VILLA COMUNALE o VILLA REALE o REAL PASSEGGIO DI CHIAIA

La villa reale e’ situata , relativamente alla Riviera di Chiaia , come il giardino delle Tuileries rispetto alla strada di Rivoli .
Soltanto , invece della Senna e’ il mediterraneo : invece del quai d’Orsay e’ l’estensione , e’ lo spazio , e’ l’infinito .
La Villa Reale e’ senza dubbio la piu’ bella e sopratutto la piu’ aristocratica passeggiata del mondo .
Alexandre Dumas. ( su il Corricolo , 1841)
La fondazione della villa reale si deve al re Ferdinando IV che, nel 1778 , diede incarico a Carlo Vanvitelli di realizzare un giardino pubblico per il ” Real Passeggio “.
Il Real Passeggio detto anche Tuglieria in ricordo dei giardini francesi , era il luogo d’incontro dell’aristocrazia napoletana , vietato , tranne che nel giorno della festa di Piedigrotta , ai poveri , ai servitori ed alle persone malvestite .
Un tempo nella zona oggi occupata da Piazza San Pasquale a Chiaia , vi era un maleodorante mercato del pesce che veniva chiamato “a Preta ” o ” pesce” .
La zona era maleodorante grazie anche all’aggiunta di altri cattivi odori che derivavano dalla consuetudine delle donne del borgo di Chiaia di buttare a mare gli esiti dei loro bisogni corporali .
Questo odore che emanava la zona viene ricordato da Giovan Battista Basile , il quale nel suo ‘ cunto de li cunti ‘ ricorda che questo diffuso odore sgradevole veniva volgarmente detto < la malora di Chiaia >.
Il vicere’ Medinacoeli nel 1692 incomincio’ a preoccuparsi di bonificare l’area , facendo lastricare la strada e arricchendo il lungomare di Chiaia di alberi e fontane destinandolo a passeggiata pubblica
A sistemare l’area definitivamente fu comunque , re Ferdinando IV poiche’ tra il 1778 ed il 1780 vi fece creare da Luigi Vanvitelli un vasto giardino che ebbe il nome di Tuiliers .
L’inaugurazione avvenne l’11 luglio del 1781 e per l’occasione fu allestita nella piazza una fiera che duro’ due mesi e successivamente , specie durante l’estate , la villa divenne , anche di notte , ritrovo della nobiltà’ che vi si recava ad assistere ai concerti dati dagli allievi dei conservatori musicali napoletani .
Il popolo non era ammesso alla villa , ad eccezione del giorno della festa di Piedigrotta , quando essa restava aperta per consentire a tutti di attraversarla onde raggiungere la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta , e per assistere al passaggio del corteo reale .
Il progetto iniziale della villa , si estendeva da Piazza Vittoria fino all’attuale Cassa Armonica ; il suo ingresso era in Piazza Vittoria dove furono costruiti due padiglioni neoclassici ( due edifici simmetrici oggi distrutti ), adibiti come padiglioni della musica, locali per rinfreschi , botteghe e come corpo di guardia, essendo a quei tempi la Villa recintata.
Nel 1868 il sindaco fece abbattere i due edifici all’ingresso e li fece sostituire da una inferriata ( oggi rimossa ) alternata a statue .
Nella sua iniziale costruzione il tracciato vanvitelliano era costituito da cinque viali che il giardiniere reale abbelli’ di alberi, con gruppi di statue di soggetto mitologici, ancora in parte esistenti.
I viali , fiancheggiati da tigli e olmi vennero abbelliti da cinque fontane.
Nel vialone centrale era situata una fontana adorna di statue in stucco raffigurante la sirena Partenope ed il Sebeto del Sammartino, sostituita nel 1791 dal gruppo del Toro Farnese che vi rimase fino al 1825 quando venne trasferito al museo borbonico: al suo posto fu collocata, successivamente , una vasca in porfido proveniente da Paestum sorretta da quattro leoni disegnati da Pietro Bianchi , che aveva una testa di Medusa al centro che fu subito battezzata dal popolo come ” fontana delle paparelle ” per la presenza di alcune anatre .
Durante il decurionato francese ( del 1825) fu arricchita di altre statue ( copie di capolavori greci ) e nel 1807 Giuseppe Bonaparte incarico’ l’architetto Stefano Gasse di prolungare il tracciato della villa. In tale occasione fu creata una zona ricca d’alberi e piante , il ” boschetto “, dove venne poi situata la fontana del Ratto d’Europa dello scultore napoletano Angelo Viva .
Nel 1834 il Gasse realizzo’ un ulteriore prolungamento della villa fino all’attuale Piazza della Repubblica , creando un galoppatoio e i tempietti di Virgilio e del Tasso .
Una volta ampliata , la villa fu definitivamente separata dalla spiaggia quando con l’unita’ d’Italia venne aperta al popolo e fiancheggiata dall’odiena asfaltata via Caracciolo , la nuova strada progettata da Enrico Alvino , stravolgendo cosi , il progetto vanvitelliano con l’affaccio diretto sul mare.
Nel 1878 venne costruita al centro della villa e realizzato da Enrico Alvino ‘ la Cassa Armonica’ , raffinato esempio di costruzione in ghisa e vetro , espressione del liberty partenopeo ; essa fu uno stabile punto di incontro per i primi 40 anni del secolo poiche’ qui’ avevano luogo i celebri ‘ pomeriggi musicali ‘ con l’ esibizione della banda musicale di Napoli , fondata e diretta dal 1896 dal maestro Raffaele Caravaglios , insigne musicista siciliano , il quale fu una figura tanto nota e amata da Napoli che dopo le sue esibizioni ( in redingote e feluca piumata da sembrare un ammiraglio sul ponte di una nave ), spesso la folla plaudente lo riaccompagnava in trionfo fino a casa in via Santa Teresa al Museo , e quando si ritiro’ in pensione nel 1938 , morendo poi nel 1941 , il Municipio non riusci’a trovare un suo degno successore; pertanto in tempi prossimi alla guerra si ritenne opportuno sciogliere per sempre il complesso bandistico cittadino.
All’interno della villa comunale ebbe pure grande importanza sul finire del secolo e lo conserva tutt’ora la stazione zoologica con annesso acquario fondata dal darwiniano Anton Dohrn . Qui al primo piano nel 1873 , in una sala poi trasformata in biblioteca , il pittore tedesco Hans von Marees, esegui’ un ciclo di affreschi con scene marine ed agresti , recentemente restaurati .
Nel 1866 la villa si arricchì del monumento a Pietro Colletta di Gennaro Cali’ seguito nel 1881 di quello di Sigismondo Thelberg opera del Monteverdi donato dalla vedova del musicista e nel 1885 da quello di Enrico Alvino di Giovan Battista Amendola .
Nel 1898 venne trasferita in villa la seicentesca Fontana di Santa Lucia che era stata costruita durante il vicereame di don Pedro de Toledo con fondi raccolti dal popolo e con un congruo contributo dello stesso vicere’.
Altra pluridecennale istituzione della Villa Comunale fu la piccola carrozzella trainata da capre infiocchettate ( divertimento per i bambini )
Dal 1914 in poi vennero collocate numerosi altri busti di uomini illustri compreso quello del Carducci e del Vico .

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