IL BANCO DEI PEGNI

Lungo uno dei tratti di Spaccanapoli in via San Biagio dei Librai (al civico 114), nell’antico palazzo di Girolamo Carafa dei Duchi d’Andria  si trova l’antica sede del Sacro Monte di Pietà meglio conosciuto come Banco dei Pegni.

L’antico palazzo nel 1527 fu demolito e completamente ricostruito su disegno dell’architetto Gian Battista Cavagni e proprio in quell’occasione venne anche costruita una cappella a cui lavorarono i maggiori artisti dell’epoca;  un vero scrigno di opere d’arte di inestimabile valore realizzate da artisti come  Pietro Bernini, Battistello Caracciolo, Michelangelo Naccherino, Tommaso Montani, Belisario Corenzio, Ippolito Borghese, Gerolamo Imparato, Fabrizio Santafede, Cosimo Fanzago, e Giuseppe Bonito.

 

Il palazzo mostra un  importante portale  dietro il quale attraverso un atrio porticato  in piperno ci si affaccia su un cortile con  due bellissimi scaloni monumentali . Sul lato opposto al portone troviamo al piano terra il prezioso gioiello d’arte della  Cappella del Monte di pietà, con la sua preziosissima sagrestia .

 

IL palazzo nel 1730 fu acquistato dal Banco delle due Sicilie che dopo l’unità d’Italia venne poi chiamato Banco di Napoli.

Il Monte della Pietà fu invece fondato nel 1539 su iniziativa dei frati dell’ordine francescano per combattere l’usura dei banchi ebraici che si erano sviluppati tra il Duecento e il Trecento. Esso Fu fondato dopo un decreto di Carlo V che scacciava gli ebrei dediti allo strozzinaggio .

La sua funzione  era quella di finanziare persone in difficoltà, fornendo loro la liquidità necessaria attraverso un prestito e senza scopo di lucro .L’erogazione finanziaria avveniva in cambio di un pegno: i clienti, a garanzia del prestito, dovevano presentare un pegno che valesse almeno un terzo in più della somma che si voleva fosse concessa in prestito. La durata del prestito, di solito, era di circa un anno; trascorso questo periodo, se la somma non era restituita, il pegno veniva venduto all’asta.

Per la gestione del Monte della Pietà venne istituita una confraternita che ebbe come prima sede, nel 1592, il Palazzo Carafa d’Andria ma, per insufficienza di spazio, fu necessario acquistare un nuovo edificio che rispondesse alle nuove esigenze.

 

 

La bellissima facciata della Cappella della Pietà, mostra nelle due nicchie delle campate laterali due statue del Bernini raffiguranti la Sicurità e la Carità  mentre nel frontone possiamo ammirare una pietà di Michelangelo Naccherinino e due angeli di Tommaso Montani.

 

 

Nella splendida cappella con le sue ricche decorazioni e in tre sale del piano terreno, un tempo destinate alle aste degli oggetti lasciati in pegno, è stato allestito dal 1999 il Museo del Monte di Pietà: dove si possono ammirare tra antichi arredi, oggetti sacri, e meravigliosi mobili intagliati del ‘700 ,piccoli e grandi capolavori di proprietà del Banco di Napoli- gruppo Intesa San Paolo.

La Cappella racchiude una grande collezione di opere d’arte e tra questi dei  dipinti  di particolare interesse come la Resurrezione iniziata da Girolamo Imparato e compiuta da Fabrizio Santafede, l’Assunta di Ippolito Borghese, il Monumento del Cardinale Ottavio Acquaviva di Cosimo Fanzago e la Carità eseguita da Giuseppe Bonito.

 

Curiosità :Fu uno dei pochi palazzi nobiliari risparmiato dagli incendi dei rivoluzionari durante la rivolta di Masaniello, grazieprobabilmente all’intercessione di Giulio Genoino.

Commenti via Facebook

(419 Posts)