LE ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE

Le zeppole sono delle frittele ripiene di crema preparate e consumate a Napoli sopratutto in occasione della festa di San Giuseppe, la festa del papà.
Le zeppole fritte hanno origini profonde che risalgono ai tempi degli antichi romani i quali il 17 marzo celebravano Liberalia e Baccanali e le matrone offrivano frittelle di frumento fritte nello strutto e intinte nel miele.
Esse sono particolarmente radicate nella tradizione napoletana e presenti in città nella sua forma classica da tempi lontani.

Goethe, in visita a Napoli alla fine del 1700, scriveva : ” Oggi era anche la festa di S. Giuseppe, patrono di tutti i frittaroli cioè venditori di pasta fritta…Sulle soglie delle case, grandi padelle erano poste sui focolari improvvisati. Un garzone lavorava la pasta, un altro la manipolava e ne faceva ciambelle che gettava nell’olio bollente, un terzo, vicino alla padella, ritraeva con un piccolo spiedo, le ciambelle che man mano erano cotte e, con un altro spiedo, le passava a un quarto garzone che le offriva ai passanti…”

La zeppola più nota oggi, quella di San Giuseppe, nasce nel diciottesimo secolo ed è, invece, più ricca: è ripiena con crema pasticcera e ha in superficie una amarena sciroppata.
La sua creazione pare la si debba al pasticcere napoletano Pasquale Pintauro già famoso per le sfogliatelle.
Era la mattina di San Giuseppe ed egli ebbe l’idea di friggere davanti alla sua bottega un altro tipico dolce napoletano ” le zeppole “.
Da allora il 19 marzo, tutte la pasticcerie napoletane presero l’abitudine di offrire ai propri clienti questa specialità che nella versione antica erano semplici frittelle a forma di piccole ciambelline fatte con un semplice impasto di farina acqua e sale ricoperte di cannella in polvere o zucchero.

Diverse sono le ipotesi sulla etimologia della parola zeppola usata per questo dolce : secondo alcuni deriva da serpula(m) che in latino vuol dire serpe per la forma di serpe chiusa su se stessa. Secondo altri viene da zeppa che a Napoli è il pezzo di legno posto per correggere dei difetti di misura nei mobili ( è chiaro in questo caso il riferimento alla professione di San Giuseppe ).

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