IL DUOMO DI SAN GENNARO o DUOMO DI SANTA MARIA ASSUNTA

L’edificazione della Cattedrale fu voluta da Carlo d’Angiò nel 1294, nel luogo dove sorgevano due antiche basiliche:
Santa Restituta e la Stefania. Per lasciar posto alla nuova costruzione, quest’ultima fu completamente demolita, mentre la basilica di Santa Restituta fu ridotta al ruolo di cappella laterale.
L’attuale cappella di Santa Restituta , vecchio luogo di culto di eta’ paleocristiana e’ quindi il luogo piu’antico della cattedrale , mentre la vecchia Basilica Stefania costruita tra il 409 e il 501 per volere del vescovo Stefano (dedicata al Salvatore ) oggi non esiste più’.

All’inizio gli artisti coinvolti erano soprattutto di origine francese, ma ben presto le lavorazioni furono affidate a rappresentanti dell’arte locale o italiana. Finalmente nel 1314 la Cattedrale fu solennemente dedicata all’Assunta dal’Arcivescovo Umberto d’Ormont .
Il Duomo -in stile gotico- ha un impianto a croce latina, a tre navate divise da pilastri su cui poggiano archi ogivali. Al termine della navata maggiore, lunga circa cento metri, si trova l’ampia abside a pianta poligonale. Il soffitto della navata principale è a cassettoni, in legno intagliato e dorato, mentre le navate laterali hanno volta a crociera, con decorazioni barocche. Le decorazioni a stucchi che decorano tutta la chiesa sono della fine del Seicento.
Il duomo di Napoli ha subito numerose ristrutturazioni nel corso dei secoli a causa dei numerosi terremoti, ma la parte che ha subito più cambiamenti è stata proprio la facciata.
Molto probabilmente infatti, l’originaria facciata trecentesca , quella angioina fu distrutta, insieme al campanile, dal terremoto del 1349 ; del rifacimento quattrocentesco rimane oggi solo il portale maggiore, opera di Antonio Baboccio da Piperno; a fine ‘700 si mise in opera infatti un ulteriore rifacimento, su progetto dell’architetto romano Antonio Senese, mentre è alla fine dell’ ‘800 che si deve il disegno della facciata attuale, commissionata dal cardinale Sforza ad Enrico Alvino, e inaugurata solo nel 1905.

La facciata che si può ammirare oggi è larga 46,5 metri e larga 50 m; è dotata di tre portali, uno principale e due laterali.
La porta di destra viene aperta soltanto in casi eccezionali: le festività legate a San Gennaro, l’ingresso ad una funzione religiosa da parte di un membro della famiglia reale regnante e il matrimonio di un Capece Minutolo.

La pianta della chiesa è a croce latina a tre navate, nella quale trovano posto numerose cappelle. Le navate si estendono per quasi cento metri con una sequenza di otto pilastri per lato (per un totale di 110 colonne), ognuno dei quali costituito da granito orientale e africano, su cui poggiano gli archi ogivali decorati con stucco e marmo.
Alle pareti della navata trovano posto dipinti di Luca Giordano, mentre sui 16 pilastri della stessa navata, sono sistemate le edicole con i busti dei vescovi della città, scolpiti tra il 1600 e 1700, mentre sulla controfacciata, dal 1599, si trovano i sepolcri degli Angioini per volontà di Domenico Fontana.
Le navate laterali, con le loro cappelle e nicchie, testimoniano i vari passaggi nell’arte e nell’architettura napoletana nel corso dei secoli. Tra le tante cappelle, due si distinguono sopra le altre per dimensione e rilevanza artistica.

La già citata Santa Restituta riveste un particolare interesse storico, quale esempio di architettura paleocristiana inglobata nell’attuale Cattedrale: l’antica basilica voluta dall’imperatore Costantino -rimaneggiata con stucchi e affreschi nel Seicento a seguito di un terremoto- si presenta con tre navate divise da colonne, ed ospita oggi opere di Luca Giordano e sculture trecentesche. A destra dell’abside c’è l’accesso al Battistero di San Giovanni in Fonte, considerato il più antico d’occidente.

Risale invece alla prima metà del XVII secolo una delle principali testimonianze storico-artistiche del Duomo: la Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzata come ex voto con l’impegno di tutto il popolo napoletano, e con il contributo di artisti tra i più importanti della scuola barocca.
La sua fondazione ebbe inizio nel gennaio del 1527, quando, nel corso di una terribile pestilenza, per ringraziarlo della sua intercessione ,gli Eletti della città di Napoli emisero il voto popolare di fare erigere una nuova e piu’ grandiosa cappella per custodire le reliquie del Santo Patrono. Cessata l’epidemia si cominciò a dare compimento al voto.
E’ in questa cappella che tutti gli anni, nel primo sabato di maggio, si attende con ansia il miracolo della liquefazione del sangue del santo.
Il cancello e il pavimento disegnati dal Fanzago, i marmi pregiati, le sculture di scuola berniniana, gli argenti lavorati, l’altare del Solimena, i numerosi affreschi e pitture e le nicchie che custodiscono il busto d’argento e le ampolle col sangue di San Gennaro rendono la cappella una vero e proprio gioiello artistico, un concentrato di capolavori dall’inestimabile valore.

All’esterno del Duomo, è visitabile il Museo del Tesoro di San Gennaro, che ospita numerosissime opere d’arte, gioielli, argenti donati nel corso dei secoli in segno di devozione al santo patrono.

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