RIONE TERRA

 

Fu il primo insediamento urbano, nonche’ acropoli, rocca, castrum e centro religioso di Pozzuoli.

Il primo nucleo abitativo della citta’ fu fondato su una piccola altura , una rocca ,circondata sui tre lati dal mare , per controllare al meglio gli arrivi di eventuali nemici e controllare lo sbarco mercie .

A fondarla fu un gruppo di fuggiaschi provenienti da Samo giunti nel 530 a.c. che chiamarono questo loro insediamento urbano con il nome di Dicearchia cioe’ ” giusto governo “.

Nel 194 la citta’ divenuta colonia romana , assunse il nome di Puteoli per la presenza di piccoli pozzi di sorgenti minerali .

Fu scelta in epoca Augustale ,come punto di approdo per la rotta del grano che collegava Roma con l ‘Egitto . In questo periodo il Rione Terra svolse l’ importante funzione di Agropoli della citta’ al cui interno si ergeva il celebre Capitolium .

Pozzuoli per secoli è stato, prima della nascita di Ostia, il maggior porto di Roma e conseguentemente la città ne giovò acquistando potenza economica e militare .

Con la nascita del porto di Ostia prima ed il decadimento dell’Impero Romano poi, Pozzuoli cadde velocemente in declino, fino a che la vasta città che si estendeva fino a comprendere la moderna Bacoli, si ridusse proprio alla piccola rocca del rione Terra.

Il Rione Terra nei secoli successivi svolse un ruolo difensivo importante per la citta’ divenendo il Castrum Puteolanum e assumendo la denominazione “Terra ” nel senso di ‘ Terra Murata ‘ , centro fortificato e abitato della citta’.

Agli inizi del 500 in seguito all’ eruzione del Monte Nuovo (del 1538 ) , il vicere’ don Pedro Alvarez de Toledo , promosse la rinascita della citta’ facendosi costruire una dimora proprio ai piedi del Rione Terra ed esentando dal pagamento delle tasse i Puteolani .
Questo comporto’ grandi cambiamenti sul piano urbanistico dovuti alla grande ricostruzione che segui’ in quegli anni .
Nel 600 , vi furono altri interventi urbanisti nel Rione che pero’ stavolta si concentrarono sopratutto sul Duomo , trasformato per volere del Vescovo Martino de Leon y Cardenas in una cattedrale in stile barocco .
Nel tempo , in seguito al dislocamento di tutte le maggiori attivita’ economiche ed amministrative fuori dal territorio ed ai continui fenomeni bradisismici si verifico’ una condizione di totale degrado del Rione . A seguito poi dell’ avvenuto incendio del Duomo del 1964 e ai successivi movimenti bradisismici segui’ l’abbandono definitivo del quartiere .
Per effetto del bradisismo, fu evacuato il 2 marzo 1970 ed oggi finalmente , dopo un lungo periodo di abbandono e di spoliazione, sono stati avviati i lavori di recupero e valorizzazione, tuttora in corso.
Gli interventi di scavo iniziati nel 1993 , dopo l’ incendio del 1964, ha portato alla luce l’antico Tempio d’Augusto insieme all’ intero assetto urbanistico dell’antica Puteoli e al perfetto condotto fognario principale della citta’ .
Quello che viene definito il “Tempio di Augusto” fu il Capitolium della città ; esso fu rifatto dall’architetto Lucio Cocceio Aucto in età augustea in belle forme corinzie per volere del ricco mercante puteolano Lucio Calpurnio , e successivamente poi adattato a chiesa cristiana tra il V e il VI secolo .
Fu in seguito barocchizzato sotto l’episcopato di Martino de Leòn y Càrdenas
Eccezionale appare lo stato di conservazione della struttura urbana, e la sua stratificazione edilizia, con le macine ancora intatte , i vicini e numerosi piccoli ambienti attribuiti ad un lupanare ed il pistrinum (bottega di mugnaio-fornaio), Si scende, poi, nel larario ipogeo, riccamente decorato (dodici divinità e fatiche di Ercole), e si risale infine sul decumano di via Duomo.
Attualmente è visitabile un lungo tratto dell’interessante percorso archeologico sotterraneo.
L’itinerario inizia da un androne di largo Sedile di Porta e, dopo una deviazione per la visita ai locali sotterranei (horrea) di palazzo Migliaresi, si sviluppa lungo un ampio decumano, ritenuto il maximus, fiancheggiato da tabernae, che si interseca con uno stretto cardine. All’incrocio si apre l’ingresso alle terme pubbliche che, mediante una ripida scala, conduceva al piano superiore. Nel tratto iniziale del decumano è evidente l’opera di pedonalizzazione – attuata nel periodo neroniano, con la creazione di un porticato sul lato sinistro che restringe vistosamente la sede stradale.
Numerose sono le cisterne a vari livelli e di diverse epoche, per la raccolta dell’acqua piovana, indispensabile per la vita della cittadella, molte delle quali, assieme ad alcuni criptoportici, furono destinate a fosse comuni.
Sono state in questi anni di duro lavoro ritrovati interessanti frammenti architettonici e sculture in marmo , e numerose copie romane di opere greche classiche come la famosa e bellissima testa fidiaca di Atena Lemnia ( esposta nel museo al castello di Baia ).
La maggior parte del materiale riportato alla luce durante gli scavi e’ esposto al Museo Archeologico dei Campi Flegrei al Castello di Baia .

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