POSITANO

 

Dalla punta Campanella fino a Salerno si snoda una delle piu’ famose strade panoramiche del mondo , a picco sul mare e disseminate di ville e paesi dall’antico passato .
La costiera Amalfitana e’ tutta un susseguirsi di cale e calette con paesini abbarbicati alle rocce , ognuno con il proprio approdo per barchette di vario tipo.

costiera sorrentina

POSITANO

” Positano e’ un posto da sogno che non vi sembra vero finche ‘ non ci siete stati ”

E’ una delle localita’ turistiche piu’ eleganti e famose della Costiera Amalfitana .
Un’autentico borgo marinaro , che pur conservando il suo fascino di vecchio paese di pescatori rappresenta oggi un un luogo mondano , raffinato e di alto piacere ,contrassegnato da moda , eleganza e fascino .
Le sue case sono assemblate e scaglionate a terrazze verso il mare su una rapida collina conferendo al paese un aspetto estremamente pittoresco .
Una fitta rete di vicoli e scalinate dove possiamo ammirare bei negozi ( famosi i costumi di Positano da non farsi scappare ad inizio stagione ) conduce poi ad una bella spiaggia di fronte alla quale troviamo tre isolotti ( Li Galli ) dove abito’ il grande ballerino Rufolf Nureiev ma anche il coreografo e ballerino Leonide Massine.
Le tre piccole isole , formano nell’ insieme un piccolo arcipelago che appartiene al comune di Positano : vengono chiamati nell’ insieme ‘ Li Galli ‘, mentre singolarmente sono :
Gallo Lungo , La Rotonda e Castelluccio .
Questi tre isolotti dovevano costituire un tempo , un preciso punto di riferimento per i naviganti , ma il gioco delle correnti e dei vortici trascinava spesso le imbarcazioni contro le rocce. Ecco allora che Omero , grazie al mistero delle correnti colloca proprio qui , in questo luogo la sede delle leggendarie sirene che con il loro canto ammaliavano i marinai in transito e portava le loro navi a schiantarsi sugli scogli .
Le sirene della Grecia antica erano mostri con il corpo di uccello e il capo di una fanciulla
( da qui’ il nome Li Galli ).
Narra una leggenda , che una nave saracena aveva rubato un prezioso quadro della Madonna , ma venisse la stessa, una notte , al largo di Positano , sorpresa da una grande tempesta . I marinai avviliti e sul punto di naufragare tra le raffiche dell’uragano ad un certo punto incominciarono a sentire una voce misteriosa che insistentemente urlava : “Posa, Posa …”
L’equipaggio con grande sforzo cerco’ di arrivare verso la spiaggia , anche se la nave a quel punto sembrava scivolare di proprie forze verso la riva.
Una volta giunta sulla spiaggia la tempesta si placo’ ed i marinai saraceni a quel punto capirono di dover ” posare ” il quadro della Madonna .
I pescatori , al mattino , ritrovarono la Madonna bizantina e gli abitanti della spiaggia costruirono su quel luogo un tempio e da quel giorno il paesetto si chiamo’ da Posa , Posa della Madonna ……… Positano .
Positano e’ oggi considerata una delle localita’ piu’ suggestive della Costiera Amalfitana dal punto di vista turistico .Pur conservando per intero il suo fascino di vecchio paese di pescatori e’ attrezzato a meraviglia per accogliere degnamente i turisti di ogni paese , rappresentando una localita’ prescelta da un lato per la sua tranquillita’ ma anche per essere uno dei centri piu’ eleganti e famosi della Costiera Amalfitana, famosa anche per la moda in ” stile Positano “incominciata negli anni cinquanta quando le donne del borgo avevano avuto la brillante idea di cucire per i turisti camiciotti e semplici vestiti con le loro ” pezze ” , vale a dire i tessuti di canapa tinti con colori ricavati da cortecce d’albero e fiori , con i quali fino ad allora avevano fatto i canovacci . Con il passare degli anni , poi, li avevano arricchiti con ricami e merletti al tombolo . Oggi ci sono sartorie in grado di produrre un abito su misura nel giro di un’ora.
Lo ” stile Positano ” lo ritroviamo lungo i vicoli e le scalinate del borgo , esposto in vetrina o sui banchetti dei tanti negozietti che adornano la stradina . Camice , borse , vestiti ,cappelli e scarpe ( famosi i sandali rasoterra in cuoio a infradito o a ‘ ragnetto’ fatti a mano ) fanno da cornice alle principali vie di comunicazione del paese .
Positano e” sempre stato per la sua tranquillita’ e la sua bellezza , luogo prediletto dagli artisti di tutti i paesi del mondo , poiche’ i suoi colori , il suo cielo perennemente azzurro e le sue caratteristiche case arroccate una sull’altra ‘ , quasi volessero sorreggersi a vicenda su di una ripida collina aperta verso il mare, rappresentano oramai una icona da immortalare . Il confuso e pittorico assembramento di case , e’ oramai scenario consolidato , scelto come modello di numerose tele di grandi e piccoli artisti .
Fondata dagli abitanti di Paestum , fuggiti dalle loro abitazioni saccheggiate dagli invasori essa e’ localizzata tra tre valli chiamate Pertuso , Comune e Paipo .
Fu nell’anno 1000 sede della Badia Benedettina che per molti anni tenne tutti gli abitanti in uno stato di indicibile miseria , fino a che il popolo non si ribello’ e dette inizio alla grande ascesa economica di Positano , realizzando un cantiere navale di considerevole importanza rispetto alle altre localita’ limitrofe . Durante questo periodo di magnifico splendore economico Positano appartenne a vari nobili tra cui Alfonso il Magnanimo , il marchese di Oliveto , Blanch e altri potenti dell’epoca . Nel 1700 inizio’ poi il suo declino economico culminato con l’abbandono della citta’ dei Positanesi .
La cittadina architettonicamente presenta tre torri esterne fatte edificare con scopi di difesa dal vicere’ Don Pedro de Toledo e da cinque torri interne di particolare interesse dal punto di vista storico .
Da ricordare la chiesa di Santa Maria Assunta e la villa romana di particolare bellezza .

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AMALFI

” chi non ha visto Amalfi , non ha visto l’Italia”. ( O. Sitwell )

Amalfi ha un fascino particolare con le sue abitazioni arroccate l’una all’altra per proteggersi e sostenersi con spuntoni di roccia fortificati che rappresentavano la grande muraglia che ai tempi della Repubblica Marinara , la proteggeva dalle incursioni dei turchi , dei Saraceni e dei Normanni , su un fondale trasparente con chiazze verdi smeraldo inondate dal sole.
Amalfi assomiglia a un presepe , tutto frastagliato di palme e piante di limoni e di aranci , di oliveti disseminati e giardini degradanti che arrivano fino alla strada lambita dal mare .
La mitologia vuole che in questa localita’ fu sepolta Amalfi , donna amata da Ercole e che il grande eroe per immortalarla vi ci costrui’ una citta’ a cui diede il nome della donna amata .
Le origini della citta’ , che poi divenne territorio del ducato di Napoli , risalgono all’Impero romano . Assediata dai Longobardi e poi saccheggiata dal principe di Benevento , Sicardo , che deporto’ i suoi abitanti a Salerno nel 836 , si ribello’ a questi quando qualche anno dopo mori’ il tiranno .
Amalfi si libero’ anche dal giogo di Napoli , per divenire la prima repubblica marinara d’Italia , controllando per piu’ di tre secoli i mercati del Mediterraneo .
Amalfi fu una grande potenza economica , tale da avere addirittura una propria moneta .
Fu la piu’ grande e la piu’ temuta repubblica marinara d’Italia che controllo’ per piu’ di tre secoli i mercati del Mediterraneo al punto di promulgare le proprie leggi sulla navigazione ( Tavole Amalfitane ) che vennero poi riprese dalle altre repubbliche marinare e dalla marina del Regno di Napoli .
Forte di tutte le vicende storiche di cui e’ stata protagonista puo’ vantare un considerevole numero di edifici religiosi costruiti in epoche diverse.
Tra tutte spicca il Duomo di Sant’Andrea con la sua bella scalinata , costruito nell’800 e ampliato nel 990 quando regnava il doge Mansone III .
Nella piazza del Duomo , troneggia dal 1926 la statua di Flavio Gioia , posta dal comune (dopo averla acquistata ) come omaggio dovuto , ad un suo figlio illustre.
La bella scultura realizzata nel 1900 dal cavese Alfonso Balzico rappresenta un FlavioGioia , vecchio e scarno , con naso aquilino e lunga barba a punta .
Il navigatore , vissuto tra il duecento ed il trecento a cui si dovrebbe l’ invenzione della bussola magnetica in verita’ pare si ritrovi inventore della bussola per il solo errore di …..una virgola.
Ad inventare la bussola , furono i marinai della citta’ di Amalfi fra il 1100 e il 1200 che hanno anche poi provveduto a diffonderla in tutto il Mediterraneo nei loro viaggi verso la Siria e l’ Egitto durante le crociate .
Lo storico Flavio Biondo , verso la meta’ del XV secolo aveva parlato della bussola inventata e perfezionata dagli amalfitani ed il filosofo bolognese Giambattista Pio nel 1511 riporto’ la notizia scrivendo : Ad Amalfi , in Campania , fu inventato l’uso della calamita , da Flavio si dice ‘>. Lo scrittore intendeva dire ‘Flavio lo dice ‘, ponendo la virgola dopo la parola calamita.
Invece chi riporto’ successivamente la notizia sposto’ la virgola , modificando radicalmente il significato : Ad Amalfi , in Campania , fu inventato l’uso della calamita da Flavio, si dice .
Intendendo in tal modo che Flavio avesse inventato la bussola , attribuendo ad esso un merito non dovuto .
E’ stato inaugurato alla fine del 2010 il museo della bussola e del ducato marinaro di Amalfi che celebra la breve ma intensa stagione in cui la piu’ antica e piu’ piccola repubblica marinara contese alle grandi potenze il dominio del Mediterraneo ., conquistando l’ indipendenza nell’839 e riuscendo a mantenerla fino al 1135.

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IL SENTIERO DEGLI DEI
Diverse frazioni situate , tra cielo e terra , a nord del paese sono un invito alle passeggiate .
Il sentiero degli Dei ( cosi’ lo battezzo’ il saggista Giustini Fortunato), in particolare , e’ un percorso pedonale che si snoda lungo le pendici dei monti Lattari e collega Positano ad Agerola , offrendo magnifici panorami costieri , grotte , caverne naturali e rocce calcaree , vecchie case contadine e un paesino isolato , molto suggestivo , Nocelle , che non e’ toccato da alcuna strada .
Chi percorre questo sentiero , talvolta a strapiombo sul mare , ha la sensazione di essere sospeso tra cielo e terra, con panorami mozzafiato tra limonate e vigneti sospesi su esili terrazze scavate da secoli nella viva roccia .
Da non perdere ( vi si accede per un sentiero ) la visita alla chiesa barocca di Sant’Elia Profeta , dove al suo interno si puo’ ammirare un trittico del Di Capua , rappresentante una vergine col bambino circondata dai santi Elia e Bartolomeo .

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PRAIANO
Cominciamo col dire che la parte superiore di questa localita’ e ‘ solito chiamarla ‘Vettica ‘ mentre quella inferiore ‘Praiano ‘.
Praiano e’ disposta sui due lati di Capo Sottile , con la parte alta sul fianco del monte e la spiaggia stretta fra due alte aspre pareti di roccia.
Il nome Praiano deriva dal greco Pelagianum , mare aperto .
Per la sua bellezza serena e suggestiva , divenne la residenza estiva dei Dogi .
Tra i luoghi da visitare vi sono senz’altro la bella chiesa di San Luca Evangelista con uno splendido pavimento in maiolica , la chiesa di San Gennaro e la chiesa di Santa Maria in Castro , vicino al convento di San Domenico da dove si gode uno dei panorami piu’ indimenticabili della zona .
Oltre al dedalo di viuzze , scalinatelle e case in color pastello , una delle caratteristiche di Praiano sono le edicole votive decorate in maiolica e presenti ovunque nel borgo a testimoniare come le famiglie le costruissero per chiedere la protezione divina .
Un tempo i Praianesi erano celebri come corallari e usavano portare un orecchino al lobo sinistro secondo la tradizione saracena .

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MAIORI
I fondatori , forse furono greci , o etruschi .
Denominata Reginna , fu poi detta Maior per distinguerla dalla vicina Minori .
Fondata nel IX secolo dal principe salernitano Sicardo , fu saccheggiata nel XII dai
Pisani , rivali della repubblica di Amalfi e dichiarata citta’ reale da Filippo V nel XVII secolo.
Fu colpita da una alluvione durante la quale , fra il 25 ed il 26 ottobre 1954 ben 500 millimetri di pioggia si rovesciarono sulla cittadina , devastandola e causando 37 vittime .
La cittadina da allora e’ molto cambiata e pur essendo di origini antichissime ha un profilo urbano in parte moderno, avendo conservato solo alcune vestigia della vecchia cinta muraria e delle torri di guardia.
La chiesa di Santa Maria a Mare, costruita nel XIII secolo sul luogo dell’antico fortezza di Sant’Angelo deve il suo nome alla statua della Madonna lignea sistemata sull’altare Maggiore che pare sarebbe stata ritrovata sulla spiaggia di Maiori dopo una tempesta .

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MINORI
Minori , ‘ l’antica Rheginna Minor dei romani che nel primo secolo dopo Cristo ci venivano per i loro Otia estivi , contempla il mare da una piccola spiaggia cinta da un giardino pubblico , dove si innalza una fontana con leoni dell’XI secolo.
Minori condivise , nel Medioevo , le sorti della vicina Amalfi , e ospito’ gli arsenali della repubblica.
L’abbondanza d’acqua proveniente dalla valle ha favorito qui l’insediamento di carterie e pastifici anche se oggi Minori si dedica alla produzione ed esportazione di agrumi .
Tradizione secolare e’ quella della pasta tirata a mano ( nata prima di quella di Gragnano Questo paese e’ stato sede vescovile dal 987 al 1818 e nei secoli la vita si e’ svolta intorno alla basilica di Santa Trofimena , patrona anche della repubblica marinara di Amalfi,dove sono conservate le spoglie della Santa (i resti si trovano in un’urna di marmo nella cripta della chiesa).
Al centro della valle , ad un passo dal mare , si trovano i resti di una splendida villa romana , risalente ai tempi di Augusto con numerosi ambienti perfettamente conservati.

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CONCA DEI MARINI
Un vecchio villaggio di pescatori che appare come un paese incantato abitato da poche centinaia di abitanti (700 abitanti) che vivono nelle case sulla spiaggia o in quelle bianche aggrappate alla scogliera
Fondata dagli antichi tirreni con il nome di Cossa , si e’ fatta a lungo chiamare ‘ citta’ dei naviganti ‘ : in effetti la sua popolazione diede marinai a Roma gia’a al tempo della prima guerra punica e in seguito , i conchesi sarebbero approdati ovunque nel Mediterraneo , da Venezia a Costantinipoli , da Smirne a Odessa .
Il paese abbracciato dagli scogli e’ celebre per la ” grotta dello smeraldo “e la squisita sfogliatella Santa Rosa .
Dalla statale giunti ad un piccolo spiazzo troviamo una scala e un ascensore che scendono alla famosa Grotta dello Smeraldo .
Si tratta di un meraviglioso anfratto naturale dove il mare , illuminato dalla luce che filtra attraverso la luce assume un colore smeraldino .
La splendida cavita’ di origine carsica invasa dal mare e’ caratterizzata da stalattiti e robuste stalagmiti che si sono saldate alla volta alta fino a 24 metri .
La grotta e’ comunque raggiungibile anche in battello partendo da Amalfi attraverso le innumerevoli gite organizzate .
Sul fondale alcuni sub hanno posato un presepe di ceramica bianca che a Natale diventa la meta di una suggestiva processione .
L’ex convento di Santa Rosa , oggi trasformato in albergo, e’ invece famoso per aver inventato la sfogliatatella Santa Rosa , un delizioso dolce di pasta sfoglia , ripieno di crema e di ricotta preparato dalle monache del luogo.

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FURORE
” A Furore anche i pesci sono felici “recita un murale .
Terra Furoris e’ invece il nome che inventarono i romani che si rifugiarono su queste montagne , inseguiti dai barbari .
Furore viene anche detto ” il paese che non ce’ “dal momento che in realta’ non ha una conformazione di borgo abitato ma piuttosto case sparse aggrappate alla roccia senza piazza e centro storico che da secoli sta in bilico senza mai cadere con appena soli 800 abitanti .
A Furore vi e’ una piccolissima spiaggia che si incunea tra le rocce a cui per accedervi si devono scendere i 200 gradini di una scalinata che parte dalla statale .
Sulla spiaggia ai piedi dello strapiombo ci sono alcune bizzarre case , che si chiamano ‘monazzeni ‘e sono i vecchi magazzini dei pescatori di Furore restaurate che in passato diedero riparo a personaggi come Ruggieri di Agerola , un bandito ricordato anche dal Boccaccio nel Decamerone e l’eretico ” fra Diavolo “.
E’ uno spettacolo da non perdere vedere il fiordo che penetra tra le rocce per bagnare la piccola spiaggia ove peraltro e’ presente una vecchia cartiera e un vecchio mulino , oggi sede dell’eco museo del fiordo .
La storia del posto e’ dipinta sui muri ( tutti i muri sono dipinti ).
Negli anni ottanta l’allora sindaco , inizio’ a far dipingere le case e le strade di Furore da. artisti italiani e stranieri.
Oggi nel borgo , ogni anno in settembre arrivano turisti da tutta Italia , ma anche da Germania , Polonia, Francia, persino Cina , per colorare i muri delle case e delle strade di Furore.
Le viti crescono in orizzontale sui muri e sulle strette terrazze che si affacciano sul baratro dando un buon vino che ha ottenuto il marchio DOC.
Il paese e’ famoso per aver ospitato Anna Magnani e Roberto Rossellini a cuì e’ dedicato un minuscolo museo.
La prima domenica di luglio dal ponte alto una trentina di metri ogni estate si svolge una spettacolare tappa del campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze .
Un evento emozionante a cui assistere dalla spiaggia del fiordo o dal ponte.

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ATRANI
Questa deliziosa localita’ , dalla struttura tipicamente medievale rappresenta nella costiera l’unico borgo rimasto intatto nel tempo con case costruite addossate una addosso all’altra , come per sorreggersi reciprocamente .
Un unico blocco di case bianche appoggiate alle pareti del monte Aureo a ovest e del monte Civita a est che giustifica il suo nome che pare derivi dal latino Ater , oscuro , a indicare appunto un luogo stretto tra due pareti rocciose che impediscono al sole di illuminare tutto il paese contemporaneamente .
Secondo altri invece il nome deriverebbe da Atria , una localita’ fondata da alcuni coloni greci .
Fino al XVI secolo condivise i destini di Amalfi , della quale costituiva il’sobborgo elegante , qui infatti i Dogi venivano eletti e sepolti nella chiesa di San Salvatore de Bireto .
Antiche chiese , scalinate , balconcini , piazzette , archi e vicoli caratterizzano l’architettura del paese che ospita solo 900 abitanti tutti racchiusi su una su
superficie minuscola con epicentro in piazza Umberto .
Il microcosmo e’ affacciato sulla sottile striscia di spiaggia (che appare scavalcata dalla stradale che scavalca il vallone di Atrani ) bocca a bocca con il fiato del mare .
Per tradizione gli abitanti non sono soliti fare il bagno prima del 24 giugno quando una ‘trave e fuoco ‘ riscalda l’acqua . Una vecchia leggenda , divenuta tradizione e versione ufficiale di contadini e pescatori , tramandata da padre in figlio per ricordare solo che prima di tale data bisogna lavorare e non farsi distrarre dalla bellezze del mare .
Spicca nel bel panorama della cittadina vista dal mare la collegiata di Santa Maria Maddalena Penitente , patrona locale mentre nella Chiesa di San Salvatore de’ Birecto con i suoi interni arabeggianti , venivano incoronati i Dogi , o i duchi , della Repubblica marinara come ricorda anche il nome del sacro edificio riferito al copricapo a doppia punta .Nel 1260 , per punire Atrani che si era schierata con il papato , il re svevo Manfredi aveva imposto una colonia di saraceni : costoro avevano compiuto violenze di ogni tipo , lasciando traccia del loro passaggio anche nei tratti somatici e in alcune espressioni dialettal
memorie saracene.
Sul fianco del monte Aureo in cima alzando gli occhi possiamo ammirare la Torre dello Ziro , un luogo protagonista di una vicenda storica reale avvenuta nel 1510 .
Giovanna d’Aragona , reggente del ducato dopo la morte del marito Alfonso Piccolomini , oltre a innamorarsi del maggiordomo di corte ( Antonio Bologna ) , ebbe l’ imperdonabile aggravante di sposarlo segretamente e di avere con lui due figli . Scoperta la tresca , suo fratello , il cardinale Luigi ‘Aragona , decise di lavare l’onta : cosi’ fece assassinare il Bologna e lascio’ morire di fame Giovanna con i figli ( che nel frattempo erano diventati tre ) rinchiudendoli nella torre di Ziro che sovrasta Atrani .

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RAVELLO
Ravello e’ arroccata a 350 metri sopre il livello del mare .
Il suo nome sembra derivare da una radice che significa ‘pietra ‘ , ‘dirupo’ elemento che sarebbe piaciuto tanto agli spiriti romantici dell’Ottocento .
Esisteva gia’a dal V secolo , quando era stata eletta da alcune famiglie patrizie romane , a rifugio contro invasioni e scorrerie.
La citta’ fu poi abitata da ricche famiglie di mercanti che vi fecero costruire prestigiosi palazzi , tipiche espressioni artistiche del periodo d’oro di Ravello , dallo stile bizantino- romano- arabo-normanno ed ancora oggi tra le ville e le strade di Amalfi risuonano i nomi delle grandi dinastie feudali .
La storia della localita’ si confonde con quella del ducato di Amalfi ; a quel tempo la fiorente borgata occupava un vasto spazio cinto da triple mura fortificate , ed era sotto la protezione della potente repubblica marinara .
Era ricca di chiese , conventi e palazzi lussuosi e il suo vescovo aveva il privilegio di dipendere soltanto dalla Santa Sede .
Nel 1086 fu innalzata a sede vescovile , la citta’ si ingrandi’ e venne edificato il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta ( il suo gioiello e’ un pulpito con colonnine e variopinte decorazioni donato dalla famiglia Rufolo ).
Nel XIII secolo vennero edificati dalla importante famiglia Rufolo l’insieme delle costruzioni che oggi rappresenta Villa Rufolo : le torri , e il loro collegamento con le mura della citta’, sono indice di una funzione militare , anche se l’elegante viale di ingresso e sopratutto il chiostro ad archi ogivali mostrano attenzione per l’arte e gusti raffinati .
Il parco romantico ( che conquisto’ Wagner) si sviluppa su due livelli : quello superiore termina con il Belvedere che domina il mare e il giardino inferiore dove ogni anno viene montato il palco del Ravello festival , proteso nel vuoto.
Nello stesso periodo prese corpo anche Villa Cimbrone , inizialmente di proprieta’ degli Acconciajoco e poi passata al ricco e influente casato dei Fusco , imparentati con i Pitti di Firenze e con i d’Angio di Napoli. Questa residenza e’ immersa in un parco di sei ettari con piante rare e ornamentali ed elementi decorativi che ricordano le sontuose residenze romane : fontane , ninfei , tempietti , padiglioni , statue ed un bel chiostro moresco .( grazie sopratutto ad Ernest William Beckett che la compro’ nel 1904 che impose un influente ristrutturazione).
Il viale centrale che risale al seicento , conduce al bel belvedere e al piccolo padiglione a picco sul mare .
Visita rituale e’quella immancabile del giardino a terrazza di Villa Rufolo, affacciata su un panorama indimenticabile che conquisto’ Wagner.
Romantiche rovine , piante esotiche , cipressi e pini furono qui sistemati per volere dello scozzese Francis Neville Reid, che acquisto’la proprietà nel 1851
Ospito’ personaggi illustri del passato ma anche del presente come i lBoccaccio, che la cita nel Decamerone , Carlo II , Roberto d’Angio e papa Adriano II , Giuseppe Verdi , Edward Grieg,Virginia Woolf, Graham Greene ,Bruno Walter , Arturo Toscanini , Leonard Bernestein e tanti , tanti altri .
Dal 2010 , Ravello vanta di possedere uno dei piu’ bei Auditorium d’Europa , opera di Oscar Niemeyer , il celebre architetto brasiliano , ben visibile dal mare a mezza costa .

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VIETRI SUL MARE
Fu fondata dagli Etruschi , conquistata dai Sanniti , e distrutta dai Vandali nel 455.
Famosa fin dal Medioevo per l’artigianato della ceramica , componente essenziale della decorazione dei suoi edifici e delle sue chiese .
Tutte le strade e i vicoli di Vietri appaiono riccamente ornati di maiolica. , in modo tale da trasformare il borgo in un formidabile museo all’aperto.
All’ombra della cupola rivestita in maiolica della chiesa madre di San Giovanni Battista si dipana un labirinto di vicoli con le facciate delle case e dei negozi che al posto dell’insegna hanno un pannello che li racconta.
In ceramica sono anche le rappresentazioni della storia ( assedio da parte dei saraceni ) e della religiosita’ locale (processione in onore dell’Immacolata ) in Corso Umberto I , cosi’ come anche la fontana in piazza ( coloratissima ) e l’edificio della fabbrica Solimene (totalmente ricoperto di ceramica) .
A Vietri ci sono circa 70 botteghe artigiane che con il tempo hanno saputo trasformare la ceramica di Vietri da artigianato in arte ed oggi e’ presente anche un Museo della ceramica che racchiude cinque secoli di produzione artistica .

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CETARA
Cetara, e’ uno dei paesi più caratteristici della Costiera Amalfitana. Immune al turismo di massa, essa è ancora legata alle attività economiche tradizionali come la pesca e per questo conserva praticamente intatto il suo fascino di borgo marinaro. Il l nome potrebbe derivare dal latino “Cetaria”, (tonnara ) , o da “cetari”, i pescatori o commercianti di tonni .
E’ un borgo di tremila persone di cui molti con un gran numero di cianciole e lampare che pescano alici nel golfo
Si tratta di un bellissimo vecchio villaggio di pescatori , le cui case arroccate le une sulle altre conservano intatto il loro vecchio fascino .
Lungo il molo sulla piccola spiaggia ci sono imbarcazioni di tutte le dimensioni ma sopratutto piccoli gozzi e molti degli uomini appaiono spesso tutti indaffarati a sistemare macchinari e attrezzature , o a riparare reti.
Tonni ed alici sono protagonisti della cucina di Cetara il cui piatto tipico è rappresentato dagli spaghetti con la colatura d’alici. Questo condimento è ottenuto dalla fermentazione di alici fatte marinare in appositi contenitori e può essere immaginato come una evoluzione del Garum, la salsa di pesce che faceva impazzire gli antichi romani. Il mare cristallino che lambisce il borgo di Cetara è meta estiva dei giovani salernitani diretti soprattutto alla spiagge sottostante la possente torre di guardia. Dal punto di vista storico Cetarterritorioa era un territorio che apparteneva alla repubblica di Amalfi e ne costituiva il confine con il principato di Salerno. Per un breve periodo di tempo fu addirittura occupata dai saraceni che ne fecero una loro base. Da un punto di vista artistico va segnalata la bella chiesa romanica dedicata a San Pietro Apostolo e la chiesa con convento annesso dedicata a San Francesco.

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 Erchie,e’ un piccolo paesino tra Cetara e Maiori, accessibile solo a piedi, una piccola frazione di Maiori, con una popolazione che non supera i 100 abitanti. Per accedere a questo piccolo borgo, bisogna prestare attenzione lungo la Strada Statale Amalfitana, perchè l’accesso al paese è costituito da una stretta stradina sulla sinistra che ai meno esperti potrebbe tranquillamente sfuggire Una volta parcheggiata l’auto vi addentrerete in un piccolo e caratteristico borgo,dotato di una bella torre (“Torre la Cerniola“) ed una caratteristica spiaggia .

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