PAESTUM

 

Anche se ci allontaniamo da Napoli ed entriamo nel territorio della bellissima Salerno non possiamo non consigliare a chiunque venga a Napoli o voglia meglio visitare i nostri siti archeologici una visita a Paestum .
Il favoloso sito si trova solo ad una sola ora di auto da quello di Pompei e credetemi vale veramente la pena visitarlo .
In verita’ , Il tour archeologico che vi consigliamo e’ quello che da Ercolano porta a Paestum, passando per Pompei dove incontriamo Templi maestosi che hanno subito solo le ingiurie del tempo e intere città annichilite in poche ore dalla furia distruttiva della natura .
Partendo da Ercolano, che con Pompei ha condiviso il destino di essere stata sepolta dalla terribile eruzione del Vesuvio del 79 d.C. si passa lungo il miglio d’oro, (così è conosciuto un tratto dell’antica via che da Portici conduceva a Torre del Greco ) che conta oltre 100 ville di epoca settecentesca e infine si giunge nella famosa cittadina di Paestum dove tra l’altro si puo’ assaggiare la famosa ed unica mozzarella di Bufala .
Il sito archeologico e’stupendo per la eccezionale qualita’ e conservazione dei suoi tre grandi templi . Non c’e’ nessun luogo del mondo greco che possa vantare tre templi in stile dorico cosi’ integri . Eretti tra la meta’ del VI secolo e la meta’ del V secolo a.c. gli edifici hanno conservato interamente i colonnati .
Quello di Nettuno e’ lungo 60 metri con 50 pilastri monumentali e ha mantenuto intatto il frontone e il secondo ordine di fusti all’interno della cella.
Fondata da coloni Achei provenienti da Sibari all’inizio del VI secolo a.c. la citta’ greca era dedicata a Poseidone , il dio del mare , fu poi con quistata dal Lucani nel 400 a.c. che ne italianizzarono il nome in Paistom . Nel 273a.c. divenne un’ importante colonia romane e prese il nome ufficiale di Paestum .
Fu famosa per essere sede della produzione di un famoso profumo ( estratto di rose ) celebrato da poeti come Virgilio e Ovidio .
La citta’ venne a poco a poco abbandonata dai suoi abitanti messi in fuga dalla malaria che si diressero verso i monti vicini per stabilirsi in un sito chiamato Capaccio Vecchio , dove il culto della Madonna del Granato ha riscontri iconografici con Hera , rappresentata spesso con un melograno .
Il nome Capaccio Vecchio pare derivi dall’acquedotto antico ( granato o Capaccio Vecchio )
La piana del Sele non piu’ coltivata , e diventata invivibile per la malaria fu cosi’ abbandonata nell’VIII secolo d.c. e dimenticata per anni nella boscaglia , fino alla sua riscoperta nel settecento nell’ambito degli scavi archeologici promossi dai Borboni .
Il vasto campo di scavi e’ protetto da una cerchia di mura greco-romane lunga quasi 5km con torri cilindriche e quadrate in corrispondenza dei punti cardinali.
I due edifici chiamati ‘ Basilica ‘ e ‘ tempio di Nettuno ‘ formavano in origine un unico santuario dedicato ad Hera , moglie di Zeus , dea della fecondita’ e della maternita’ .
La via sacra attraversa tutto il centro della citta’ antica, taglia il Foro , sfiora i ruderi romani e il cosiddetto ‘ Tempio Italico ‘e si raddoppia in corrispondenza dell’Agora’ della greca Poseidonia dove di trova un misterioso e suggestivo saccello ipogeo , dal quale provengono alcuni manufatti in bronzo conservati nel museo locale .
Poco piu’ in la’ , il ‘Tempio di Cerere’ , in realtà’ dedicato ad Atena , ma ai fantasiosi scopritori sembrava giusto intitolare un luogo di culto alla dea del grano , la principale risorsa agricola della piana del Sele . Il monumento , imponente conserva tutte le sue 34 colonne ancora in piedi e ampi frammenti dei due frontoni .
Poco lontano e’ allestito l’ importantissimo museo archeologico , dove dono raccolti i reperti della Poseidonia greca e della Paestum romana .
Il museo espone un’opera d’arte di inestimabile valore , uno dei pochissimi esempi di pittura greca : la tomba del ‘tuffatore ‘ realizzato verso il 480-470 a.c.
Il tuffatore che simboleggia il passaggio dalla vita alla morte appare realizzato sulla lastra che costituiva il coperchio della tomba cui da’ il nome  .
Il personaggio che si tuffa con stile perfetto e’ un pezzo di bravura emozionante ed e’ tra le piu ‘ efficaci e liriche raffigurazioni dell’uomo di fronte alla morte.
Sulle pareti laterali si sviluppano le scene del banchetto funebre costituendo un sorprendente e autentico spaccato di vita quotidiana .
Inoltre nel museo troviamo esposte in ampie sale luminose una statua in terracotta di Zeus , sculture in marmo , vasi , armi in bronzo , belle ceramiche attiche , e straordinari elementi del fregio che rappresentano le fatiche di Ercole ed episodi della guerra di Troia , provenienti dal santuario di Hera .

 

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