AMALFI

” chi non ha visto Amalfi , non ha visto l’Italia”. ( O. Sitwell )

Amalfi ha un fascino particolare con le sue abitazioni arroccate l’una all’altra per proteggersi e sostenersi con spuntoni di roccia fortificati che rappresentavano la grande muraglia che ai tempi della Repubblica Marinara , la proteggeva dalle incursioni dei turchi , dei Saraceni e dei Normanni , su un fondale trasparente con chiazze verdi smeraldo inondate dal sole.
Amalfi assomiglia a un presepe , tutto frastagliato di palme e piante di limoni e di aranci , di oliveti disseminati e giardini degradanti che arrivano fino alla strada lambita dal mare .
La mitologia vuole che in questa localita’ fu sepolta Amalfi , donna amata da Ercole e che il grande eroe per immortalarla vi ci costrui’ una citta’ a cui diede il nome della donna amata .
Le origini della citta’ , che poi divenne territorio del ducato di Napoli , risalgono all’Impero romano . Assediata dai Longobardi e poi saccheggiata dal principe di Benevento , Sicardo , che deporto’ i suoi abitanti a Salerno nel 836 , si ribello’ a questi quando qualche anno dopo mori’ il tiranno .
Amalfi si libero’ anche dal giogo di Napoli , per divenire la prima repubblica marinara d’Italia , controllando per piu’ di tre secoli i mercati del Mediterraneo .
Amalfi fu una grande potenza economica , tale da avere addirittura una propria moneta .
Fu la piu’ grande e la piu’ temuta repubblica marinara d’Italia che controllo’ per piu’ di tre secoli i mercati del Mediterraneo al punto di promulgare le proprie leggi sulla navigazione ( Tavole Amalfitane ) che vennero poi riprese dalle altre repubbliche marinare e dalla marina del Regno di Napoli .
Forte di tutte le vicende storiche di cui e’ stata protagonista puo’ vantare un considerevole numero di edifici religiosi costruiti in epoche diverse.
Tra tutte spicca il Duomo di Sant’Andrea con la sua bella scalinata , costruito nell’800 e ampliato nel 990 quando regnava il doge Mansone III .
Nella piazza del Duomo , troneggia dal 1926 la statua di Flavio Gioia , posta dal comune (dopo averla acquistata ) come omaggio dovuto , ad un suo figlio illustre.
La bella scultura realizzata nel 1900 dal cavese Alfonso Balzico rappresenta un FlavioGioia , vecchio e scarno , con naso aquilino e lunga barba a punta .
Il navigatore , vissuto tra il duecento ed il trecento a cui si dovrebbe l’ invenzione della bussola magnetica in verita’ pare si ritrovi inventore della bussola per il solo errore di …..una virgola.
Ad inventare la bussola , furono i marinai della citta’ di Amalfi fra il 1100 e il 1200 che hanno anche poi provveduto a diffonderla in tutto il Mediterraneo nei loro viaggi verso la Siria e l’ Egitto durante le crociate .
Lo storico Flavio Biondo , verso la meta’ del XV secolo aveva parlato della bussola inventata e perfezionata dagli amalfitani ed il filosofo bolognese Giambattista Pio nel 1511 riporto’ la notizia scrivendo : Ad Amalfi , in Campania , fu inventato l’uso della calamita , da Flavio si dice ‘>. Lo scrittore intendeva dire ‘Flavio lo dice ‘, ponendo la virgola dopo la parola calamita.
Invece chi riporto’ successivamente la notizia sposto’ la virgola , modificando radicalmente il significato : Ad Amalfi , in Campania , fu inventato l’uso della calamita da Flavio, si dice .
Intendendo in tal modo che Flavio avesse inventato la bussola , attribuendo ad esso un merito non dovuto .
E’ stato inaugurato alla fine del 2010 il museo della bussola e del ducato marinaro di Amalfi che celebra la breve ma intensa stagione in cui la piu’ antica e piu’ piccola repubblica marinara contese alle grandi potenze il dominio del Mediterraneo ., conquistando l’ indipendenza nell’839 e riuscendo a mantenerla fino al 1135.

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