CAPRI

 

Senza alcun dubbio tra i luoghi piu ‘ pittoreschi e visitati della Campania , possiamo a mio dire considerare Capri ” La piu’ bella isola del golfo di Napoli ” .
La sua bellezza e la sua fama sono note da tempi lontani quando gli antichi l’avevano legata ai miti di Ulisse e delle Sirene .
Il nome deriva da Caprios , che in greco indicherebbe una notevole presenza di cinghiali sull’isola , e fin dall’epoca romana fu un terra consacrata al riposo della mente e alle delizie dei sensi . Secondo altri invece era per i greci ed i romani l’isola delle capre, e a questo si deve il suo nome.
L’isola e’ ricca di coste frastagliate e di grotte fra le quali più famosa è la Grotta Azzurra . Presenta numerosi rilievi fra cui il principale e’ quello di Anacapri , e il suo paesaggio appare coperto di macchia profumata .
Il mare color turchese da cui emerge e’ particolarmente profondo , ma ciò che colpisce di più, a picco nel mare, sono i celebri faraglioni : piccoli isolotti rocciosi dalle forme più variegate, che sembrano emergere dalle acque azzurre e profonde e puntare verso il cielo .
I Greci la colonizzarono facendola divenire un possedimento di Neapolis , poi l’imperatore Augusto, in visita nell’isola, ne rimase affascinato , e fece di tutto per ottenerla da Napoli in cambio di Ischia. Anche l’imperatore Tiberio se ne innamorò e ne fece il suo rifugio costruendovi più ville, forse dodici, secondo gli autori latini; in realtà, a testimonianza della sua presenza, resta oggi la sua villa lussuosa dedicata a Giove, un delizioso esilio volontario, da cui continuava a governare l’impero.( soggiorno’ sull’isola gli ultimi 10 anni della sua vita )
Alla fine dell’impero Capri non fu immune dall’invasione dei Vandali, e dei Saraceni .
L’isola passò poi sotto la dominazione Longobarda ed in seguito Normanna, finché con gli Angioini, che fondarono la grandiosa certosa di San Giacomo, non tornò all’antico splendore.
L’isola è composta da due comuni, ognuno con la propria amministrazione: Capri e Anacapri.
La famosa piazzeta di Capri , e’ sempre stata il centro della vita di Capri (essa in realtà si chiama Piazza Umberto I e solo dagli anni ’30 è stata denominata ‘piazzetta ‘ ).
Per quanto piccola , e’ il vero centro della mondanità dell’isola, al punto da meritare il soprannome di “Salotto del mondo” ma un tempo era semplicemente la piazza del mercato del pesce. Ad essa vi si giunge dalla terrazza della funicolare da cui si gode un pittoresco panorama.
I tavolini dei quattro bar, tutti famosissimi, che si affacciano sulla piazza fanno da arredamento, mentre la cortina di palazzi, tutti ristrutturati nel Seicento, fanno la scenografia.
Interessante tra questi il bel Palazzo Cerio, una costruzione di epoca angioina, risalente alla seconda metà del 1300 e la Torre dell’Orologio che in realtà in origine era il campanile della cattedrale di Santo Stefano .
Il municipio, invece e’ un palazzo del ‘700 che occupa gli edifici un tempo appartenenti al palazzo Vescovile . Esso resta tuttora collegato da un passaggio coperto alla chiesa di Santo Stefano.
La Piazzetta da anni e’ punto di’ incontro dell’alta societa’ , dove dopo il giro dell’isola vale la pena di sedersi al tavolino di uno dei numerosi caffè’ e gustarsi il via vai di persone , per poi girovagare nelle stradine tra le case in calce bianca e infine arrampicarsi fino a punta Tragara per contemplare i famosi faraglioni , immagine simbolo di Capri , tre imponenti masse rocciose che come tre colossi si specchiano nel mare ; Stella, Scopolo, faraglione di Mezzo, sono i nomi dei tre affascinanti spuntoni rocciosi, dalla mole imponente e dalle forme singolari, cartolina nota in tutto il mondo, che completano il panorama di Capri e si immergono nel mare blu piu’ profondo .
I faraglioni hanno sempre stimolato la fantasia e prodotto miti e leggende, tanto che anche Virgilio li citò nell’Eneide legandoli al mito delle Sirene.
Il faraglione Stella è legato alla terraferma ed è caratterizzato da spettacolari spruzzi prodotti col mare mosso da una fessura subacquea vicina alla sua estremità, mentre quando il mare è calmo, questa stessa produce meravigliosi effetti cromatici con tonalità cangianti di azzurro. Lo Scopolo, invece, è singolare per la presenza della lucertola azzurra che vive solo lì.
A completare il paesaggio, oltre alla particolare profondità del mare in quel punto, sono le correnti che rendono il mare particolarmente violento intorno ai faraglioni e li circondano di spruzzi e colori differenti quasi a renderli ancora più affascinanti e misteriosi.
Dalla piazzetta volendo si imbocca direttamente la via Vittorio Emanuele III ( la via della mondanita’ piena di negozi ) per immergersi nello shopping ed in negozi lussuosi ed esclusivi. È qui che è possibile incontrare volti noti del jet-set internazionale che godono le bellezze dell’isola, fanno acquisti oppure oziano semplicemente.
La via, passando dallo storico hotel “Quisisana” conduce alla Certosa ed ai giardini di Augusto, luoghi più appartati e silenziosi, per godere del meritato riposo dopo tanta mondanità.
I giardini di Augusto , dotati di una vista mozzafiato , sono sicuramente una delle mete più ‘ ambite ed uno dei luoghi più rilassanti i dell’isola capace di attrarre numerosissimi visitatori Sono frutto di una sistemazione degli anni ’30, commissionata dal magnate tedesco dell’acciaio Krupp, che volle realizzata anche la via omonima, un capolavoro d’ingegneria fatto di tornanti a picco sul mare, che collega i giardini e la Certosa a Marina Piccola.
Marina Grande è anche una località balneare con un’ampia spiaggia.
Le case che costeggiano l’approdo conservano ancora la struttura antica tipica delle abitazioni dei pescatori a Capri.
La fama turistica di Capri si diffuse alla metà dell’800 con la riscoperta della grotta azzurra , e di conseguenza divenne da allora meta immancabile di numerosi scrittori , poeti ed artisti stranieri di fama internazionale alla ricerca di sensazioni forti che vedevano l’isola come immagine del paradiso e della sensualita’ perduta.
La Grotta Azzurra, e’ un gioiello scoperto già ai tempi dei Romani. Gli imperatori infatti avevano visto giusto e sfruttando l’ingresso alla grotta, nascosto spesso dalle maree, ne avevano fatto la loro piscina privata.
Per lungo tempo la Grotta Azzurra fu poi quasi dimenticata: i marinai del luogo infatti ne erano intimoriti, perché alcune leggende popolari ne parlavano come di un luogo infestato da spiriti e demoni. �Anche se avvolta dal mistero, la grotta azzurra era rimasta ben nota ai pescatori, che ne conoscevano l’accesso; proprio uno di loro, nella prima metà del 1800 la fece esplorare per la prima volta ai tedeschi Ernst Fries e August Kopisch, un pittore e uno scrittore. I due narrarono con stupore e meraviglia la scoperta e da allora la grotta dai riflessi cangianti divenne celebre in tutto il mondo.
La luce penetra nella grotta dall’esterno e arriva dall’interno attraverso un’apertura sottomarina, creando un gioco di colori che tende all’azzurro e varia nelle diverse ore del giorno e con le condizioni atmosferiche. Proprio questo fenomeno ha reso il monumento naturale una meta ambitissima dai visitatori la più visitata dopo gli scavi di Pompei e la reggia di Caserta.
Vi si accede quasi distesi in piccole barche che varcano l’arco d’ingresso che si fa più grande o più piccolo in base alla marea.
Una volta all’interno, non appena la vista si abitua dopo un momento in cui si è avvolti dall’oscurità, si può ammirare il miracolo: colpite dalla luce, le rocce immerse in acqua mostrano riflessi d’argento: è l’effetto delle bolle d’aria attaccate alla superficie degli oggetti immersi che hanno un indice di rifrazione diverso da quello dell’acqua. La cavità naturale è lunga circa 60 metri e larga circa 25.
Su uno dei lati della grotta si apre la “galleria dei pilastri” che sembra sostenuta naturalmente da stalattiti suggestive.

capri 2 capri 3 capri 4 capri 5 capri 6 capri 7 capri 8

7 CAPRI FOTOGRAFO
7 CAPRI FOTOGRAFO

capri 10 capri 12 capri 13 capri 14 capri 14 capri 15 capri 16 capri

.

Commenti via Facebook

(306 Posts)