LA FONTANA DEL SEBETO

“La dotta Partenope è bagnata dalla benefica linfa del Sebeto ”
Sul lungomare di Napoli vi è una artistica fontana seicentesca che raffigura il fiume Sebeto che scorreva un tempo nelle immediate vicinanze orientali della città, scaturendo dalle sorgenti che si trovano nel territorio fra le colline e il monte Somma , una zona interessata da molte eruzioni vulcaniche , che con i loro movimenti hanno nel tempo fatto sparire il fiume .

Secondo l’ ipotesi piu’ accreditata infatti , il fiume spari’ in conseguenza del   terremoto e successivo maremoto che colpi’ Napoli il 27 novembre 1343 . In seguito a questi tragici eventi il Sebeto si interro’.  Il terreno diventato paludoso e’ stato poi prosciugato da canali artificiali (come quello di via Argine) .

Il fiume , pero’ e’ sempre vivo nonostante esso sia continuamente costretto e spinto nelle profondita’ del sottosuolo  per consentire alcune grandi costruzioni ( centro direzionale , metropolitana etc. ). Ogni tanto appena puo’ fa sentire pero’ la sua voce con apparizioni non sempre benevoli e sopratutto gradite .Di tanto in tanto infatti appena trova spazio ci regala qualche allagamento o peggio infiltrazioni capaci di mettere a repentino la stabilita’ di vecchi edifici,
Il nome Sebeto e’ un nome mitico che evoca la storia dei primi insediamenti partenopei e segnava il confine tra Palepoli e Neapolis .
Nella Magna Grecia ,era uso comune da parte dei coloni divinizzare i fiumi dedicando loro templi o ricordandoli sulle monete e il Sebeto doveva essere un discreto fiume se le popolazioni del tempo, imitando tradizioni e tecniche di altri popoli, avevano ritenuto opportuno eleggerlo a divinità fluviale locale ritraendolo nelle sembianze di un giovane accomunato alla figura di Parthenope.L’antico nome, Sepeithos, lo si trova su alcune monete coniate tra il V e il IV secolo avanti Cristo che rappresentano il piu’ antico documento pervenutoci come prova dell’esistenza del fiume Sebeto.
Secondo l’antico mito, tra il Sebeto e la bella sirena Parthenope si creò un legame affettivo dal quale nacque Sebetide, che insieme a Telone generò Ebalo, il futuro re di Palepoli. Quando morì Parthenope, fu deposta in una tomba alla foce del Sebeto, cioè a Palepoli, che assunse il nome della bellissima sirena.
Verso la meta’ del 600 il vicere de Fonseca commissionò al Fanzago una fontana che rappresentasse il fiume che si trova tuttora al largo Sermoneta ( Mergellina) ll Sebeto viene rappresentato come un vecchio dalla barba fluente in posizione adagiata su una conchiglia tra due obelischi affiancato da due tritoni portatori di piccoli vasi (buccine) da cui sgorga l’acqua.

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