BASILICA DELL’INCORONATA DEL BUON CONSIGLIO

La basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio si trova in Via Capodimonte.
 Costruita tra il 1920 e il 1960, rappresenta la Basilica più recente della città e  nacque grazie alla fede di  suor Maria di Gesù Landi che era molto devota alla Madonna del Buon Consiglio.
Nel 1844 commissionò al pittore napoletano Spanò un quadro della Vergine, con il quale fu protagonista di due miracoli: il primo avvenne nello stesso anno e accadde quando il quadro,  una volta mostrato al popolo pose fine all’epidemia di colera che soffocava Napoli ; il secondo invece avvenne nel 1906, quando, durante un’eruzione del Vesuvio la suora mise fuori dal proprio balcone il quadro e la copiosa pioggia di cenere cessò.

Suor Maria grazie a questi due episodi riuscì ad ottenere il riconoscimento del culto della Madonna da Papa Pio X e l’incoronazione del quadro (1912); Ovviamente, dopo un simile riconoscimento seguirono ben presto a venerare l’immagine divenuta sacra e miracolosa una grande quantità di pellegrini. I fedeli iniziarono a mobilitarsi con pellegrinaggi e cerimonie liturgiche ed il dipinto non poteva più rimanere nelle mani di una sola donna, per quanto devota, rendendo necessaria la costruzione della chiesa come luogo di raccolta e venerazione dei fedeli pellegrini. Secondo la tradizione fu la stessa Vergine  a suggerire a Suor Maria il luogo adatto per erigere il suo tempio: sopra  uno dei luoghi più antichi di ritrovo dei cristiani napoletani ed esattamente sopra le catacombe di San Gennaro, il Santo patrono della città.

Maria di Gesù Landi non vide mai completata l’opera da lei stessa iniziata: la donna morì nel 1931. I suoi resti riposano nella sagrestia della stessa basilica. Un ultimo episodio accaduto di recente ha ulteriormente rafforzato la devozione dei fedeli: durante il terremoto del 1980, il busto marmoreo raffigurante la Madonna col Bambino si staccò dall’estremità superiore della facciata, finendo sulle scale della struttura, senza però andare distrutta.

I lavori per la costruzione della Basilica durarono quarant’anni, dal 1920 al 1960, e il progetto fu affidato all’architetto  Vincenzo Veccia che volle realizzare un’imitazione della Basilica di San Pietro in Vaticano, sia per quanto riguarda l’esterno che l’interno.
In effetti guardando bene la Basilica , la prima cosa che ti viene in mente  è quello di essere avanti ad una San Pietro in miniatura sia per la facciata, che per l’architettura. Anche i colori e i marmi degli interni interni sono simili e ricordano la Basilica romana  sopratutto  nella volta e nella struttura delle navate; non manca nemmeno una, più modesta, statua della pietà. La sua meravigliosa cupola è visibile da vari punti della città .
All’interno, la Chiesa nonostante sia di recente costruzione, contiene mosaici ed opere d’arte di grande valore normalmente donate o provenienti da altre strutture andate distrutte nonché alcune tombe di casa Savoia.
Nella prima cappella di destra troviamo dipinti  di Andrea Vaccaro, di Fabrizio Santafede e  di Giuseppe Simonelli. Nella seconda cappella di sinistra, è presente invece  un’ opera  di Francesco Solimena, mentre nella terza troviamo un  bassorilievo che raffigura San Gennaro defunto attribuito a Domenico Antonio Vaccaro. Nella controfacciata, invece, si trovano l’Incoronazione della Vergine di Giovanni Beinaschi e la Deposizione di Marco Pino. All’interno troviamo anche la Resurrezione di Gesù di Luca Giordano e alcuni mosaici realizzati  su disegni di Guido Reni e Francesco Solimena.
Infine, sono presenti  vari monumenti funebri: quello di suor Madre Landi (nella sagrestia) e alcune tombe di casa Savoia. Addirittura nella prima cappella di sinistra è conservata una più modesta copia della Pietà di Michelangelo ed un busto di Papa Giovanni Paolo II, realizzato  nel 1990 in occasione della sua visita alla Basilica.                                                         Sull’altare, 8 statue, opere di Michelangelo Naccherino raffigurano gli Apostoli.
 Dal giardino della Basilica si accede alle Catacombe di San Gennaro dove si trovava la tomba del santo patrono. Le catacombe di San Gennaro nacquero dall’ampliamento di una cappella gentilizia a partire dal II secolo d.C., dopo la deposizione di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli.                                                                                                                   Sono composte da due livelli non sovrapposti, e caratterizzate da spazi ampi, scavati in orizzontale.
Nelle Catacombe si possono scoprire i preziosi mosaici posti sulle tombe dei primi vescovi di Napoli, affreschi di antiche famiglie napoletane recuperati dalla rovina e particolari strutture ricavate nel tufo.

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