SORRENTO

La Penisola Sorrentina ha un paesaggio unico al mondo, dove si alternano alte e basse colline a profondi valloni e maestose montagne dove grandiosa è stata l’opera dell’uomo, che ha sistemato le zone più impervie trasformandole nelle famose terrazze, gradoni di terra degradanti verso il mare, sui quali ha coltivato aranci, limoni, ulivi e viti.
Sono i giardini di delizia dai quali in primavera esala un profumo inebriante . Il clima mite ed asciutto durante quasi tutto l’anno fa della Penisola Sorrentina la meta ideale di ogni stagione.
L’agglomerato urbano che si estende sulla cima di una scogliera di tufo e’ suddivisa in tre comuni : Sorrento , Sant’ Agnello e Piano di Sorrento , tutti caratterizzati da ville nobiliari immerse in fantastici giardini .
Completano la penisola Sorrentina i comuni di Vico Equense , Piano di Sorrento , Sant’Agnello, e Massa Lubrense.

costiera sorrentina

SORRENTO

Sorrento ha dato i natali al poeta Torquato Tasso celebre in tutto il mondo che qui vi nacque nel 1544.
Terra di colori e profumi e’ famosa in tutto il mondo per le sue scogliere , i pendii scoscesi , le sue terrazze di agrumi ed il panorama unico al mondo , dolce armonia tra mare e montagna . E’ la meta turistica campana per eccellenza per chiunque si rechi in Campania .
Le sue bellezze naturali ed artistiche e le sue terre ricche di aranceti e limonaie fanno di Sorrento un posto meraviglioso , un piccolo paradiso.
Gli agrumeti offrono uno spettacolo magnifico all’inizio della primavera e il profumo intenso degli aranci e dei limoni in fiore e’ talvolta inebriante .
La coltivazione del limone che ha reso famosa Sorrento era gia’nota ai romani , ma venne introdotta su larga scala dagli arabi .
Il limone di Sorrento appartiene ad una varieta’ particolare : il suo profumo ‘ e’ intenso e il sapore poco aspro tanto da poter essere mangiato a fette e zuccherato . La sua scorza serve alla preparazione del limoncello.
Il nome deriva secondo tradizione popolare dalla denominazione Sireneide , dato anticamente alla zona per identificarlo con il luogo di presenze delle sirene .
Il posto e’ stato Infatti da sempre identificato come il luogo dove Ulisse si fece saldamente legare all’albero maestro della sua nave per ascoltare indenne il pericoloso canto delle sirene .
Diverse culture e civilta’ si sono succedute nel corso dei secoli : gli Etruschi, i Greci, gli Oschi, e i Romani. Poi la sottomissione a Bisanzio, il saccheggio ad opera dei Longobardi, la conquista dei Normanni, e il benefico influsso degli Aragonesi.
Ma anche periodi tristi come quello legato all’ invasione dei feroci turchi che in cerca di ricchezze e bottini, saccheggiarono Sorrento nel 1558.
Sono tante le leggende che si raccontano su queste invasioni turche , quasi sempre legate alla grande devozione che i sorrentini nutrono per il loro patrono Santo Antonino ed alla loro radicata fede. Basta andare nella cripta della Basilica, dedicata appunto a Sant’Antonino, per rimanere profondamente colpiti dalla quantità degli ex voto offerti al patrono, e leggervi dietro storie, più o meno tristi .
Finalmente ai primi del ‘700 iniziò un periodo di rinascita culturale, economica e sociale per l’intera penisola sorrentina, che raggiunse l’apice nel corso dell’ottocento allorchè nacque e si consolidò la vocazione turistica di questa località che venne inserita nel cosidetto “Grand Tour”, un viaggio nei luoghi più significativi d’Italia che ogni nobile rampollo europeo dell’epoca doveva compiere a completamento della propria formazione culturale, storica e letteraria. Vennero, così, a soggiornare a Sorrento, in cerca di sole e di ispirazione, ospiti illustri quali Byron, Keats, Scott, Dickens, Goethe, Wagner, Ibsen e Nietzsche solo per citare i più noti.
Nelle stesso periodo si intensificarono tutte le attività lavorative più tradizionali, quali l’agricoltura, il commercio marittimo e finalmente e progressivamente quella industria turistica che attualmente rappresenta il settore portante dell’economia sorrentina.Oggi Sorrento è una moderna cittadina con oltre un centinaio di accoglienti esercizi alberghieri, è sede del prestigioso e ricco Museo Correale di Terranova che custodisce importanti testimonianze della storia della città. Dal 18° secolo Sorrento divenne famosa anche per la sua grande tradizione artigiana del legno intarsiato, alcuni esempi di grande pregio si possono ammirare al Museo Bottega della Tarsia Lignea sito in un antico palazzo del XVIII sec. nel centro storico .
Ci sono delle belle chiese da vedere a Sorrento , da un punto storico e artistico :
La Basilica di S.Antonino, dedicato a S.Antonino, patrono di Sorrento. Al suo interno sono presenti numerosi reperti provenienti probabilmente dal portico di una delle numerose ville, d’epoca romana, presenti in zona. Di notevole pregio il presepe della scuola settecentesca napoletana del Sammartino, dal quale purtroppo sono stati trafugati alcuni pastori mentre nella Cripta è custodito il corpo del santo .
Da notare il portale meridionale in forma bizantino-romaniche che risale al X secolo.
La Cattedrale di Sorrento, dedicata ai SS. Filippo e Giacomo, in stile romanico che risale al XV Secolo, con un portale di notevole bellezza in stile rinascimentale con all’interno tele di artisti della scuola napoletana del ‘700, e un trono arcivescovile arcivescovile in marmo del 1573.
Il monastero di San Francesco costituito dalla Chiesa e annesso Chiostro risalente alla prima metà del VIII secolo.
La Chiesa del Carmine che custodisce copia del ritratto della Vergine Bruna della Chiesa del Carmine in Napoli.
La Chiesa dei Servi di Maria , un vero gioiello in stile barocco che risale al XVIII.
Di notevole pregio la statua del Cristo morto in legno che la legenda vuole sia stato realizzato da un carcerato in fuga, riparatosi nella chiesa. La statua insieme con quella della Madonna Addolorata viene portata in processione la sera del Venerdì Santo accompagnata da centinaia di incappucciati in nero e dal coro del Miserere.
Interessante da un punto di vista storico e’ Il Sedil Dominova, una struttura risalente al XVI secolo che rappresenta l’unica testimonianza visibile in Campania dei “sedili nobiliari”, punto di incontro delle famiglie aristocratiche dell’epoca. In forma quadrilatera è formata di elementi maiolicati di colore giallo e verde.
Nello stesso periodo fu realizzato un altro Sedile detto “di Porta”, perché ubicato accanto alla porta d’ingresso alla città (Piazza Tasso angolo Via S.Cesareo) di cui sono, purtroppo, visibili poche vestigia.
Tra i bei palazzi sono sicuramente da citare : Casa quattrocentesca , Il Palazzo Veniero , il Palazzo Correale, , e la Casa Correale, palazzo affacciato su Piazza Tasso, anticamente Piazza Castello .
Corso Italia è la strada principale di Sorrento e rappresenta il centro della vita mondana della cittadina, sia di giorno sia di notte. Il corso cittadino è la strada dello shopping dove di giorno, quando tutte le boutique di moda e i negozi sono aperti, è possibile passeggiare, fermandosi a guardare le vetrine o facendo una sosta rinfrescante in uno dei tantissimi bar che si affacciano sulla strada, nella maggior parte dei casi con tavolini all’aperto. Un drink o un caffé lungo Corso Italia è quasi un obbligo per chi si trova a Sorrento.
La sera la strada diventa il centro della vita notturna; ci sono bar, locali, ristoranti, pub e tanti posti dove poter bere qualcosa e trascorrere la serata in compagnia.
Piazza Tasso è la principale piazza di Sorrento. La sua conformazione attuale è il risultato di numerose trasformazioni urbanistiche che interessarono l’area nel corso del XIX secolo.
Inizialmente il suo nome era Largo del Castello. Originariamente, infatti, là dove oggi sorge la statua di sant’Antonino, vi era un castello risalente all’epoca di Ferdinando d’Aragona (XV secolo) che fu demolito nel 1843.
Nel 1844 si procedette alla demolizione delle mura costruite lungo i valloni, risalenti al Cinquecento, e che avevano svolto il ruolo di difesa dalle incursioni. Infine nel 1866 fu abbattuta la porta di accesso alla città dal lato orientale, detta Porta del Piano, alla cui sommità si trovava la statua in tufo di Sant’Antonino. La statua venne poi rimossa e sistemata su un pilastro costruito presso l’albergo Rispoli .
Sulla piazza attualmente si affacciano la chiesa barocca del Carmine e Palazzo Correale mentre al centro si innalza la statua di Torquato Tasso, inaugurata nel 1870.
I vicoletti della zona di San Cesareo, sono invece l’ideale per chi e’ alla ricerca di prodotti tipici della zona i: da queste parti infatti troverete piccole botteghe dove acquistare liquori e prodotti di produzione locale. Non perdetevi per niente al mondo il limoncello e il nocillo, realizzati rispettivamente con i limoni e le noci di Sorrento. C’è solo l’imbarazzo della scelta, tanti sono i negozi che si alternano tra i vicoli. Pur trattandosi di piccole o grandi botteghe a misura di turista, i prodotti in vendita sono sicuramente di ottima qualità, confezionati in modo da essere anche uno splendido souvenir per i vostri amici, una volta tornati dalle vacanze. Non ci sono solo i liquori, ovviamente, ma anche gadget e oggetti vari, scarpe e sandali fatti a meno, abiti estivi, perfetti per passeggiare tra le strade di Sorrento.
Avventurati tra questi vicoli non mancherete di incontrare numerosi locande e ristoranti dove mangiare tipici saporiti prodotti locali .
Sorrento è sede di rilevanti manifestazioni culturali, musicali, cinematografiche, nonchè punto di partenza ideale per tutte le località turistiche dei dintorni:Capri, Ischia, Napoli, Ercolano, Pompei, Positano ed Amalfi .

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Il territorio di Vico Equense comprende il Monte Faito ( 1300 metri ), un’area perfetta per gli escursionisti , e una campagna dolce da scoprire anche attraverso i suoi prodotti lungo la cosiddetta Via dei Casali.
La sua costa e’ tutto un susseguirsi di spiagge dal mare limpido ,tutte attrezzate con le piu’ moderne strutture della balneazione .
Il paese di Vico Equense e’ bellissimo , stretto intorno al Castello angioino ( Giusso ) e adagiato su un promontorio tufaceo che divide due baie, la marina di Vico e la Marina di Aequa , antichi borghi di pescatori oggi diventati rinomate mete turistiche .
Il castello Giusso ( così chiamato dal nome di uno dei suoi proprietariè ) e’ stata una struttura militare e residenziale di Vico Equense: costruito alla fine del XIII secolo, nel corso degli anni ha subito notevoli mutamenti che ne hanno alterato l’aspetto originario.
Della sua fisionomia originale rimane ben poco, (solo parte della cinta muraria ed una terrazza sul mare) e viene oggi utilizzato per cerimonie, meeting ed esposizioni d’arte.
A Vico Equense non puoi non vedere almeno una volta , La Santissima Annunziata , una delle chiese monumentali piu’ affascinanti della costiera sorrentina , che si erge su un costone roccioso e a picco sul mare.
La struttura risale al XIV secolo e rappresenta, nelle sue navate interne, uno dei pochi esempi di architettura gotica presenti sul territorio. La chiesa è stata sede vescovile e cattedrale della diocesi fino al 1818.
Un tempo, la cattedrale si trovava nella zona bassa della città, ma venne spostata nella zona alta in seguito alla incursioni dei pirati .
Di fianco alla chiesa sorge un imponente campanile cinquecentesco edificato su tre piani.
All’esterno della struttura troviamo un piazzale che affaccia sul borgo marino offrendo un panorama mozzafiato che abbraccia il golfo di Napoli e la costiera.
La rosea chiesa della Santissima Annunziata è anche chiamata “di Punta a Mare” e per la sua particolare bellezza e per la posizione che le garantisce un certo fascino, nell’anno 2014, si aggiudicò il primo posto in una classifica stilata da Marcopolo sui santuari più belli d’Italia.

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La cittadina di Meta, i cui antichi casali e le cui spiagge assolate sono tutti da scoprire e’ stata fondata intorno al VII secolo d.C.
Esistono diverse interpretazioni sull’origine del nome “Meta”. Alcuni studiosi sostengono derivi dal nome di una casa antichissima la cui costruzione non fu mai portata a termine; altri sostengono derivi da una particolare qualità di uva coltivata sui colli circostanti. .
La storia del paese è strettamente legata a quella della Penisola e dell’intero Regno di Napoli. Per certo nel IX secolo Meta aveva un’ottima ed attiva marineria mercantile che intratteneva rapporti commerciali coi porti dell’Oriente, compresi quelli della Palestina.
In epoca medievale Meta e Piano di Sorrento erano riunite in un unico comune e mal sopportavano la presenza della nobiltà sorrentina che non solo li gravava di tributi, ma le opprimeva anche politicamente, negando loro la partecipazione al Parlamento ed imponendo le sue leggi ed ordinanze.
Durante la terribile invasione saracena del 1541, Meta conobbe unitamente a Sorrento e Massa, assedi, eccidi ed incendi, i suoi abitanti valorosamente affrontarono le navi nemiche che cedettero dopo una estenuante battaglia.
Nel 1819 Meta divenne comune autonomo,, fino al periodo fascista, nel 1927, fu infatti riunita a Sorrento insieme ai comuni di Piano e di Sant’Agnello, formando un Comune unico, detto la “Grande Sorrento”. Solo nel 1946 è ritornata ad essere comune indipendente.
Il centro storico, e’ sicuramente uno dei più belli dei centri della penisola, ricco di antichi palazzi dai cortili settecenteschi custoditi in un dedalo di vicoli che conducono al mare, alla spiaggia più ampia dell’intera penisola: marina di Alimuri
Da visitare certamente la Basilica della Madonna del Lauro (XVIII).
La chiesa si presenta con una facciata in stile neoclassico, con un portale in bronzo che ha sostituito l’originale in legno, scolpito con le scene della vita del Cristo, custodito all’interno della Chiesa. Affianca la chiesa un campanile eretto nel 1558 con un massiccio orologio.
Nel dio interno , la venerata statua della Madonna è una scultura bizantina realizzata tra la fine del VIII e l’inizio del IX secolo, epoca in cui il territorio della penisola era sotto il dominio di Bisanzio.
La storia della costruzione della Chiesa di Santa Maria del Lauro a Meta di Sorrento si fonde con la leggenda. Secondo la tradizione la Chiesa è stata eretta dove anticamente era presente un tempio pagano dedicato al Dio Apollo e nel punto esatto dove , abbandonata in un bosco , venne scoperta una statua raffigurante una Madonna.
La scultura della Vergine , nascosta tra i cespugli , ai piedi di una pianta di alloro , fu trovata da un’anziana sordomuta che, conducendo le pecore al pascolo , venne attirata da una misteriosa fiamma . Secondo la leggenda , nell’istante della scoperta la donna recupero’ l’udito e la parola e subito corse in paese gridando al miracolo e a raccontare il prodigio al quale aveva assistito.
Il vescovo di Sorrento fece trasportare la statua nella sua Cattedrale , ma il mattino successivo , miracolosamente , essa fu ritrovata nuovamente ai piedi dell’alloro dove era apparsa. Questo miracolo si ripeté e così la statua venne lasciata a Meta, nel tempietto del Salvatore, che si trovava nei pressi del lauro in questione e che era sorto sui ruderi di un tempietto pagano dedicato ad Apollo, il purificatore, nume cui, guarda caso, era sacro l’alloro. Da allora la statua fu venerata come “Madonna del Lauro”.
Il numero crescente di fedeli che accorrevano a venerare la ” Madonna del Lauro ” indusse la popolazione a costruire , fra il IX e il X secolo , un tempio piu’ grande .
La chiesa che fu edificata divenne sede parrocchiale e poi elevata a Basilica Ponteficia .
Ma cosa ci faceva una scultura bizantina tra i boschi sorrentini ? Il ritrovamento tra i boschi sorrentini di una statua con quelle caratteristiche era all ‘epoca perfettamente plausibile poiche’ territorio Sorrentino era sotto l’imperatore di Bisanzio, e la Repubblica Marinara di Amalfi era florida e intrecciava commerci con l’Oriente. Era dunque normale nella zona trovare opere d’arte bizantine.
Il periodo del ritrovamento coincide con quello delle lotte iconoclaste scatenate dall’imperatore bizantino contro le immagini sacre di cui fu ordinata la distruzione in tutte le province dell’Impero, inclusa l’Italia. È realistico quindi supporre che la statua per sottrarla alla distruzione venne nascosta nel bosco dove poi fu ritrovata.
Circa poi la sua origine, sul piano storico è possibile che sia stata realizzata in Oriente e trasportata qui da marinai metesi , che al momento del ritrovamento, riconobbero in quella statua la Madonna del Tabor che avevano venerato in Palestina
La Basilica della Madonna del Lauro, per le importanti opere d’arte che custodisce è stata dichiarata monumento nazionale nel 1913.
La particolarità cui i metesi tengono di più è che essa, dal 1206, gode del privilegio delle parrocchie estaurite, che prevede l’elezione del parroco da parte del popolo. Le chiese con questa eccezionale prerogativa, sono oggi solo ventuno in tutto il mondo e di queste sette nella Archidiocesi di Sorrento – Castellammare. La visita a questa chiesa insomma è d’obbligo anche per capire meglio un popolo che in essa trova la propria identità. Una prova la si ha entrando nel Cappellone di San Pietro, costellato di ex-voto marinari datati tra il ‘600 e il primo ‘900, l’epoca della marineria.

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Piano di Sorrento, e’ una cittadina vivace che miscela la propria identità marittima a quella rurale e a quella di attivo centro commerciale della penisola;
La sua origine è antichissima, risale, infatti, al periodo paleoliti cosuperiore come testimoniano i numerosi ed interessanti reperti ritrovati nella grotta detta “La Porta” in località Colli di S.Pietro. Planities per i romani, che seguirono ai Sanniti prima ed ai Greci poi, che qui soggiornarono come testimoniano le numerose tracce di antichi templi pagani, a cui si sovrapposero successivamente altrettante chiese.
Nel corso dei secoli la sua storia ha seguito quella della vicina Sorrento dalla quale ottenne l’autonomia nel 1808 diventando comune a se stante
Nell’800 Piano sviluppò moltissimo l’attività marinara con validi armatori. Il XIX secolo, vide lo sviluppo progressivo dei cantieri della Marina di Cassano e la vocazione commerciale del territorio portò ad una forte crescita economica del territorio.
da visitare: Villa De Sangro di Fondi ,elegante edificio neoclassico,costruito nel 1840,circondato da un parco secolare, ricco di preziose specie botaniche, con meravigliosa terrazza sul mare , oggi sede del museo archeologico della penisola sorrentina intitolato a Georges Vallet, dove e sono stati raccolti ed ordinati tutti i reperti, ritrovati in penisola sorrentina, dall’età preistorica all’età romana.
La Basilica di San Michele Arcangelo,costruita intorno al IX sui resti di un tempio pagano,è un concentrato d’opere d’arte e tesori artistici.
Il caratteristico borgo marinaro di Marina di Cassano, antico approdo e sede di cantieri navali, recentemente ristrutturato ed attrezzato a porto turistico.

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Il comune di Sant’ Agnello è un piccolo centro agricolo e turistico della Penisola Sorrentina, situato su un terrazzo tufaceo a circa 60 metri sul livello del mare : la sua affacciata ha incantato la casa reale dei Borbone e i principi di tutta Europa, che qui hanno costruito ville da favola.
Diventato comune a se stante nel 1866 prende il nome dal suo Santo patrono Agnello, protettore delle partorienti, venerato nella chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Prisco ed S.Agnello. La chiesa in stile barocco, risale ad epoca antichissima ed è ricca di dipinti di notevole valore artistico ( anche opere di Battistello Caracciolo) .
Famoso in zona si trova l’Hotel Cocumella, uno dei più antichi alberghi della zona, realizzato in un convento dei padri gesuiti, risalente al XVI secolo ed immerso in un parco di piante secolari.

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Massa Lubrense, e’ l’ ultimo comune della penisola sorrentina, e si estende su un vasto territorio costituito da ben 18 diversi borghi., con innumerevoli percorsi pedonali tra antichi casali, aree archeologiche, e panorami indescrivibili, su mare e spiagge d’incanto.
Caso unico tra i comuni della Penisola Sorrentina, Massa Lubrense vanta spiagge e calette su entrambe le coste: la Marina di Puolo, la Marina della Lobra, le Fontane, Baia delle Sirene e Cala di Mitigliano nel Golfo di Napoli; la Baia di Ieranto, la Marina del Cantone, Recommone e il Fiordo di Crapolla nel Golfo di Salerno.
Massa Lubrense è inoltre l’unico comune di Napoli ad aver ottenuto per 8 anni consecutivi il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, assegnata ogni anno dalla Fee per premiare la qualità delle acque marine, la manutenzione della fascia costiera, l’efficienza dei servizi e delle misure di sicurezza.
Massa Lubrense e’ un luogo conosciuto e apprezzato sin dai tempi antichi : secondo la mitologia greca Ulisse fondo’ in zona un tempio dedicato al culto della dea Atena ( Minerva per i Romani ).
L’ubicazione di questo tempio è stata confermata in seguito al ritrovamento di una incisione rupreste, in lingua osca, in località Punta della Campanella, zona dai Romani denominata appunto “Promontorium Minervae”.
Questa parte della costa fu successivamente particolarmente cara ai Romani come testimoniano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nella zona .
Bella da vedere e’ la Cattedrale di Santa Maria delle Grazie, risalente al 1512 ma completamente rifatta nel XVIII secolo. All’interno un pavimento maiolicato del settecento .

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E’ cosigliabile trascorrere qualche lieta giornata nella vicina Sant’Agata sui due Golfi, un piccolo centro di villeggiatura, che si affaccia sull’isola di Capri e sugli isolotti de Li Galli.
La località è ricca di sentieri, a volte impervi, che portano a luoghi mozzafiato come ad esempio la Baia di Ieranto dalle acque cristalline, che sorge nell’area marina protetta di Punta Campanella. In quest’area è possibile organizzare escursioni in barca e immersioni subacquee.
Passeggiando lungo la via principale si raggiunge il Monastero del Deserto costruito dai frati Carmelitani nel 1679.
Per gli amanti della buona cucina, Sant’Agata offre una varietà di ristoranti e locali rinomati per la loro tradizione gastronomica e che ruota attorno alle specialità di mare.
Non mancano poi le specialità casearie tra cui i formaggi dei Monti Lattari una vera ghiottoneria per i palati più raffinati.

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La vicina localita’ di Nerano , e’ un paese marinaro molto suggestivo , una vera rara perla incastonata nella Costiera Amalfitana , amata per le sue grotte sottomarine, le sue calette, il centro pittoresco, e i ristoranti tipici presso la Marina del Cantone, spiaggia pittoresca ricordata in numerose leggende e miti relativi alle sirene.
Il nome, probabilmente, prende origine dalla Villa di Nerone costruita come residenza di svago e ozi dell’Imperatore.
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