CHIESA SAN SEVERO AL PENDINO

La chiesa di San Severo al Pendino è un luogo maestoso e stupendo al centro di Napoli in Via Duomo . La chiesa attualmente è sconsacrata e ospita al suo interno molte mostre e convegni di vario genere.
La chiesa e il vicino ospedale vennero costruiti nel 1448 da Pietro Caracciolo, abate della vicina chiesa di San Giorgio Maggiore; il nome originario fu quello di Santa Maria a Selice
La chiesa nel 1550 fu concessa ai padri Domenicani che acquistarono anche il vicino Palazzo Como che fu poi convertito in convento .
Il palazzo era stato edificato nel seconda metà del XV secolo per il mercante fiorentino Angelo Como in uno spazio donatogli da Alfonso II; siamo di fronte quindi ad un fatto non inusuale per la città di Napoli e cioè il riadattamento di un’abitazione civile a sede di un’istituzione religiosa, senza particolari modifiche dell’aspetto esterno. Santa Maria del Rifugio, insediata in quello che fu il palazzo degli Orsini e l’Ospedale della Pace che riutilizzò il palazzo di Sergianni Caracciolo.
Tra il 1599 e il 1620 l’antica struttura della chiesa viene demolita e ricostruita sulle rovine con un progetto realizzato da Giovan Giacomo Di Conforto. In seguito, nella prima metà del XVIII secolo la chiesa venne rifatta sotto lo stile barocco con una pregevole scala con balaustra finemente scolpita in piperno (la scala è ancora visibile nelle antiche stampe del primo Ottocento)
Quando i frati vennero allontanati dalla città nel decennio francese, la chiesa, tra il 1818 e il 1835, divenne sede dell’Archivio di Stato. In seguito la chiesa venne riaffidata di nuovo a dei religiosi, ( Frati Minori Osservanti ) fino a quando nel 1863 i religiosi vennero di nuovo espulsi .
Nel 1879 durante il Risanamento , furono avviati i lavori per l’apertura del tratto meridionale di via Duomo e tutta l’ area urbanistica della zona subi’ notevoli mutamenti compresa la chiesa: il livello stradale fu innalzato di diversi metri e la scalinata di ingresso alla chiesa fu demolita .
La chiesa venne anche privata della facciata barocca e delle prime due cappelle, diminuendo la lunghezza della navata e sostituendo la facciata con una più semplice in stile neorinascimentale . Il complesso conventuale venne completamente demolito.
Durante la seconda guerra mondiale é stata utilizzata come rifugio antiaereo e nel 1980 venne ulteriormente danneggiata dal terremoto. Rimessa ancora a nuovo é stata comunque sconsacrata e adibita ad eventi.
All’interno è presente un’unica navata con cappelle ; possiamo notare i caratteri architettonici tipici del Cinquecento, in cui si inseriscono gli altari settecenteschi in marmo policromo. Degno di nota è il monumento sepolcrale di Giovanni Alfonso Bisvallo , opera di Girolamo d’Auria del 1617, dal quale è stato trasferito nel transetto destro il dipinto raffigurante San Giovanni Battista, un rilievo in terracotta dello stesso artista che rappresenta Santa Maria a Selice e un dipinto di Luca Giordano sull’altare maggiore

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