PIAZZA AMEDEO E DINTORNI

Tutta l’ area che e ‘oggi occupata da Piazza Amedeo , Via Crispi e Via del Parco Margherita per lungo tempo ha conservato caratteri rurali . Tutta l’area era quindi una grande campagna e l’elegante quartiere residenziale che oggi possiamo ammirare non era altro nel 500 e nel 600 che una fertile campagna dove sorgevano ville e casini di villeggiatura .
Fino alla seconda seconda meta’ del XIX secolo erano presenti nel luogo solo sporadiche ville tra le quali la più rinomata di queste era certamente quella del Marchese Giambattista Manso , che ne fece un punto di riferimento per poeti e letterati a lui contemporanei .
La Villa divenne un vero e proprio cenacolo culturale per l’epoca e fu dimora di grandi poeti e scrittori come Torquato Tasso , Gianbattista Marino e John Milton .
La villa si trovava a Piazza Amedeo , a poca distanza dall ‘ ingresso di quella che e’ la prima metropolitana d’Italia ( 1925) , proprio all’ inizio di Via Crispi dove oggi sorge un maestoso edificio noto come Palazzo Balsorano ( edificato appunto sulle preesistente villa ) .
Dopo il Marchese la villa passo’ in proprieta’ ai Conti Balsorano Lefebure di origini francesi e infine all’ordine religioso del Sacro Cuore .
L’urbanizzazione inizio ‘ con la creazione del Parco Margherita ,( vero cuore liberty napoletano) , a cui fece seguito la costruzione della funicolare e quella della Metropolitana che desto ‘non poche meraviglie per le sue modernissime scale mobili .
La metropolitana di Piazza Amedeo vanta il primato di essere la prima Metropolitana d’Italia ad essere stata costruita .
Piazza Amedeo , si chiama in questo modo perché’ e’ stata intitolata ad Amedeo Ferdinando Maria , duca di Aosta e re di Spagna , figlio di Vittorio Emanuele II .
Numerosi edifici storici hanno reso celebre questi luoghi : colpisce subito alla sommità di via del Parco Margherita ( all’ incrocio della stessa via con il corso Vittorio Emanuele ) la presenza del castello di Aselmeyer, una bella opera dell’architetto inglese Lamont Young .
La struttura datata 1902 , fu dapprima costruita e concepita da Lamont Young come propria dimora e poi successivamente ceduta al banchiere Carlo Aselmeyer .
L’ architetto Lamont Young ,risulto’ particolarmente estroso e inconsueto per l ‘epoca . Egli , incompreso e infelice scelse la sommita’ del Monte Echia per costruirsi la sua ultima dimora ,( Villa Ebe ) dove poi si tolse la vita su una terrazza con un colpo di pistola .
Oggi la villa e’ disabitata e secondo molti abitanti della zona abitata da oscure presenze , ombre , apparizioni misteriose e oscure presenze .
Via del Parco Margherita ( cosi’ chiamata perche’i napoletani vollero dedicarla alla regina Margherita ) scende sinuosa verso Piazza Amedeo con le sue belle costruzioni in stile liberty . Tra gli illustri personaggi che hanno abitato in questa via non possiamo non ricordare il celebre musicista Francesco Cilea , tra l’altro anche direttore del Conservatorio di musica S. Pietro a Majella .
All ‘inizio del 900 Piazza Amedeo era sede di grossi alberghi tra i quali si distinse il Grand Hotel Eden e l’antico albergo Pinto-Storey , ancora presente in un importante edificio che affaccia sulla Piazza ma il cui ingresso si trova in Via Giuseppe Martucci .
La via Martucci era anticamente detta ” di Santa Maria in Portico ” e solo successivamente fu dedicata al celebre musicista nato a Capua e morto a Napoli nel 1909.
Anche lui ebbe il privilegio di essere il direttore del conservatorio di musica di San Pietro a Majella .
La Piazza da inizio a quattro diverse arterie : Via del Parco Margheria , Via Martucci , Via Crispi e Via Colonna .
Via Crispi e’ oggi una strada aristocratica e alto borghese , ma un tempo era solo un’area di campagna e giardini con la sola presenza edilizia ( XVI secolo )della villa della poetessa Laura Terracina .E’ dedicata allo statista Francesco Crispi ( presidente del consiglio 1887) che qui vi abito’ e mori ( Villa Crispi e’oggi adibita a struttura congressuale ).
In questa via troviamo importanti edifici , come il palazzo Grenoble , opera dell ‘ inglese Lamont Young , il consolato tedesco , e il palazzo Nobili che fu adibito per molti anni a sede dell’albergo Nobile ( o West End ) che ebbe clientela molto aristocratica .
Il palazzo fu sede della famosa ” Compagnia degli Illusi ” , un circolo promotore di manifestazioni letterarie , artistiche e culturali con Benedetto Croce Presidente onorario e con soci come : D’Annunzio , Di Giacomo , Cilea , Serao , Gemito , Torraca .
La strada venne anche soprannominata come la strada delle ” autorita’ ” perché per un certo tempo fu scelta come sede abitativa dai sindaci dell’ epoca , tra i quali ricordiamo : Ruffo , Del Carretto ed Achille Lauro .
E’ doveroso citare lo scultore Francesco Serrace , un grande artista che ha vissuto per anni in questa via rappresentando tra l’800 e il 900 uno dei piu’ noti artisti attivi a Napoli . Numerose testimonianze del suo talento le troviamo sparse lungo la nostra citta’ come;
Il bassorilievo del frontone dell’ universita’ che configura Federico II mentre fa’ leggere a Pier Delle Vigne , il diploma di fondazione dello studio .
La fontana delle Sirene in Piazza Sannazzaro .
La statua di Beethoven al Conservatorio.
Il busto di M. Semmola in Piazza Cavour ( meglio chiamarla con l’antico nome di ” largo delle Pigne “).
Alcune statue in villa Comunale e i monumenti dedicati a G.Nicotera e F. Amore posti all’ ingresso della stessa villa .
La statua di Vittorio Emanuele II sulla facciata del Palazzo Reale .
L’altra importante strada che parte da Piazza Amedeo e’ una lunga arteria divisa in tre tratti , intitolati rispettivamente alla poetessa Vittoria Colonna , ai mille Garibaldini ( questa si poteva anche evitare ….) ed al giurista , illuminista , Gaetano Filangieri .
La strada arriva fino al Largo Santa Caterina e da qui’ all’adiacente Piazza dei Martiri , cuore della Napoli ” bene ” .
L’ area compresa tra queste due piazze era fino alla meta’ del XIX secolo caratterizzata da ville e residenze mobiliari immerse nel verde dove tra gli edifici di maggior pregio si distingueva il maestoso palazzo del 500 dei Principi D’Avalos del Vasto .
In questo palazzo vi visse l’ultimo discendente della famiglia , il Principe Francesco D’Avalos (musicista nonche’ campione italiano di tennis ) , ma va ricordato sopratutto perché vi visse sua moglie Vittoria Colonna , una delle principali figure del rinascimento italiano, al quale e’ dedicato il tratto di strada dove troviamo anche il Palazzo Carafa di Roccella , un altro importante edificio oggi sede del PAN ( museo di arte contemporanea ).
All’ inizio di Via Colonna ad angolo con Piazza Amedeo visse nel Palazzo della Fondaria ( cosi’ chiamato perché edificato dalla omonima compagnia assicurativa ) l’insigne meridionalista Giustino Fortunato e piu’ avanti , poco dopo l’ incrocio con la scalinata di Via Giovanni Bausan al civico 4 , nel palazzo che lui si fece costruire nel 1884 , visse all’ultimo piano il grande commediografo napoletano Eduardo Scarpetta .
Nel portale dell’edificio si vede ancora oggi una decorazione in stucco raffigurante una donna che sorregge una maschera e nell’ atrio poste in due nicchie le statue raffigurante i personaggi delle sue piu’ note commedie .
Nel Palazzo di Via Colonna , nonche’ nella Villa ” La Santarella “acquistata al Vomero sulla facciata troviamo ancora la scritta ” qui rido io” .
In via Bausan nacquero e vissero invece Tìna , Eduardo e Peppino De Filippo , i cosiddetti ” figli del bottone “perché’ nati dalla relazione tra Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo , sarta della compagnia di Scarpetta , nonche’ nipote di sua moglie Rosa De Filippo , la quale ben conosceva e tollerava questa famiglia parallela .
La strada trova nel suo decorso una chiesa edificata nel 1625 dalle suore Teresiane Scalze , chiamata chiesa di Santa Teresa a Chiaia .
La chiesa era anticamente chiamata di Santa Teresa a Plaggie per la vicinanza con la spiaggia . Fu ampliata nel 1650 da Cosimo Fanzago e mostra nel suo interno vari dipinti di Luca Giordano e una statua della Santa opera dello stesso Fanzago .
Più avanti troviamo il bel Palazzo Filangieri che rappresenta ‘ il luogo dove abito’ l’ insigne giurista Gaetano Filangieri e dove mori’ il grande musicista Saverio Mercadante , mentre tra i nuovi edifici si distingue senz’altro il bel palazzo Mannajuolo.
Strade parallele con un loro fascino si diramano da questa arteria stradale . La prima e’ chiamata Via San Pasquale a Chiaia , e conduce alla omonima chiesa che sorge al suo termine nella piazza San Pasquale .
La piazza prende il nome dall’omonima chiesa francescana progettata da Giuseppe Pollio e commissionata da Carlo di Borbone nella seconda meta’ del secolo XVIII quale ringraziamento per la nascita del suo primogenito .
All’interno di questa chiesa , nel periodo del decurionato francese, opero’ il beato Egidio da Taranto , un francescano venerato per i suoi miracoli tra i quali quello di aver fatto risuscitare quintali di capitoni il giorno della vigilia di Natale , assicurando cosi’ ai pescatori di Santa Lucia il tradizionale guadagno della festivita’ .
Amatissimo dal popolo che si accalcava davanti alla chiesa per vederlo , divenne meta di devoti pellegrinaggi.
Via San Pasquale e’ nota anche per la chiesa anglicana , la cui costruzione fu autorizzata da Garibaldi subito dopo l’ unita’ nazionale ( che strana coincidenza vero? ) .
In questa strada abitarono il poeta Salvatore Di Giacomo ( che mori’ nel palazzo al civico 35 ) e lo storico Nicola Nisco che partecipo’ all’insurrezione del 1848 a Napoli e patì poi il carcere e l’esilio a Malta ( ritorno’ in Italia alla caduta dei Borboni e fu nominato professore di economia politica a Firenze e infine eletto deputato ).
Da Via San Pasquale ha inizio Via Carlo Poerio il cui monumento che era precedentemente collocato in Piazza Carita’ , venne qui trasferito in epoca fascista .
Carlo Poerio fu capo dei movimenti liberali del 1848 , arrestato e condannato a 24 anni di prigionia, si libero’ nel 1859, si reco’ a Londra e dopo lo scoppio della seconda guerra di’ Indipendenza, fu a Torino dove divenne membro del Parlamento subalpino.
In Via Poerio si trova il bel Parco Bivona appartenuto alla famiglia Alvarez de Toledo mentre la vicina Via Alabardieri deve il suo toponimo alla presenza in passato della vicina caserma degli Alabardieri . In questa zona , anticamente molte donnine erano solite dedicarsi alla prostituzione . La loro presenza , ha lasciato un ombra indelebile con il sopraggiungere dei vari toponimi dati ai vicoli e alle strade . Basti pensare al famoso vico Belledonne per il quale e’ lecito pensare ad un elegante allusione alla prostituzione esercitata anticamente in questo luogo .
Altra famosa strada parallela e’ la Via Carducci sede del liceo Umberto , dove compi’ i propri studi Giorgio Napolitano, e da cui poco distante da esso , in Via Cavallerizza , possiamo ritrovare la caserma della Cavalleria edificata alla fine del XVII secolo sulla preesistenza villa di Alfonso d’Aragona .
In questa villa ci ha abitato il Cardinale Prospero Colonna e il vicere’ don Pedro de Toledo che la trasformo’ in un palazzo e quindi il figlio che la abbelli’ con un parco.
Alla fine del XVII secolo , l’edificio fu adibito a quartiere militare mentre il ricordo del suo ultimo proprietario , don Garcia de Toledo duca di Ferrandina , origino’ il toponimo di Largo Ferrandina. In questo largo si trova l’antico palazzo Caracciolo di Torella , che costruito nel XVII secolo , fu centro di vita mondana agli inizi del XIX secolo, per i fastosi ricevimenti della principessa Caracciolo di Torella.
In Largo Ferrandina si trovava , a cavallo tra l’800ed il 900, la celebre scuola di ballo del maestro Eduardo Fasio che insegno’ la danza a tante generazioni di giovani della Napoli bene ma anche a personalita’ politiche e militari , allorquando si trovavano a dover partecipare a serate di gala e a dover aprire le danze in coppia con Principi , ambasciatori o sovrane.
Infine va citata la Via Vetreria che e’ una strada che ricorda , invece l’artigianato del vetro molto fiorente in questa zona della citta’ sin dal Rinascimento. Oggi la strada e’ piu’ nota per essere la sede della fabbrica di cioccolato della Gay Odin e del cinema teatro Delle Palme.
Da questa via , hanno inizio le rampe Brancaccio , il cui toponimo ricorda la nota famiglia che aveva qui vasti possedimenti . In questo luogo caratterizzato d edilizia signorile e da esempi di architettura liberty nacque da una vicenda realmente accaduta , la canzone di Armando Gill ” O Zampugnaro nnammurato “.
Al termine delle Rampe Brancaccio si trova la Piazzetta Mondragone , il cui nome ricorda Elena Aldobrandini Carafa duchessa di Mondragone e nipote di papa Clemente VIII , nonché moglie di Antonio Carafa che nel 1653 fondo’ qui la Chiesa di Maria SS delle Grazie ed un romitorio ad esso annesso , destinato ad accogliere vedove o fanciulle ” cadute in basso”. Nel tempo fu poi adibito per anni ad edificio scolastico mentre oggi ospita il Museo del tessile e dell’abbigliamento che raccoglie abiti d’epoca e di grandi stilisti.
Tra i tanti sarti che sono presenti con i loro capi firmati , ci piace ricordare un sarto famosissimo negli anni 50 e 60 per aver vestito le grandi dive del cinema e l’alta societa’ romana ed italiana di nome Emilio Federico Schubert .
Egli era famosissimo , ma al contempo derido dai mass-media dell’epoca per i suoi atteggiamenti poco maschili e per un ‘ostentata stravaganza.
Al termine di Via Filangieri si trova il piccolo largo Santa Caterina a Chiaia , dal nome della chiesa omonima dei francescani . Questo edificio fu costruito nel 1582 su commissione della famiglia de Forti e successivamente venne ingrandito per volonta’ della principessa di Stigliano che abitava nel vicino palazzo Cellamare .

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