’isola viene spesso anche chiamata con il nome di INARIME ( dal greco Arimois ) che fu adottato per la prima volta da Virgilio in alcuni versi dell’Eneide con l’ immagine del gigante Tifeo sepolto nella terra degi Arimi per volere di Zeus. Si tratta come è stata poi analizzato di un artificio poetico per ricordare a tutti la natura vulcanica dell’isola , molto simile alle terre infuocate del mitico popolo degli Arimi in Cilicia .

Il vulcanismo dell’isola , soggetta a terremoti , eruzioni e fenomeni di bradisismo che ne hanno mutato in parte l’aspetto nel corso dei millenni , come del resto è avvenuto in tutta l’area flegrea , è riflesso ancora oggi nelle leggende e nelle credenze popolari che scorgono nel verde profilo del monte Epomeo l’immagine cupa di un gigante per fortuna addormentato.

CURIOSITA’: Il gigante Tifeo , che secondo leggenda giace sotto quest’isola , normalmente dorme e quando si agita fa  invece venir fuori fiamme , acque e talora anche piccole isole con acqua bollente .

Il terzo nome con cui l’isola viene anche chiamata è ENARIA , ( in latino Aenaria ) , e questo pare che sia da collegare , secondo molti , all’eroe troiano Enea , la cui flotta , secondo tradizione classica , dovette riparare  in questo luogo , prima dell’approdo poi definitivo nel Lazio .

Secondo invece Xenagora , un autore alessandrino delI secolo a. C. , il toponimo avrebbe origine dalla parola greca pithekos , cioè scimmia , con riferimento alla leggenda dei Cercopi , i due fratelli gemelli , impostori e burloni , che erano stati trasformati in scimmioni e relegati sull’isola da Zeus , infastidito della loro arroganza . Per molti era anche infatti ” l’isola delle scimmie “.

L’antica piccola polis iniziale greca , chiamata Pithekoussai , secondo alcuni ritrovamenti archeologi aveva la sua acropoli sull’altura del monte Vico .

Le due insenature erano invece presenti una ad occidente , nella baia di San Montano e l’altra  ad oriente , lungo il moderno lungomare di Lacco Ameno . Alle spalle della baia di San Montano , nella omonima valle , gli scavi archeologici hanno messo in evdenza ad una profondità che varia dai quattro agli otto metri , una importante necropoli .

I materiali archeologici , molti dei quali ritrovati sotto la Basilica di S, Restituta , ha restituito alla luce notevoli quantità di ceramica che documentano l’intensa produzione nell’isola a quei tempi di vasi e terracotta a dimostrazione che ad abitare l’isola fosse una popolazione di mercanti ed artigiani non priva di un certo benessere e aperta ad influssi culturali esterni , oltre che scambi commerciali con la madrepatria .

Il documento archeologico comunque più famoso è la cosidetta Coppa di Nestore . Si tratta di una coppa per bere di circa 10 cm ( kotyle ) della seconda metà dell’VIII secolo  importata insieme ad altri vasi dall’isola greca di Rodi  . Essa è stata ritrovata tra gli oggetti del corredo di un ricco corredo funebre appartenente alla  tomba di un un bambino di Pitecusa morto ad appena 10 anni la cui famiglia doveva avere un importante livello sociale . La particolarità della coppa è nella sua iscrizione graffita , con tre linee di scrittura in alfabeto calcidese  che alludono alla famosa coppa descritta nell’Iliade di Omero.L’iscrizione si rifà infatti  a quanto descritto nell’XI libro dell’Iliade v. 632, in cui si narra della leggendaria coppa dell’eroe acheo Nestore, figlio del re di Pilo Neleo e di Cloride, tanto grande che occorrevano quattro persone per spostarla.

«Νέστορος [εἰμὶ] εὔποτον ποτήριον
ὃς δ’ ἂν τοῦδε πίησι ποτηρίου αὐτίκα κῆνον
ἵμερος αἱρήσει καλλιστεφάνου Ἀφροδίτης»

Io sono la bella coppa di Nestore, 
chi berrà da questa coppa subito lo prenderà
il desiderio di Afrodite dalla bella corona“.

Tre versi che inneggiano all’amore e alla bellezza che chi berrà da quella coppa avrà con sé. ed è scritta in  alfabeto euboico in direzione retrograda, cioè da destra verso sinistra, come usavano fare i fenici. Si tratta di un reperto importantissimo perchè  costituisce uno dei più antichi esempi di scrittura alfabetica  ed è anche  uno dei primi esempi di come i Greci presero in prestito l’alfabeto fenicio e lo usarono per fissare le proprie parole.

Tra le varie le ipotesi relative al frammento, quelle più accreditate si riferiscono a Nestore eroe acheo le cui gesta sono narrate nel XI libro dell’Iliade. Secondo qualche altro studioso, invece, Nestore è proprio il bambino sepolto che in antichità avrà forse avuto un ruolo centrale nella società pitecusana.

 

L’isola ha una particolare formazione a cono con il monte Epomeo al centro , un vulcano sommerso sprofondato negli ultimi centomila anni . Infatti l’intera isola non e’ altri che il picco del monte Epomeo , ultimo punto del vulcano ancora in superficie .

CURIOSITA’ : secondo antichi racconti , il monte Epomeo , al centro dell’isola , scosso da terremoti pare avesse eruttato fuoco e respinto al largo la terra tra se ed il mare . La parte di terra ridotta in cenere prima si sollevò in alto nel cielo , poi di nuovo investì l’isola come un tifone . Il mare a quel punto arretrò per oltra 550 metri per poi tornare dopo poco di nuovo indietro per inondare l’isola ed estinguere cos’ il fuoco . per il rumore gli abitanti della terraferma fuggirono dalla costa all’interno della Campania .

L’ isola è famosa per il suo mare cristallino , per le note localita’ balneari e le sue acque termali .
Da non perdere una passeggiata ad Ischia Porto , Borgo Sant’Angelo , Ischia Ponte con il suo Castello Aragonese , la spiaggia dei Maronti , Lacco Ameno con il famoso ‘fungo ‘, Forio, Barano d’Ischia , Casamicciola, Serrara Fontana e Panza .
Ischia è famosa sin dai tempi dell’antica Grecia per le proprietà curative e benefiche delle sue acque termali che troviamo citate nell’ILIADE di Omero e nell’ENEIDE di Virgilio, come anche da Plinio e Strabone. I greci utilizzavano le acque termali per ritemprare lo spirito e il corpo oltre come rimedio per la guarigione dei postumi delle ferite di guerra , attribuendo alle acque e ai vapori che sgorgavano dalla terra poteri soprannaturali e non e’ un caso infatti che presso ogni localita’ termale sorgevano tempi dedicati al culto di varie  divinita’.Le sorgenti di Citara , Buonopane , Casamicciola e Lacco Ameno erano sotto la protezione di Venere , delle Ninfe Nitrodi , di Apollo e di Ercole , come è attestato da numerose iscrizioni e rilievi votivi dedicati in particolare alle Ninfe Nitrodi ed Apollo.
I romani non solo la conoscevano , ma la esaltarono come strumento di cure e relax attraverso la realizzazione di terme pubbliche.
Ancora oggi sull’isola troviamo un luogo rimasto intatto dall’epoca , in cui imperatori e senatori romani si recavano per prendersi la loro dose di “otium e benessere”. Questo magico posto si trova sulla spiaggia dei Maronti, e il suo nome è “ Cavascura” un luogo ricco di vasche e grotte scavate nel tufo .
Le condizioni naturali e climatiche favorevoli hanno permesso agli abitanti dell’isola di creare un vero e proprio business fatto di parchi termali, centri benessere e terme all’aperto che ogni anno attirano tantissimi turisti.
Oggi , Ischia gode di rinomate sorgenti termali e talmente numerosi stabilimenti  da rappresentare una rinomata localita’ internazionale , famosa nel mondo per le cure e il bellissimo soggiorno .
I primi e più prestigiosi centri termali dell’isola di Ischia sorsero a Casamicciola dove già nell’800 le famiglie patrizie trascorrevano lunghe vacanze in stazioni termali sorte accanto alle ricche sorgenti di acqua calda. Una delle fonti di Casamicciola nota fin dalla antichità romana per le sue acque miracolose è quella del Gurgitiello.
Sul finire dell’800 furono costruite intorno ad esse ” Le Terme Fiola ” che possiamo senz’altro collocarla , tra le stazioni termali dell’isola che hanno fatto storia , frequentate da personaggi famosi e dalle nobili famiglie che da tutta Europa venivano a Casamicciola attratti dalla fama straordinaria delle sue terme.
Oggi le terme Fiola, circondate dal verde, poste in alto su una collina dove si respira un’aria particolarmente salubre e frizzante pur conservando intatto il prestigio di una antica stazione termale, sono state rinnovate e rese ancor più accoglienti .

Oltre a questo parco termale non possiamo non ricordare :

I Giardini Termali Aphrodite-Apollon a Sant’Angelo ; un enorme complesso termale ricco di piscine dotato di una spiaggia privata, bar e ristoranti.

Il Parco Termale Tropical , oasi di benessere dotato di un panorama mozzafiato e’ situato all’ingresso del famoso villaggio di pescatori Sant’Angelo d’Ischia, la parte più esclusiva ed incontaminata dell’isola . La posizione unica, rialzata su una collina a picco sul mare, offre un panorama incomparabile di S.Angelo .

Il Parco Termale di Castiglione nel comune di Casamicciola , circondato dalla natura, e con piscine riscaldate con acqua termale dalle molteplici qualità benefiche.
Un vero e proprio centro relax con panorami mozzafiato sul mare e sulla costa napoletana.

Il parco termale Negombo ,il centro termale più lussuoso e famoso di Ischia che sorge presso la Baia di San Montano.
Dotato di piante uniche e ricercate , e’ un vero trionfo di natura, tra fiori, piante tropicali ed alberi mediterranei , situati in una baia incantevole e rilassante ricca di vegetazione ( sembra di stare in Paradiso ).
La baia di San Montano è una delle più belle dell’isola, costretta nell’abbraccio di due verdi colline dove si mescolano natura e arte ( vedi lo splendido monumento di Arnaldo Pomodoro che rappresenta un’arco verde nel cielo ) e dove probabilmente un’unica giornata non basterà per godere di tutte le attrazioni e bellezze che offre questo meraviglioso parco termale.

I famosi Giardini di Poseidon a Forio. Il più grande parco termale dell’isola d’Ischia con più di 20 piscine affacciate sulla splendida Baia di Citara .
Questo parco rappresenta una vera chicca dell’isola, poichè si trova a picco sul mare e con le sue piscine arriva direttamente su una spiaggia privata. La struttura è composta da una grande sala interna con piscine riscaldate, saune e da numerose piscine esterne con acqua termale e di varie temperature.

Le cure termali sono raccomandate per il reumatismo articolare cronico, postumi di lesioni ossee ed articolari, per malattie della sfera genitale, per disordini metabolici, per tutti i disturbi di alterato ricambio organico, per la gotta, l’obesità, l’uricemia, per le gastriti, e la calcolosi ma anche per i trattamenti della bellezza.

Numerosi personaggi celebri hanno curato varie malattie del corpo come : Giuseppe Garibaldi , Cavour , Toscanini e tanti altri .

 

La località di Casamicciola fu purtroppo anche protagonista  nel mese di luglio del 1883 di un famoso e violento terremoto dove persero la vita numerose persone tra le quali i genitori del filosofo Benedetto Croce e la sorella di soli 13 anni , che si trovavano in vacanza  in quel periodo ad Ischia. Fu un terremoto disastroso durato 90 secondi , dove lo stesso Benedetto rimase «sepolto per parecchie ore sotto le macerie riportando la frattura del femore e del braccio destro
Un terremoto di grandissima intensità che fece 1784 morti e 448 feriti , rimasto come esempio terribile di distruzione nel modo di dire dei napoletani ( è succiess o terremot e casamicciola ) quando si vuole intendere un episodio negativo o una disgrazia.

 

 

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