LA COMPAGNIA DELLA MORTE

MATTIA PRETI è stato certamente uno dei più importanti esponenti della pittura napoletana .
Insieme ad altri 3 grandi artisti egli fece parte della ” compagnia della morte ” così chiamata perchè coloro che ne facevano parte erano terribili spadaccini, animosi e vendicativi .
La compagnia era stata creata da Aniello Falcone per vendicare la morte di un amico , con lo scopo di uccidere tutti gli spagnoli che gli venissero a tiro .
Di questa compagnia fece parte anche Masaniello.
I tre grandi artisti di questa compagnia  dotati di talento ma anche di temperamento aggressivo furono :
1) Aniello Falcone , fondatore e reclutatore di affiliati , certamente il più scalmanato di tutti . Era il terrore dei soldati spagnoli.
2)Micco Spadaro ovvero Domenico Gargiulo , così detto perchè da piccolo lavorava nella bottega del padre che costruiva spade .
3)Salvator Rosa , il più giovane di tutti .
La storia di Mattia Preti con Napoli incomincia in maniera quantomeno singolare grazie al suo temperamento animoso e aggressivo.
A Roma dopo una violentà discussione assassinò un critico d’arte che male aveva giudicato i suoi affreschi in Sant’Andrea della Valle , e per tale motivo dovette fuggire nottetempo alla volta di Napoli .Ma una volta giunto a Napoli per cercarvi rifugio commise un secondo grave delitto .
Egli per cercare di oltrepassare il blocco sanitario che per motivi di sicurezza impediva a chiunque di entrarvi (la città era preda di una delle più terribili pestilenze )uccise una delle guardie che gli sbarravano il passo .
Il Mattia Preti era in una situazione tragica , alle sue spalle gli inseguitori e davanti un gendarme ostinato. Lo pregò e supplicò ma l’ uomo gli puntò l’alabarda sul petto e gli ordinò di allontanarsi A questo punto egli afferrò il pugnale e assassinò il gendarme .
Egli allora fuggi verso Napoli in cerca di un nascondiglio sicuro.
L’uomo,riconosciuto, fu ricercato, arrestato e condannato alla pena capitale .
Ma anche questa volta riuscì a farla franca : uccidere un pittore di quel valore sarebbe stato un peccato.
Il tribunale della vicaria decise così di commutargli la pena : avrebbe dovuto dipingere quadri votivi su tutte le porte della città con scene sacre in segno di ringraziamento per lo scampato pericolo dalla peste . PORT’ALBA – PORTA NOLANA – PORTA CAPUANA – PORTA S. GENNARO .
Di tali affreschi purtroppo non vi è rimasta alcuna traccia tranne quelli ancora visibili ma molto degradati situati sopra l’ arco di Porta S. Gennaro .
Dopo questo episodio invece , il temuto spadaccino , nonchè grande artista , si trasformò nel più mite dei monaci e si trasferì a Malta dove morì nel 1699

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