LUCIANO DE CRESCENZO

Luciano De Crescenzo , nato a Napoli il 28 agosto del 1928. nel borgo di di Santa Lucia, sul lungomare di Napoli , ha abitato nello stesso stabile in cui era nato il suo storico amico Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer (con cui ha frequentato anche le elementari).

Da giovane,  ha lavorato nell’azienda di guanti gestita dal padre per poi iscriversi all’Università di Napoli ad un corso di Ingegneria Elettronica in un periodo in cui nessuno parlava di computer.

Divenne durante il suo percorso universitario ,allievo del  famoso matematico Renato Caccioppoli e dopo essersi laureato in Ingegneria Elettronica col massimo dei voti , trovò impiegò presso la IBM  dove trascorse un periodo di circa venti anni.   Dopo una carriera da ingegnere informatico, nel 1976 lasciò il lavoro per diventare, come lui stesso spesso si è  definito “uno scrittore divulgatore” di storia  e sopratutto filosofia che ha saputo raccontare con semplicità  e divertito colto umorismo.

L’anno seguente uscì con il suo primo romanzo “Così parlo Bellavista” che divenne in breve tempo  un bestseller vendendo oltre 600 mila copie: nel libro fa la sua comparsa il personaggio del professor Bellavista, vice portinaio, che impartisce lezioni di vita all’ingegner De Crescenzo.in una  vera e propria dichiarazione d’amore per la città di Napoli.

Seguirono negli  anni successivi altri grandi successi come “Sembra ieri”, “Storia della filosofia greca”, “Il caffè sospeso”, “Ulisse era un fico”.

Fu conduttore ed ospite in appuntamenti televisivi di grande impatto sul pubblico degli anni Ottanta e Novanta, come Serata d’onore, Il Laureato, Sottovoce, Gli esami non finiscono mai, Week end con Raffaella e Quelli della notte condotto da Renzo Arbore con il quale divenne grande amico e cementò uno storico sodalizio  . Nella loro solida l’amicizia sono stati  compagni di avventure sia nel cinema che in celebri programmi televisivi. Proprio grazie ad Arbore, De Crescenzo si avvicinò anche al cinema. Nel 1980 debuttò come attore nel Pap’occhio,(nel ruolo del Padreterno, al fianco dell’amico Roberto Benigni e diretto da Renzo Arbore ) e qualche anno dopo fu protagonista anche in «FF.SS. cioè …che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”

Celebri  in quegli anni furono anche  le sue apparizioni da Maurizio Costanzo, che contribuì a lanciare De Crescenzo nel pubblico di massa .

Dal 1977 al 1999 , divenne un autore di successo internazionale, pubblicando venticinque libri,  e vendendo nel mondo diciotto milioni di copie tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi. Nei suoi divertenti saggi dedicati ai filosofi classici e moderni,  egli riusciva a divulgare  la filosofia come un semplice racconto, un dialogo, di irresistibile ilarità e vitale attualità, senza perdere mai di vista la profondità di temi seri quali la vita, la morte, la cultura ,l’amore, ed il mistero. Dietro l’aria sorniona, è stato infatti un umanista che ha fatto dell’ironia e della divulgazione le sue bandiere espressive, condite con un umorismo sapido e colto che con la sua semplicità  ha avuto il merito di aver fatto avvicinare il pubblico alla filosofia greca rendendola popolare.

Ingegnere, ma grande divulgatore. In saggi e romanzi, in tv, al cinema ha raccontato nella sua vita  la filosofia con il sorriso divertendosi e facendoci divertire .

Durante la sua carriera ha scritto una quarantina di opere oggi vendendo 25 milioni di copie , tradotte in 42 paesi ed oggi alcuni suoi testi sono studiati nelle scuole straniere.Per non parlare di pellicole indimenticabili come «Così parlò Bellavista»

Tra i suoi romanzi di grande successo ricordiamo : Il tempo e la felicità – Oi dialogoi  – Sembra ieri – e  La distrazione  , mentre tra le sue  opere saggistiche ricordiamo : Storia della filosofia greca – I Presocratici – Storia della filosofia greca – Da Socrate –  Storia della filosofia medievaleStoria della filosofia moderna — da Niccolò Cusano a Galileo Galilei –  Storia della filosofia moderna – da Cartesio a Kant –  Il caffe sospeso – Socrate e compagnia bella  –  Ulisse era un ficoTutti santi me compreso – Fosse ‘a Madonna –  Garibaldi era comunista –  Gesù è nato a Napoli  e Ti porterà fortuna .

Luciano De Crescenzo ha sempre affiancato alla sua attività di scrittore quella di divulgatore, capace di introdurre anche il lettore più inesperto ai problemi sollevati dalla  filosofia antica e moderna conducendo sulla Rai negli anni ottanta e novanta una trasmissione televisiva  sui miti e sulle leggende degli antichi greci,  ( Zeus – Le gesta degli Dei e degli Eroi ) pubblicata poi da  Arnoldo Mondadori  e ritrasmessa anche da Mediaset. 

Ha riscosso , nel corso della sua vita   un grande successo anche nel mondo del cinema come attore e come regista in alcune grandi pellicole come “Così parlò Bellavista” , Il mistero di Bellavista”, “32 dicembre”, e  “Croce e delizia”,  Ha recitato anche a fianco di Sophia Loren in “Sabato domenica e lunedi’” della Wermuller.

Nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Atene, come riconoscimento per la sua opera di divulgazione in favore della cultura greca antica: la maggior parte dei suoi libri è imperniata infatti sulla filosofia di Socrate e Platone e sui miti di Troia.

Portando sempre con  se la  bonaria ironia da intellettuale della Magna Grecia, De Crescenzo  è uno dei grandi uomini che ha rappresentato  ” la napoletanità ” nel mondo . Egli , ovunque nei suoi romanzi , nei suoi film e nel suo parlare in TV ha sempre portato Napoli nel suo cuore .  Amava Napoli ed ha avuto il merito di raccontarla diversamente esaltandone il lato buono , quello per bene, quello signorile ,  quello della cultura, della solidarietà e dell’amicizia .  Quella che oggi si sta rivalutando. La Napoli bella, solare, elegante, quella capace  di socializzare e di amare.  La Napoli che è rinata anche grazie a lui.

Uomo di grande cultura e  appassionato analista dei sentimenti è divenuto l’emblema positivo di questa città meravigliosa . Conoscendone  l’antica  cultura , ma anche i suoi difetti ha portando in giro per il mondo  bontà , gioia , ironia , genialità e voglia di vivere  tipicamente napoletana raccontata tra  filosofia  e mitologia greca . Egli è diventato cittadino del mondo restando sempre e profondamente napoletano .

Uomo  buone delle cose buone, il   filosofo napoletano Luciano De Crescenzo maestro dell’ironia e sottile professore della napoletanità,  ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano.
Sposatosi nel 1961 e poi separatosi, ha avuto una figlia, Paola, che è rimasta fino all’ultimo istante al suo fianco.
Morto  a Roma, per polmonite  il 18 luglio 2019 all’età di 90 anni.al  Policlinico Gemelli, dove era ricoverato per una una grave malattia neurologica che da tempo l’affligeva , egli ha lasciato nei cuore dei napoletani un gran vuoto .
Con lui è andato via uno degli ultimi miti della napoletanità. Un gigante del mondo della cultura, che alla città partenopea, al suo pensiero, alla sua filosofia, alla sua unicità, ha dedicato un’intera vita e un’intera opera. Persona di estrema intelligenza, enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano manchera’ molto a Napoli e alla sua gente,.
In città tutti noi lo abbiamo amato  e tutti noi lo ricorderemo sempre con immenso affetto e gratitudine”.
Una personalità poliedrica e geniale, che Napoli non smetterà mai di piangere

 

 

Ecco una rassegna di alcune   sue frasi celebri che ci ha lasciato:

«A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana».

«La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano».

«I sorsi di caffè napoletano: brevi, gustosi, ma capaci di salire nelle vicinanze del cervello e fargli un po’ di sano solletico».

«Ognuno è meridionale di qualcuno».

«A Napoli il semaforo rosso non è un divieto, è solo un consiglio».

«Al Niente preferisco l’Inferno, se non altro per la conversazione».

«L’uomo produttivo, il milanese, preferisce la doccia: consuma meno acqua, meno tempo e si lava meglio. Il napoletano invece, se si decide, preferisce il bagno: s’intallea come si dice a Napoli, cioè si attarda e tiene tutto il tempo che vuole per pensare».

«Il Punto Interrogativo è il simbolo del Bene, così come quello Esclamativo è il simbolo del Male. Quando sulla strada vi imbattete nei Punti Interrogativi, nei sacerdoti del Dubbio positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate i Punti Esclamativi, i…».

«Il cane è superiore all’uomo e lo dimostra il fatto che impara da noi molte più cose di quante noi ne impariamo da lui».

In genere passiamo la gioventù a rovinarci la salute e la vecchiaia a curarla

E’ un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più

Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla

Solo gli imbecilli non hanno dubbi ; Ne sei sicuro ? ; Non ho alcun dubbio

«Chi possiede delle certezze d’acciaio è convinto di sapere tutto, e dunque inaridisce la propria voglia di apprendere».

«Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare».

Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli

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