Il gioco del fruscio era un gioco d’azzardo di carte  tipicamente molto in uso nelle tante taverne della nostra città nel periodo del  Seicento e Settecento .

Esso è quindi un  gioco molto antico e famoso e  veniva  giocato con un mazzo di 40 carte.

Ogni carto aveva un valoreche veniva classificato in punti:

Il sette per esempio aeva un valore di  21 punti – il sei valeva  18 punti – l’ asso  un valore di 16 punti – il  Cinque 15 punti – il  Quattro 14 punti – il  Tre 13 punti – il  Due 12 punti – le  Figure invece avevano un valore di 10 punti.

Ogni giocatore metteva la posta in gioco in un contenitore (piatto) comune e riceveva 4 carte: lo scopo del gioco era quello di realizzare una delle tre combinazioni vincenti previste. Il punteggio più alto del gioco era costituito proprio dal Primiera, cioè quattro carte di semi diversi, che valeva 84 punti, seguiva la 55, ovvero il sette ( che vave ( 21 punti ) , il sei (18 punti ) e l’asso ( 16 punti )dello stesso seme, e infine il Fruscio, 4 carte dello stesse seme. che valeva 70 punti .  Lo svolgimento del gioco prevedeva che ogni giocatore, a turno,poteva  scartare quante carte voleva  e prenderne altrettante dal mazzo. Vinceva chi, alla fine della mano, riusciva a realizzare una delle tre combinazioni vincenti. Durante le fasi del giocon laddove il punteggio che aveva un giocatore tra le mani  non era di suo gradimento, egli aveva la possibilità di effettuare uno scarto e sperare in un punteggio migliore per il passaggio successivo. Durante le mani di gioco  poteva ovviamente  capitare non solo di scartare un punteggio alto come quello del Fruscio, ma anche di non riuscire a beccare una Primiera e quindi peggiorare e  perdere tutto .

In caso di parità di combinazioni valeva il punteggio più alto, e in caso di ulteriore parità, vinceva la gerarchia del seme: Coppe • Denari • Bastoni .

Il punteggio più alto del gioco era costituito proprio dal Fruscio, cioè quattro carte dello stesso seme, seguiva poi la Primiera, .Risulta chiaro che, essendo il gioco basato sull’azzardo (non a caso è considerato l’antenato del poker), non si è mai sicuri di poter vincere, soprattutto rinunciando ad una combinazione certa, ad esempio il fruscio , per cercare di realizzarne una più importante.

Da questo gioco pare che derivi la famosa espressione napoletana Scarta fruscio e piglia primmera!
Scarta frùscio e piglia primera” Letteralmente: scarti “flusso” e pigli primiera. che se da quanto avate potuto notare  in realtà, sarebbe più corretto dire “scarta frùscio e (nun) piglie prmmera.

La famosa ’espressione,napoletana  può essere equiparata al “Cadere dalla padella nella brace” oppure a “Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che perde ma non quello che trova” o altri detti che invitano alla prudenza e sconsigliano le scelte più o meno avventate.

Secondo altri invece il gioco di carte in questione (la passatella) aveva come scopo principale quello di disporre della “passata”, che in questo caso era costituita da una bottiglia di vino pagata da tutti i partecipanti. I personaggi principali delle tavolate della passatella erano due, il padrone ed il “sotto”, cioè il secondo classificato che fungeva da stratega del vincitore. Il padrone, ovviamente, in veste di vincitore, poteva decidere di offrire da bere a tutti, ma nel far ciò doveva stare molto attento a non inimicarsi nessuno. Poteva, infatti, capitare di essere costretti ad offrire da bere anche ai propri nemici di gioco nel caso in cui questi fossero amici del “sotto”, tutto ciò per evitare un’eventuale vendetta del proprio stratega. Lo scopo finale del gioco era quello di far bere tutti, tranne un solo partecipante, che sarebbe poi divenuto lo zimbello del gruppo.

 

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