PALAZZO SAN GIACOMO

Il Palazzo e’ sede del Municipio di Napoli dal 1861 .
Il palazzo nasce come quartiere generale dei ministeri borbonici e delle segreterie di Stato , concepito dagli architetti Gasse ( Stefano e Luigi) con facciata in stile neoclassico e tre portali ; da quello centrale si accede al vestibolo con le statue di Ruggero il Normanno e Federico di Svevia di Antonio Cali’ .
Palazzo San Giacomo deve il suo nome al fatto che precedentemente sorgeva al suo posto un convento ( commissione di Pedro de Toledo ) con funzioni di ospedale destinato alle cure degli infermi e degli indigenti di nazionalita’ spagnola. Il tutto ancora testimoniato dalla presenza della chiesa del 500 di San Giacomo degli Spagnoli.
Per supportare economicamente il complesso nacque il Banco di San Giacomo ( che venne soppresso insieme a chiesa e ospedale da Gioacchino Murat nel 1809) poi accorpato e trasformato con la restaurazione borbonica nell’antenato del Banco di Napoli , il Banco delle due Sicilie.
Nel 1816 re Ferdinando I decide di costruire un nuovo palazzo per i suoi ministri e sceglie l’ area di un complesso appartenente alla confraternita dei nobili spagnoli di Santiago .
Questi era formato da una chiesa ( di San Giacomo ) , un carcere per gli spagnoli ed il banco di San Giacomo . Tutti questi edifici furono abbattuti meno la chiesa tutt’ora incorporata in quello che e’ chiamato Palazzo San Giacomo .
Nella chiesa vi e’ il sepolcro di don Pedro de Toledo eseguito da Giovanni di Nola .
Il sepolcro mostre il vicere’ in preghiera raffigurato a grandezza naturale insieme alla moglie Maria Ossorio Pimental.
Il monumento e’ famoso e conosciuto per la presenza di due statue piuttosto scollacciate .
Nel Palazzo San Giacomo , sul pianerottolo della prima rampa dello scalone , nell’atrio tre le due rampe che portano al piano superiore poggiata su un basamento di piperno troviamo una testa femminile in marmo del periodo greco , ritrovata nel 600 nei pressi di Piazza del Mercato : MARIANNA ” A CAPA E NAPULE” .
Il popolo la considerava un po’ come il simbolo della citta’e la chiamo’ affettuosamente
~. DONNA MARIANNA A CAPE E NAPULE ~.
Non è chiaro quando la “Capa di Napoli” sia stata soprannominata “Donna Marianna”; secondo alcuni l’appellativo le fu dato nell’Ottocento, quando venne collocata di fronte alla Chiesa di Santa Maria dell’Avvocata. Qui era conservato anche un busto della Santa commemorata durante la festa di Sant’Anna; per quest’analogia con il busto e con la Santa, forse ‘a Capa ‘e Napule divenne “Donna Marianna”.
Durante la festa religiosa in onore di Sant’Anna, le popolane avevano il compito di abbellirla con fiori e nastri per poi inscenarvi danze e balletti tutt’intorno.
La grande testa di marmo si vuole che fosse la statua della sirena Pertenope , la mitica fondatrice di Neapolis , che si trovava sulla collina denominata appunto ‘ Caponapoli’ dove c’era il sepolcro della sirena .
Altri dicono che si trattasse dei resti della statua di Cibele (Rea) madre di Zeus che doveva probabilmente essere collocata come statua di culto all’interno di un tempio della Neapolis romana.
Le sue fattezze e in particolare l’acconciatura dei capelli hanno fatto dire agli esperti che si tratta di una statua greca erette dov’e ora la chiesa di San Lorenzo Maggiore .
Nel vissuto quotidiano la Capa ‘e Napule non godeva di una buona fama; infatti, chiunque avesse la testa grossa e informe era solitamente schernito dalle popolane con il detto: Me pare donna Marianna, ‘a cape ‘e Napule.
Ci riferisce il Summonte , che un certo Alessandro di Miele trovo’ la statua abbandonata , la fece mettere su una base di piperno e la colloco’ nei pressi della chiesa del Carmine in Piazza Mercato , di fronte alla chiesa di San’Eligio in modo che dalla sua casa potesse vederla.
Da quel punto do osservazione , donna Marianna , e’ stata testimone dei piu’ importanti avvenimenti storici della nostra città’. Partecipe di ogni evento rivoluzionario che ha lascito su di essa le tracce della violenza e del vandalismo .
Di solito la povera Marianna ci rimetteva il naso , che sedati i tumulti , veniva puntualmente rifatto spesso da mani inesperte che davano a quel volto un aspetto ridicolo .
Inoltre gli improvvisati restauratori verniciavano la statua con soluzioni biancastre che cancellavano la patina del tempo , l’ unica bellezza che essa potesse vantare.
Alla fine dell’800 , la statua rimase ancora senza naso e gliene fu rifatto uno nuovo che dovrebbe essere quello visibile oggi . Non e’ un capolavoro ma puo’ andare!
Nel 1961 Donna Marianna entrò a far parte della Collezione del Museo Filangieri. Dopo poco fu trasferita a Palazzo San Giacomo.

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