STREET ART A NAPOLI ( un museo d’arte contemporanea a cielo aperto )

Da qualche anno Napoli è una città dove la Street Art, l’arte di strada  è di casa e non è raro girando per il nostro centro storico  imbattersi improvvisamente  in  veri e propri capolavori d’arte..

Dal centro storico ai quartieri periferici, le  opere di numerosi street artist  non solo colorano i quartieri della città, ma sono anche una grande attrattiva turistica. L’arte urbana in città, infatti, fonde antico e moderno, sacro e profano e si rivolge a quelli che sono i punti di riferimento di un popolo dalle mille tradizioni.

In Piazza Girolamini , in pieno centro storico , esiste ad esempio una Madonna dell’ anonimo artista inglese Banksy  considerato  forse al tempo di oggi  il più famoso esponente mondiale della Street Art la cui vera identità rimane ancora sconosciuta.. I suoi murales di critica politica e sociale sono  opere di natura satirica e sovversiva  spesso realizzate  con graffiti eseguiti con la tecnica dello stencil e  città importanti come New York, Londra , Parigi e New York risultano essere piene delle sue immagini dissacranti ,critiche e sempre ironiche .

L’ artista e writer nato nella underground di Bristol in Inghilterra , oramai famosissimo in  tutto il mondo ha scelto la nostra città  per regalare all’Italia intera le sue opere .Forse infatti non tutti  sanno che è a Napoli che Bansky ha lasciato le sue uniche due opere italiane scegliendo soggetti sacri accostati ad elementi “sacrileghi” come il menu del Mc Donald’s nel caso dell’ “estasi” e una pistola, nel secondo caso, scelta probabilmente per indicare  la presenza della Camorra nella città e il legame che ha sempre avuto la religiosità con la malavita.

In via Benedetto Croce c’era la sua ‘Estasi di Santa Teresa, vandalizzata barbaramente nel 2010 e in Piazza dei Girolamini, c’è ancora la cosiddetta Madonna con la pistola’, collocata proprio accanto ad una immagine sacra della Madonna con la particolarità di avere una pistola posta nell’aureola.

L’artista realizzò la sua prima opera come detto precedentemente   vicino Via Benedetto Croce: uno stencil che era la sua interpretazione dell’estasi della Santa Teresa del Bernini, raffigurata  in posizione stesa con in grembo una coca cola, ed in mano un panino e delle patatine di McDonald. Essa affrescata di fronte al chiostro di Santa Chiara era un emblema  ed al contempo una pungente critica al consumismo che intendeva rappresentare . Purtroppo, come capita alle migliori opere della Street Art, l’estasi di Banksy fu cancellata da un altro writer, un certo Hes che la coprì  con un suo grande murales. Sembra che l’opera a suo tempo fosse valutata sui 100.000 dollari.
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Banksy  conosciuto per il suo  spirito irriverente, ci ha voluto poi regalare uno dei graffiti più significativi della sua arte dipingendo su un anonimo muro  di un vecchio palazzo un pò scrostato di una degradata Piazza dei Girolamini , nel nostro centro storico,una Madonna che al posto dell’aureola mostra  sopra il capo l’immagine di una pistola. Vicino all’opera dell’artista  esiste anche una vecchia edicola votiva con una immagine di una Vergine con Bambino che sembra “guardare”  perplessa la Madonna di BanKsy  in un accostamento di grande impatto che sembra quasi sottolineare un legame profondo tra criminalità e religione in città .
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L’opera che ultimamente un gruppo di privati  ha finalmente coperto con una cornice, è uno dei graffiti più significativi dell’artista inglese di cui nessuno conosce il volto ed ha un elevato valore artistico ed economico perché Banksy è attualmente lo street artist più famoso al mondo.

L’identità di Banksy è un segreto custodito dall’inizio degli anni ’90. Di lui si conoscono la nazionalità britannica, la città natale Bristol, il profilo Instagram con circa 5 milioni di iscritti e il sito web dove mette online le opere, senza commento. Egli ha fatto della sua arte di strada un mezzo di protesta  sociale e politico  battendosi fortemente contro la mercificazione dell’arte  ma paradossalmente le sue opere fatte in strada sono oggi vendute a prezzi record ed il  più noto esponente della street art , che contesta  ufficialmente  i canali delle mostre,  viene oggi celebrato da continue esposizioni «non autorizzate» in giro per il mondo, con fila garantita davanti alle biglietterie che mettono in mostra le sue opere.

Nell’ottobre 2018 ha programmato l’autodistruzione della sua opera ‘Girl with balloon’ del 2006. Subito dopo essere stata messa all’asta da Sotheby’s a Londra per oltre un 1,2 milioni di euro, la tela è scivolata nella parte inferiore della cornice che l’ha tagliata in listarelle verticali. Una trovata per criticare la commercializzazione dell’arte. I presenti, compresi gli organizzatori dell’asta, rimasero di stucco.

Questa rivendicata autodistruzione insieme  all ‘episodio del tentato furto  di una sua stampa dalla mostra al Mudec di Milano,  ha reso negli ultimi anni sempre più famoso il  misterioso artista,. Complici questi episodi  egli infatti ha generato un grosso interesse del mercato  intorno alla sua figura e a quelle  di altri famosi street artists,  attirando  l’attenzione delle case d’asta, che hanno iniziato ad includere la street art nelle loro più importanti sales, fino a dedicarle singoli cataloghi, ottenendo grandi riscontri in termini di fatturato e prezzi da record , tutto questo non senza proteste da parte degli stessi artisti contrari spesso  alla mercificazione delle loro opere.

Un murales di Banksy apparso sul muro di un garage della cittadina di Port Talbot, in Galles, prima di Natale a prima vista sembrava l’immagine di un bimbo che sorride sotto una nevicata. Ma guardando bene non sono fiocchi, ma la cenere di un cassonetto in fiamme, che spunta proprio dietro l’angolo del muro.

In realtà è tutta una questione di prospettiva e di approfondimento. Basta girare l’angolo per scoprire l’atroce verità: non neve fresca e spumosa, ma coriandoli di cenere provenienti da un cassonetto della spazzatura in fiamme. Il graffito disegnato sul muro di questo  paesino del Galles che conta appena 30 mila anime è molto provocatorio in quanto il luogo  è uno di quelli maggiormente inquinati della Gran Bretagna. A luglio balzò all’onore delle cronache perché la polvere sottile e cancerogena delle acciaierie aveva ricoperto come un manto di neve, appunto, abitazione e automobili. E infatti il video di Banksy  termina con una panoramica dall’alto sulle fabbriche da cui esce denso fumo nero.  Il proprietario del garage, dopo un pressante corteggiamento, ha venduto l’opera per «una somma a sei cifre.

L’ennesima dimostrazione del «paradosso di Banksy» arriva da Tokyo. Il disegno di un topo ritrovato ultimamente a Tokyo , che si protegge dalla pioggia  con un ombrello è apparso sulla porta della stazione di Hinode  nel centro della città , già è stata smontato  e messa al sicuro in un magazzino in attesa di una sua sua valutazione certamente a più zeri.

    Tra le sue opere famose nel mondo la …..“Bambina con il palloncino”
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e quello della cameriera che spazza “sollevando” l’intonaco del muro chiamata “Sweep it under the carpet”.

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e ancora ……..

 

 

Ma ritorniamo alla nostra città  : Poco distante, da Piazza  Girolamini , , nel cuore dell’Anticaglia  , lungo il vico Cinquesanti, che  si apre ad incrocio su Piazza San Gaetano troviamo invece  esistere nella chiesa della Scorziata da tempo abbandonata all’incuria e depredata di ogni sua opera ,un dipinto del noto street artist francese  Zilda . L’opera  è stata dall’artista inserita in uno scenario surreale di abbandono in cui versa il Sacro Tempio e sembra con il suo sguardo voler punire i suoi assassini ricordando a tutti quello che stiamo perdendo . Il lavoro è una rivisitazione della ‘ Meditazione sulla storia d’Italia di Hayez’, trasformata in una Maddalena meditativa dallo sguardo severo.

il Sacro Tempio della Scorziata,  costruita nel 1579  era  un tempo una struttura ricca di opere d’arte come il “San Giovannino”, (copia della famosa opera del Caravaggio) e preziose  tele di allievi del maestro Francesco Solimena e  Massimo Stanzione  che sono state  tutte rubate nel corso degli anni . Essa completamente abbandonata , versa inspiegabilmente da decenni abbandonata nella più completa fatiscenza, razziata e poi definitivamente distrutta da un incendio. avvenuto nel 2012  .In questa chiesa sono stata compiute razzie di ogni genere e  rubati oggetti di pregio e grandi capolavori d’arte come addirittura i marmi dell’altare , il coro ligneo ed infine ultimamente anche l’antico pavimento che è stato smontato pezzo dopo pezzo. Nulla è stato risparmiato ,ed oggi  la chiesa  versa  in un deprecabile spettacolo di  infinita tristezza se non fosse per l’opera di Zilda che nella sua sfida all’indifferenza con la sua allegoria ricorda a tutti noi ciò che non sappiamo conservare e valorizzare.

 

Le  opere del  “Banksy di Rennes” dal volto mascherato in arte  Zilda si ispirano all’arte rinascimentale e la sua tecnica è molto particolare: disegna prima su carta, dipinge e poi incolla i poster sui posti scelti per la raffigurazione. E’ un artista molto attivo a Napoli ed i suoi graffiti si possono osservare in vari punti della città .

Oltre alla Maddalenanella Scorziata ,una delle sue opere più famose è un angelo in vico San Giovanni in Porta , ma significativi sono anche il disegno di una donna con un bambino in vico Santa Maria dell’Aiuto , e due magnifiche opere in salita Pontecorvo nei pressi di Piazza Dante dell’ex carcere Filangieri , (diventato scugnizzo liberato)  rappresentanti un  angelo (dal titolo “Tu eri l’ineffabile” )  ed  una donna (dal titolo “Tu eri l’ineffabile” ) che invece si trova raffugurata sul suo tetto .  ,  ed ultimamente l’opera sull’interno del famoso Palazzo Sanfelice nel Rione Sanità intitolata  “Il vento pesa quanto le catene”, cioè un uomo disegnato su carta incatenato raffigurato dinnanzi al profilo del Vesuvio con il golfo di Napoli.

Zilda a Napoli

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L’Angelo Riabilitato di Zilda a Napoli (Scugnizzo Liberato- Salita Pontecorvo)

zilda a Napoli
“Tu eri l’ineffabile” di Zilda a Napoli (Scugnizzo Liberato)

 

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L’Angelo di ZIlda a Napoli. Vico San Giovanni in Porta.

 

 

Zilda a Napoli
ZIlda in Vico San Maria dell’Aiuto a Napoli

 

Alcune  sue opere che si trovano anche nei quartieri di Poggioreale e a Portici nel Porto del Granatello intitolata ‘ Amore e psiche ‘.

 

 

 

Altro noto artista a Napoli  il cui volto resta ancora sconosciuto  è  Jorit Agoch ( Jorit è il suo nome di battesimo e  Agoch il suo pseudonimo  )  considerato oggi tra i street artisti più apprezzati a livello internazionale . Nato  da padre italiano e madre olandese egli risulta essere  principalmente attivo  nella nostra città dove è conosciuto soprattutto per i maxi-ritratti di personaggi celebri, come Diego Armando Maradona e Marek Hamsik, dipinti su facciate di edifici comunali o popolari con l’intento di riqualificare esteticamente aree periferiche e quartieri più degradati nel tentativo di  dare  a queste aree urbane una maggiore dignità.

L’ enorme murales dedicato a Maradona per esempio presente sulla  facciata di un palazzo di San Giovanni a Teduccio  vuole essere, al contempo, un omaggio al Pibe de Oro ed un’iniziativa mirata alla rinascita del quartiere periferico di Napoli considerato da sempre uno dei tanti agglomerati di case della periferia dove l’anonimato dilaga e avvolge ogni cosa.  Da  quando l’artista ha deciso infatti  di dipingere sulla facciata di un grande palazzo ( in via Taverna del ferro )  del quartiere il volto di  Diego Armando Maradona in un grande ritratto , la notorietà di questo fazzoletto di muratura e asfalto è cresciuta esponenzialmente.Un particolare molto curioso riguarda la “firma” dell’artista, due parole nascoste in uno degli occhi del calciatore visibili solo quando la luce di alba o tramonto si riflette sul murales. La prima parola non è molto comprensibile, mentre la seconda è sicuramente “Siempre”.

Dopo circa un anno, Jorit ha poi completato il suo intervento con un altro grande murale, realizzato sul palazzo gemello di quello dedicato a Maradona, che ritrae uno splendido ritratto di uno scugnizzo chiamato Niccolò disegnato con gli occhi chiusi,. E’ un bambino autistico e “il suo sguardo sfuggente – spiega Jorit – rappresenta la condizione di chi è dentro questa sindrome”. Un particolare sottostante al ritratto, ripropone però gli occhi del ragazzo, stavolta aperti. “È come se queste persone – aggiunge lo street artist – fossero rinchiuse in un abitacolo che non riescono a manovrare. Eppure, sono in grado di vedere lucidamente ciò che c’è al di fuori.

Sotto questo ritratto campeggia una grande scritta: “Essere umani”, che fa da contralto a quella sottostante l’immagine del calciatore argentino: “Dios umano”. In questo modo l’artista vuole esprimere il suo intento di mettere sullo stesso piano esseri umani e divinità, seppur del mondo del calcio. Inoltre tramutatosi in mito vuole essere  un punto di riferimento, simbolico  di riscatto per i numerosi ragazzi che ancora oggi vedono in quell’eroe calcistico degli anni ‘80 la percezione di un essere semidivino, capace con irrefrenabile qualità tecniche di passare da uno stato di povertà a quello di ricchezza e  al contempo divenire trascinatore  della squadra di calcio del Napoli alla conquista dello scudetto, unendo  un’intera città in un sogno .

 

Altro murales  di Maradona sempre opera di Jorit si trova nei famosi quartieri spagnoli . Esso fu realizzato in occasione del secondo scudetto del Napoli, nel 1990, dall’artista scolmparso Mario Filardi  sulla parete del palazzo di sei piani in via Emanuele De Deo).Ultimamente è stato restaurato nel 2016 grazie anche ad una colletta di residenti ed artigiani dell’area che si sono autotassati . Durante i lavori di restauro è stato anche ritrovato il brillante di Swarovski che a suo tempo era stato usato come orecchino del Pibe de Oro e che è stato ricollocato sul murales. Maradona indossa la maglia della squadra con lo sponsor di allora e, naturalmente, il suo irrinunciabile numero 10.

 

 

Anche al capitano del Napoli Marek Hamsik  Jorit Agoch ha  dedicato un enorme murales realizzato  sulla facciata della scuola Viviani nella cittadina di  Quarto vicino Napoli , sita nella zona flegra .   Sembra che l’opera sia stato finanziato da Costantino Intemerato, il barbiere del Capitano del Napoli che ha creato la famosa  “cresta” che lo identifica.

In Via Duomo , all’inizio del noto quartiere Forcella , nei pressi della chiesa di San Giorgio Maggiore, possiamo invece ammirare l’enorme suo  San Gennaro con lo sguardo rivolto verso il cielo che ci invita ad attraversare la zona ricordata in genere solo per la faida.

L’opera alta più di 15 metri , è dipinta  sulla facciata di un grande palazzo ed ha con il suo sguardo assorto  la caratteristica secondo alcuni di essere il volto di un operaio carrozziere  amico dell’artista o secondo altri invece essere solo il volto di un ragazzo che ha una sorprendente somiglianza con Nunzio Giuliano, appartenente al clan dei Giuliano alle Fornelle, che fu ucciso pur essendosi dissociato dalla Camorra. Una “santificazione” della vittima di camorra che è stata supposta ma mai confermata dall’artista e che contribuisce a creare un’aurea di fascino intorno a questa opera di innegabile bellezza. Comunque sia entrambe le ipotesi possono essere vere poichè l’artista per dare maggiore umanità alle sue opere cerca sempre di ispirarsi a qualche abitante della zona.  Più che tra i graffiti, l ‘opera la  si può quasi includere nella categoria dei dipinti, anche se realizzato con lo spray, grazie alla naturalezza e alla profondità della sua espressione.
Murale di Jorit dedicato a San Gennaro
Murale di Jorit dedicato a San Gennaro 

 

 

 

 

 

 

 

Il San Gennaro di Forcella , realizzato con il Comune di Napoli e l’Eccellentissima Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro non  è comunque l’unica opera dell’artista presente in città. Di recente nel quartiere di San Giovanni a Teduccio si può ammirare una nuova opera che raffigura Maradona  con accanto uno scugnizzo , mentre a Ponticelli su una parete vicino alla chiesa  dei santi Paolo e Pietro,  nel cosidetto Parco dei Murales ,è presente   La Bambina di Ponticelli, dedicato ai bambini delle periferie e al ricordo dell’incendio scoppiato nel campo Rom del quartiere qualche anno fa ( il vero titolo del murale è però “Tutti i bambini del mondo”). La piccola presente sulla facciata di un palazzo gigantesco si chiama Ael, ti guarda negli occhi , ha la pelle scura , due segni sul viso (firma dell’artista)ed una  bellezza classica. L’intento dell’opera chiamata Tutt’egual song’e criature” (titolo ispirato a una nota canzone di Enzo Avitabile), è quella di  sostenere campagne di sensibilizzazione sui temi dell’integrazione e della lotta al pregiudizio etnico/religioso.

Nel Parco Merola di Ponticelli , soprannominato Parco dei Murales sono presenti oltre al ritratto di Ael altre belle  grandi opere di street art  che sono lo  sfondo  di  un  grande progetto di riqualificazione artistica e rigenerazione sociale dell’intero quartiere basato sull’arte di strada
Il primo  murales intitolato A’ pazziella n’man è criature , opera di ZED è invece un burattino, con una mano sola, avvolto attorno ad un joypad.  Zed 1, tra i migliori street artisti italiani ha voluto riaffermare la difesa del gioco e del diritto ad essere bambini in questo enorme murales.
La seconda è  Lo trattenemiento de’ peccerille, di CDO ( Mattia Campo dell’Orto )  che riproduce dei volti  ritratti  degli abitanti del quartiere. Un’opera dedicata a Giambattista Basile ed alla sua opera “Lo Cunto de li Cunti“, la grande raccolta di 50 fiabe napoletane del 600 che ha ispirato gli scrittori di tutto il mondo.   Il grande affresco è composto da otto volti, quasi tutti di bambini e da un cane che è un po la mascotte del parco, e da una frase di Umberto Eco: “La lettura è un’immortalità all’indietro”.
La terza  opera è Chi è vuluto bene non s’o scorda, dei due artisti siciliani Rosk&Loste, e raffigura in un maxi murales ,due bambini giganti  felici durante un’azione di gioco  con il pallone a mezz’aria mentre  giocano a calcio proprio sul campetto tanto amato dai bambini di Ponticelli . Le loro maglie sono l’una azzurra, come il Napoli, e l’altra a strisce verticali bianche e celesti, come l’Argentina ( un chiaro riferimento a Maradona ). Si tratta di una vera e propria celebrazione del gioco del calcio, che accomuna quotidianamente tutti i bambini e ragazzi di ogni parte del mondo.
La quarta opera denominata A Mamm’ ‘e Tutt’ ‘e Mamm’” di Alessandra Pulixi, conosciuta come La Fille Bertha, è una bella e coloratissima icona di una Madre che protegge ed accoglie due suoi figli nelle ali del suo grande mantello. Una libera rivisitazione della “Madonna della Misericordia“, dipinta da Piero della Francesca, che vuole rappresentare la maternità come dono e mai come un peso.
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 La quinta opera , chiamata  “Je sto vicino a te” in omaggio a Pino Daniele è stata  realizzata da Hope ,( l’artista pugliese Daniele Nitti.) .  Essa è dedicata alla solidarietà e all’importanza di poter contare nella vita gli uni sugli altri . Il murales  rappresenta un villaggio, sullo sfondo blu di un cielo stellato, con bambini, ragazzi e adulti che collaborano contenti tra loro.

I due artisti siciliani“Rosk&Loste”hanno inoltre realizzato dei splendidi murales nella stazione della circumvesuviana di San Giorgio a Cremano  raffiguranti  due noti personaggi che hanno reso onore alla memoria della stessa cittadina : Massimo Troise e Alighiero Noschese .

Nella stessa  San Giorgio a Cremano possiamo ammirare , sempre opera dello street artisi Jorit ,  il  murales dedicato al ricordo di uno dei più amati personaggi partenopei.  Si tratta di alcune opere dedicate a Massimo Troise che Jorit  ha realizzato in occasione di quello che sarebbe dovuto essere stato ilil sessantaquattresimo compleanno dell’attore , sulla  una facciata del palazzetto dello sport di San Giorgio a Cremano.
Il  murales è composto da tre delle più famose scene di alcuni suoi film.

La prima è quella del miracolo tratta dal film Ricomincio da tre,dove è ritratto in una scena con Lello Arena , la seconda immagine ricorda  la scena di Non ci resta che piangere dove  Troisi e Benigni scrivono una lettera al Savonarola e l’ultima ritrae il bacio tra Troisi e la Cucinotta nel Postino.
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Murale di Jorit a Napoli, dedicato a Troisi
Murale di Jorit dedicato a Troisi


Murales di Jorit a Napoli, teatro S. Ferdinando, Eduardo De Filippo sulle saracinesche del teatro

Da ricordare anche i tre volti di Eduardo de Filippo che chiudono le saracinesche del Teatro San Ferdinando.

Se invece ci spostiamo nei quartieri spagnoli possiamo ammirare in questo luogo circa duecento opere realizzate in circa tre anni dai due writers napoletani Cyop&Kaf nell’ambito di un progetto chiamato Quore Spinatoil cui scopo è quello di riqualificare l’intera area dei quartieri .
cui opere risultano spesso anomale ed irrequiete . I graffiti che si possono trovare nei vicoli , sui muretti , palazzi , balconi , saracinesche e  mura di tufo  sono per la verità 233  e tutte raffiguranti  personaggi surreali, onirici, a volte inquietanti, ma sempre colorati e dinamici.  Le opere spesso anomale e irrequiete hanno lo  scopo di riqualificare tutti  i Quartieri, Spagnoli esaltandone la bellezza e raccontando, in maniera del tutto personale, le storie dei luoghi e degli abitanti di Napoli.
Nel rione Materdei , è invece la sirena Partenope la  protagonista del grande murales realizzato su di un palazzo  del  rione  dall’artista argentino Francisco Bosoletti.

…. ma non è l’ unica
Su una delle facciate dell’ex  Ospedale Psichiatrico Giudiziario è infatti possibile ammirare l’enorme murales realizzato dall’artista BLU.                       Un ambiguo personaggio  di color verde  dalla bocca aperta  che  si trova proprio in corrispondenza di una finestra, conferendo un grosso  senso di inquietudine. Blu è tra i più importanti street artist al mondo e le sue opere si trovano in decine di paesi.
In Piazza Cardinale  Sisto Riario Sforza ecco invece l’opera di uno street artist donna nota con il nome di Roxy in the Box . Intitolata con il nome di Mission Possibile , il murales mostra affiancati il Patrono di Napoli, San Gennaro, ed il pittore Caravaggio, che trascorse gli ultimi anni della sua vita a Napoli. Il Santo ha tra le mani un giornale, Il Sole 24 Ore, mentre Caravaggio legge il New York Times con un pallone di calcio Supersantos sotto il piede destro.

La street art  non poteva mancare di ricordare il giovane giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra . Realizzato su di un muro di fronte alla casa in cui viveva , alto gli artisti Orticanoodles, ( pseudonimo degli artisti Wally e Alitaa ) hanno voluto omaggiare e ricordare la giovane vittima realizzando i graffiti  proprio a pochi metri dal luogo in cui si verificò il tragico agguato . Il grande Murales comprende decine di citazioni di famosi personaggi ed i suoi colori verde, bianco e nero sono un richiamo a quelli della sua auto  e a quelli della stampa e della  scrittura della sua Olivetti .
I due artisti di fama internazionale Mono Gonzales e Tono Cruz hanno realizzato sulla facciata del centro sociale sede di vari collettivi  perennemente occupato di via Mezzocannone  il viso di Fidel Castro nel giorno dei suoi funerali quale segno al valore della resistenza .           Un’opera dal profondo significato politico e sociale, in perfetta linea con il tipo di arte dell’artista  Gonzales, impegnato da sempre nel rappresentare ingiustizie sociali schierandosi  sempre dalla parte dei più deboli.
La street art come  abbiamo avuto modo di vedere è costellata da interessanti ed originali opere di street art, tra graffiti, murales, stencil e poster realizzati da alcuni degli street artist più  innovativi ed importanti al mondo.
Molti sempre più nuovi artisti internazionali innovativi ed attuali  come Ryan Spring Dooley, Arp , ed Ernest Pignon si   affacciano oramai nella nostra città per lasciare un segno tangibile  della loro arte attratti da un luogo misterioso , contraddittorio , esoterico , ricco di storia e di magia  con una filosofia di vita unica al mondo.

Le sue chiese , i suoi monumenti ed i suoi palazzi sono vere opere d’arte ed i suoi vicoli stretti e misteriosi rappresentano con il loro fascino il luogo ideale dove esprimere la propria arte  spesso irrequieta , dissacrante , irriverente e ricca   di critica politica e sociale .

L ‘artista francese Ernest Pignon per esempio scelse le mura della nostra città perchè come diceva lui sono dei luoghi che riflettono l’artista .

Peccato che la sua opera in città ,  realizzata all’ingresso del monastero di Santa Chiara abbia   avuto una brevissima vita : la Pietà laica, come è stata ribattezzata, dedicata al grande regista Pasolini che con la sua macchina da presa scelse queste  strade del centro storico napoletano  per girare alcune scene del Decameron.

Pasolini in questo murales tiene fra le braccia ciò che rimane del suo stesso corpo che ancora una volta è costretto a sottoporsi ad uno strappo violento, una morte per mano di altri.
E’ un murales che consigliamo  di vedere anche così, dopo il danneggiamento, per capire la  la convivenza tra vecchio e nuovo e le sue enormi difficoltà con cui le  affrontiamo ogni giorno in città. , Questa Pietà ne è l’emblema, forte e intensa anche se ridotta a pezzi.

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